Bernhard
Lösener
Bernhard
Lösener nacque nel 1890. Figlio di un giudice di basso livello.
Partecipò alla I Guerra Mondiale e compì gli studi presso l'Università
di Tubinga. Trovò lavoro come impiegato delle dogane nel 1924.
Si iscrisse al Partito Nazionalsocialista nel 1930. Nell'aprile 1933 entrò
al servizio del Ministero degli Interni diretto da Frick. Il suo ruolo era quello
di "esperto di problemi razziali" (Rassereferent) e in questa veste
rimase sino al 1943 quando a Frick subentrò Himmler.
La figura di Lösener è particolarmente interessante. Si trattò
di un burocrate i cui ideali affondavano nella idea di Stato prussiano. Come
per certi versi Frick e certamente Lammers , anche
Lösener venne travolto dalla trasformazione dello Stato imposta dalla ideologia
nazista. L'illegalità come forma di governo insita nel nazionalsocialismo
era quanto di più estraneo alla mentalità formale di Lösener.
Ciò non gli impedì di essere strumento dell'ingranaggio della
distruzione. Come "esperto" redasse ben ventisette decreti anti-ebraici,
preparò le Leggi di Norimberga, si sforzò di dare una esatta definizione
"dell'ebreo" costruendo tutta una serie di distinzioni tra "ebrei
puri" e "Mischlinge" (cioËi "mezzi ebrei"). Lösener
nelle sue memorie racconta come le "Leggi di Norimberga" furono redatte
in soli due giorni per l'improvvisa volontà di Hitler.
Alcuni storici hanno voluto vedere in questo agire affrettato la testimonianza
della "non programmazione" della politica antiebraica. Viceversa questo
atteggiamento è il segno del sostanziale disprezzo per la forma giuridica
dello Stato. Lösener non se ne avvide e continuò la sua opera nel
Ministero degli Interni. Tuttavia, a dispetto delle sue pesanti corresponsabilità,
Lösener ingaggiò una lotta tenace per sottrarre i "mezzi ebrei"
e gli ebrei sposati a coniugi ariani alle conseguenze delle leggi repressive.
La lotta legale probabilmente salvò quasi 120.000 vite (secondo lo stesso
Lösener).
Un altro punto che distingue la storia di quest'uomo dai burocrati dell'epoca
nazista, sta nel fatto che Lösener dimostrò di avere un limite aldilà
del quale non poteva e non volle andare.
Molti - dopo la guerra - sostennero di non aver approvato ma continuarono a
prestare la propria opera, Lösener cessò la collaborazione. Deluso
per l'inclusione degli "ebrei per un quarto" nella lista di coloro
che non avevano più diritti civili; irritato dalle pesanti intromissioni
del Partito Nazista negli affari interni della chiesa Evangelica,
Lösener toccò nel 1941 il limite. Giuntagli notizia delle deportazioni
e dei massacri di ebrei tedeschi a Riga, chiese di essere trasferito ad altro
incarico.
Nel marzo 1943 venne nominato giudice. L'avversione di Lösener per il nazismo
si manifestò all'epoca dell'attentato a Hitler del luglio 1944. Una coppia
- accusata di implicazioni nella congiura - venne nascosta dall'ex "esperto
razziale" nella propria casa. Scoperto venne espulso dal Partito come "traditore".
Imprigionato, sopravvisse sino alla fine della guerra.
Arrestato due volte - dapprima dai Russi e poi dagli Statunitensi venne sottoposto
ad un periodo di denazificazione durante il quale lavorò per la missione
tedesca dell'American Jewish Joint Distribution Committee.
Al termine di questo periodo rientrò nell'amministrazione pubblica. Morì
nel 1952. La sua biografia intitolata "Als Rassereferent im Reichsministerium
des Innern" venne pubblicata dopo la sua morte nel 1961.