Così nel dicembre 1939 - a due mesi dallo scoppio della guerra - Quisling
si recò a Berlino dove incontrò Hitler e
Rosenberg.
Scopo del viaggio era sollecitare i nazisti ad invadere la
Norvegia.
Quisling garantiva di essere in grado di rendere l'occupazione del suo Paese
come una operazione senza spargimenti di sangue e senza opposizioni.
Quando, tra l'8 e il 9 aprile 1940, le truppe tedesche sbarcarono in
Norvegia
il bluff di Quisling divenne evidente.
Subito dopo l'occupazione della capitale Oslo, Quisling si precipitò
alla stazione radio e con un comunicato alla nazione chiese la cessazione di
ogni resistenza e si autoproclamò capo del Governo.
Sconfessato dal re Haakon e ignorato dalla popolazione Quisling rappresentò
una profonda delusione per i tedeschi.
Quisling venne immediatamente rimosso il 15 aprile e il Reichskommissar
Terboven
inviato da Berlino creò un governo, il cosiddetto Alto Consiglio Amministrativo
- con uomini del partito di Quisling senza Quisling.
Neppure questo governo si rivelò realmente collaborativo con la Germania.
Nel settembre del 1940
Terboven decise di liquidare
l'Alto Consiglio Amministrativo e di creare un governo più duro: il Consiglio
dei Ministri Commissari.
Anche da questo governo Quisling venne tenuto fuori e dovette aspettare il 1°
febbraio 1942 per diventare Presidente del Consiglio.
Per ingraziarsi ancor più i tedeschi Quisling varò alla fine di
ottobre 1942 un provvedimento per la confisca dei beni degli ebrei, dei conti
bancari, la messa all'asta degli immobili, il sequestro di oggetti preziosi,
oro e gioielli da consegnarsi ai tedeschi per sostenere lo sforzo bellico.
Già nel marzo 1942 Quisling aveva modificato la Costituzione inserendo
un paragrafo che vietava la permanenza in
Norvegia
di ebrei.
Il 17 novembre con un'ulteriore ordinanza ingiunse agli ebrei di registrarsi
in appositi elenchi presso la polizia norvegese.
Quisling rimase per i tedeschi un incapace personaggio di secondo piano.
Da parte sua egli continuò a cullarsi nell'idea che i nazisti avrebbero
concesso alla
Norvegia l'indipendenza
ritirandosi dal Paese.
Alla fine della guerra venne arrestato e processato.
Giudicato colpevole di alto tradimento il 10 settembre 1945, venne fucilato
il 24 ottobre successivo.
Vidkun Quisling nacque nel 1887 a Fyresdal nel sud della
Norvegia,
figlio di un pastore protestante.
Si arruolò nell'esercito nel 1911.
Nel 1918 venne nominato addetto militare a Pietrogrado rimanendovi sino alla
rottura delle relazioni diplomatiche tra la
Norvegia
e l'Unione Sovietica.
Dal 1922 al 1930 fu assistente dell'Alto Commissario per i Rifugiati della Società
delle Nazioni. In questo incarico lavorò a progetti umanitari in Ucraina,
Bulgaria, in Armenia, nei Balcani.
Le esperienze diplomatiche fecero nascere in lui la convinzione che l'Unione
Sovietica rappresentasse un pericolo.
Nel 1931 partecipò ad una legislatura di governo come ministro della
difesa mantenendolo sino al 1933.
Nel maggio dello stesso anno fondò un partito di ispirazione nazista
chiamato "Nasjonal Samling" dotandolo di una struttura paramilitare
chiamata "Hird".
L'Hird doveva rappresentare la nuova élite della nazione che, ovviamente,
doveva essere razzialmente pura e per questo occorreva cancellare ogni traccia
di ebrei.
Nonostante gli sforzi profusi il partito di Quisling non riuscì mai a
raccogliere consensi sufficienti per conquistare il potere ma la sua idea era
di cambiare la
Norvegia nonostante
i norvegesi.