Nato nel 1906, figlio di un ferroviere, Rademacher studiò
legge, entrò nell'amministrazione pubblica e si iscrisse al Partito
Nazionalsocialista nel 1933.
Venne chiamato al Ministero degli Esteri nel 1937 e nominato capo della Sezione
D III che si occupava del problema ebraico sotto la direzione di Martin
Luther.
In questo ruolo fu il creatore del "Piano
Madagascar", un progetto che prevedeva la deportazione degli ebrei
europei nell'isola africana. Per un certo periodo il piano venne considerato
realizzabile dalle autorità naziste ma venne poi abbandonato successivamente.
Alla fine del 1941 Rademacher venne coinvolto direttamente nelle operazioni
di sterminio partecipando in Serbia al coordinamento tra SS e Ministero degli
Esteri.
Ritornato in Germania non si mosse più dal suo ufficio di Berlino ma
continuò a lavorare per risolvere tutti i problemi che insorgevano
a proposito della consegna degli ebrei con Paesi esteri.
Probabilmente coinvolto nel tentativo di Martin Luther di sostituire Ribbentrop
venne congedato dal ministero e inviato a combattere in Marina nel 1943.
Dopo la guerra venne processato ma riuscì a fuggire e a rifugiarsi
in Siria nel 1953.
Tornato in Germania nel 1966 venne processato nuovamente.
Morì nel 1973 prima di interporre appello.
