Erich
Naumann nacque a Meissen il 29 aprile 1905. A 16 anni abbandonò la scuola
e si impiegò in un'impresa commerciale.
Entrò nel Partito Nazionalsocialista il 1° novembre 1929 e nelle
SS il 1° luglio 1935. Nel novembre 1941 venne nominato capo dell'
Einsatzgruppe
B che comandò sino al marzo 1943. In questo periodo fu responsabile
della morte di più di 17.000 persone.
Grazie a questa attività venne promosso generale di brigata delle SS
il 9 novembre 1942. Nell'aprile 1943 venne inviato in
Olanda
dove ricoprì la carica di capo dei Servizi di Sicurezza. Nel novembre
1944 fu creato capo dei Servizi di Sicurezza a Norimberga.
Arrestato dagli Alleati venne processato a Norimberga e ritenuto colpevole fu
condannato a morte. La sentenza venne eseguita il 7 giugno 1951.
Durante il processo venne chiesto a Naumann se riteneva che fosse stato necessario
per vincere la guerra l'eliminazione di uomini, donne e bambini. Senza esitare
Naumann rispose affermativamente. Dopo questa dichiarazione ritrattò.
Venne allora interrogato nuovamente ed alla stessa domanda rispose che comunque
aveva l'autorità per compiere i massacri in base all'ordine di Hitler.
Ancora più chiara la sua risposta quando il pubblico ministero gli domandò:
"Lei afferma che non vi sia stato nulla di sbagliato
nel massacrare questi uomini inermi e queste donne e bambini indifesi? Lei afferma
che non vi sia stato nulla di moralmente ingiusto in questo?"
Naumann:
"Nulla di ingiusto, vostro Onore"
Il coinvolgimento nei massacri emerse in modo evidente. Naumann tuttavia avrebbe
potuto evitare la condanna a morte se avesse in qualche modo dimostrato di aver
percepito la sostanziale inumanità e illegalità dei suoi atti.
Tuttavia a domande precise diede risposte altrettanto precise ed agghiaccianti:
Domanda: "Lei
concordava o non concordava con con l'ordine del Führer?"
Naumann:
"Sì vostro Onore, io concordavo con esso"
Domanda:
"E dunque non ebbe alcuna riluttanza nel porre in atto quell'ordine proprio
perché concordava con esso?"
Naumann:
"Ho già detto che avevo dei timori. Fu con riluttanza e con una
lotta interna tra dovere e coscienza e la realizzazione di quelle misure che
erano necessarie per combattere il bolscevismo"
Domanda:
"Dunque le domando: all'epoca credeva o non credeva che vi fosse qualcosa
di sbagliato in quell'ordine?"
Naumann:
"No vostro Onore, consideravo che l'ordine fosse giusto perché era
parte del nostro disegno di guerra e che perciò fosse necessario"
Domanda:
"Questo Tribunale deve dunque dedurre dalla sua risposta che lei non trova
nulla di sbagliato nell'ordine anche se questo significava l'uccisione di inermi
vite umane. E' dunque questo che emerge dalla sua risposta?"
Naumann:
"Si vostro Onore"