Josef Mengele - 3
In fuga:
dalla Germania all'Argentina
Il 2 maggio 1945 quando la Germania capitolava Mengele - che si era tolto la
divisa delle SS - si aggregò ad un ospedale da campo in fuga dai russi.
Qui Mengele ebbe una relazione con un'infermiera alla quale affidò i
suoi documenti di Auschwitz affinché li facesse arrivare a Günzburg.
Pochi giorni dopo l'intero ospedale veniva catturato dagli americani presso
Weiden.
Mengele venne registrato con il suo vero nome ma nessuno si curò di lui:
solo verso la fine del 1945 venne spiccato il primo ordine di ricerca per crimini
di guerra. Mengele assunse una nuova identità con documenti falsificati:
il 30 ottobre 1945 con il nome di Fritz Hollmann abbandonava il campo di prigionia.
Trovò lavoro come bracciante in una fattoria di Mangalding vicino Rosenheim
in Baviera. Qui rimase tre anni e nell'ottobre 1948 chiese alla famiglia che
l'aiutasse ad espatriare in Sud America.
I preparativi per la fuga durarono diversi mesi. Il procuratore della famiglia
Mengele, Hans Sedlmeier, organizzò la fuga in ogni particolare.
Il 17 aprile 1949 Mengele raggiunse la frontiera tra Italia ed Austria e la
varcò grazie all'aiuto di una guida alpina aggirando il confine.
A Vipiteno Mengele trovò un altro inviato della famiglia che gli consegnò
nuovi documenti, denaro proveniente dalla filiale della ditta "Mengele"
di Merano e, soprattutto, il libro di appunti scientifici di Auschwitz e numerose
diapositive scattate alle sue vittime.
Mengele, che ora si faceva chiamare Helmut Gregor, arrivò a Genova da
dove, il 18 luglio 1949, salpò verso l'Argentina.
Il 26 agosto sbarcava a Buenos Aires. Dopo inizi stentati (un lavoro come carpentiere)
Mengele entrò in contatto con i circoli di nazisti che avevano trovato
protezione nell'allora Argentina del presidente Peron. Contemporaneamente da
Günzburg la famiglia iniziò a spedire regolarmente denaro. Così
Mengele acquistò una quota dell'industria farmaceutica Fadrofarm che
produceva farmaci contro la tubercolosi.
Nel frattempo la moglie Irene aveva chiesto il divorzio.
Il patriarca della famiglia Karl propose a Josef Mengele di sposare la cognata
Martha rimasta vedova del fratello minore. Mengele nel 1956 tornò in
Europa e sposò Martha in Svizzera. Dopo le nozze - visto che nessuno
gli stava dando la caccia - Mengele rientrò in Germania per rivedere
il figlio Rolf e il resto della famiglia.
Ritornato in Argentina venne raggiunto dalla nuova moglie il 30 ottobre 1956.
Ormai Mengele si sentiva tanto al sicuro da chiedere ed ottenere dall'Ambasciata
tedesca in Argentina un passaporto intestato con il suo vero nome.
Mengele nel 1956
Mengele
in una foto probabilmente degli anni Settanta