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Kurt Matschke

Nacque il 4 maggio 1908 a Domsel, studiò legge e divenne commissario di polizia a Saarbrucken.
Il 1° agosto 1932 aderiva al Partito Nazionalsocialista (tessera n. 1239097) e si arruolò nelle SS il 25 luglio 1932 con la tessera n. 45856. Venne nominato capo dell'Einsatzkommando 7a (Einsatzgruppe B) dal dicembre 1941 al febbraio 1942.
Non vi sono rapporti precisi sulla attività di Matschke in questo periodo. Sappiamo tuttavia che Matschke al ritorno in Germania venne promosso di grado.
Dopo la guerra per queste operazioni Matschke venne processato a Essen con l'accusa di aver partecipato a massacri di zingari, ebrei e civili russi nelle località di Klinzy), Dobrush, Mglin, Starodub, Wolowka. Per questi fatti Matschke venne condannato a 5 anni di carcere.
Dopo il servizio nell'Einsatzkommando Matschke divenne capo della Gestapo di Colonia e qui diresse l'ufficio IIb che si occupava di chiese, sette religiose, massoneria e questione ebraica.
A Colonia si distinse nella deportazione degli ebrei locali verso i campi di sterminio.
Per questa attività gli venne intentato un processo nel 1954. Un processo tipico per la sua sconcertante faciloneria che ha sempre caratterizzato le corti di giustizia tedesche nei confronti dei carnefici nazisti.
Il processo durò solo quattro giorni. Matschke ebbe a dire a proposito delle deportazioni degli ebrei di Colonia (circa 13.500 di cui solo 600 sopravvissero) che "Non c'erano state né proteste né lamentele e tutto si era svolto senza difficoltà. Nel mio ufficio, tutto procedette secondo le direttive ufficiali".

Non sappiamo la data della morte di questo criminale ma, se è già avvenuta, deve con tutta probabilità essersi svolta nella tranquillità del proprio letto.

Kurt Matschke al processo del 1954: è il primo a sinistra, segnato dal circolo rosso. In piedi Emanuel Schäfer, ex comandante dell'Einsatzkommando "Serbia" e capo dell'SD di Trieste.