Figlio di un colono tedesco, Leibbrandt nacque a Hoffnungsthal,
presso Odessa, il 5 settembre 1899, frequentò il ginnasio a Dorpat
e sostenne gli esami di maturità a Odessa.
Nel 1918, con l'avanzata delle truppe tedesche in Ucraina, iniziò a
lavorare come interprete. In seguito aderì anche a una formazione di
«autodifesa».
Dopo il trionfo delle forze rivoluzionarie, si trasferì a Berlino.
Studiò dapprima teologia, poi filosofia, storia e infine economia politica,
materia in cui si laureò nel 1927.
Come scrittore si fece conoscere con pubblicazioni sull'emigrazione sveva
in Russia (1928), argomento che riguardava la storia dei suoi antenati, sulle
colonie tedesche in Bessarabia e sul «vero volto del bolscevismo».

Per ragioni di studio, Leibbrandt si recò per due semestri a Parigi
e per un altro semestre a Londra. Fece tre viaggi di studio nell'Urss e nel
1930 lavorò negli Usa grazie a una borsa di studio della fondazione
Rockefeller. In USA entrò in contatto con una organizzazione della
NSDAP, contatto che ristabilì successivamente a Ginevra, dove rimase
fino al 1933.
All'epoca Leibbrandt lavorava già per l'Ufficio di politica estera
(APA) della NSDAP, il cui capo era Alfred Rosenberg.
Il 10 luglio 1933 Leibbrandt si iscrisse al partito (tessera n. 1976826) e
vide ricompensati i suoi servigi il 15 ottobre dello stesso anno, quando fu
ammesso come collaboratore a tempo pieno nell' APA, dove dal 30 luglio 1935
rivestì, in ragione delle sue competenze - aveva viaggiato all'estero,
parlava russo, ucraino, francese e inglese -, la funzione di responsabile
di un ufficio centrale.
Quando i territori occupati dai nazisti cominciarono ad avere una estensione
sempre più vasta e il personale amministrativo e organizzativo capace
a scarseggiare, Hitler designò Alfred Rosenberg, un uomo del suo seguito
dai tempi più remoti, ministro dei Territori orientali (non ancora
occupati). Il 13 novembre 1941 venne annunciata la creazione del nuovo ministero
del Reich, che si insediò a Berlino, dapprima nell'edificio dell'ex
ambasciata jugoslava, poi in quello dell'ex ambasciata sovietica.
Rosenberg assegnò a Leibbrandt la divisione Politica, dalla quale dipendevano
le sottodivisioni Politica generale, Ucraina, Ostland, Caucaso e Russia, nonché
Cultura e Stampa. Leibbrandt divenne così corresponsabile del criminale
regime di occupazione nei territori occidentali dell'Urss, che praticava una
politica di sterminio, ma entrò anche in conflitto sull'adeguatezza
nel breve periodo e sulla capacità di durare nel lungo della politica
coloniale fascista.
Al pari di altri collaboratori del ministero, egli propendeva per una politica
più flessibile, paventando che il barbaro regime repressivo potesse
rafforzare la resistenza e portare a disordini permanenti.
I documenti non ci aiutano a far luce sul motivo per cui Leibbrandt abbia
accompagnato il segretario di Stato Meyer alla conferenza
del Wannsee. La sua presenza si spiega forse con un colloquio tra Meyer
e Heydrich, del 4 ottobre 1941, al quale aveva
partecipato anche lui. In quell'occasione i due alti funzionari del ministero
dei Territori occupati non avevano sposato la rigorosa linea di Heydrich,
che non teneva conto di questioni di carattere economico, tanto che il capo
del RSHA pensò addirittura
di dotare il ministero di uno speciale addetto alla questione ebraica, che
avrebbe dovuto dipendere dall'organismo da lui diretto.
Il costante interesse dimostrato dalla dirigenza delle SS perché le
venisse affidata quanto prima la direzione dell'intera politica di sterminio,
di occupazione e di germanizzazione nelle future Colonie nell'Est del continente
fu, da ultimo, la causa dell'allontanamento di Leibbrandt dal suo ufficio.
Il cambio della guardia avvenne nell'agosto 1943. Il successore di Leibbrandt
era uno dei massimi collaboratori di Himmler, l'Obergruppenführer
delle SS Gottlob Berger, che cumulò la nuova
carica con quella di capo dell'Ufficio centrale delle SS.
Leibbrandt, che doveva prestare servizio nella Wehrmacht, si arruolò
in Marina. Sopravvisse alla guerra e riuscì a evitare anche una condanna.
Un procedimento avviato contro di lui da un tribunale della Germania occidentale
fu archiviato nel 1950.