Gli
inizi tra affari e diplomazia
Nacque il 30 aprile 1893 a Wesel, in Renania da Richard, ufficiale dell'esercito
e da Sophie Hertwig, figlia di un possidente sassone.
La famiglia era agiata con un buon tenore di vita. Pur non terminando gli studi
superiori manifestò una certa facilità nelle lingue.
Nel 1910 si trasferiva in Canada dove rimase sino allo scoppio della Prima Guerra
Mondiale.
Grazie ad una parte del patrimonio materno riuscì non solo a frequentare
la buona società canadese ma anche a fondare un'impresa di import-export
di vini.
La partenza dal Canada alla vigilia della guerra fece sospettare che in realtà
Ribbentrop fosse una spia.
Durante la guerra si guadagnò i gradi di tenente e la Croce di Ferro
di 1a classe.
Nel 1918 venne inviato a Istanbul come reggente plenipotenziario del consolato
tedesco. Al termine della guerra sposò Annelies Henkell figlia del maggior
produttore di spumanti in Germania.
Assunse la direzione import-export della sede di Berlino dell'azienda del suocero.
Superò così gli anni della grande depressione economica fondando
anche una sua ditta, la "Schonberg & Ribbentrop" unica importatrice
in Germania di champagne francesi e whisky inglesi.
Acquisì il "von" davanti al cognome (che in tedesco corrisponde
al nostro barone) facendosi adottare dalla zia. Grazie a questa manovra riuscì
ad entrare, grazie anche all'aiuto del suo amico
Franz von
Papen, nei circoli aristocratici di Berlino.
Anfitrione di Hitler
Fu soltanto nell'agosto 1932 che Ribbentrop conobbe Hitler. Ribbentrop, con
le sue conoscenze altolocate e la sua amicizia con von Papen divenne prezioso
per Hitler.
La villa di Ribbentrop nel quartiere di Dahlen divenne il luogo delle trattative
politiche tra i nazisti e i partiti nazionalisti tedeschi.
Fu Ribbentrop che convinse von Papen ad accordarsi con i nazisti permettendo
a Hitler di divenire Cancelliere.
In virtù della sua fedeltà al regime venne nominato nel 1936 ambasciatore
in Gran Bretagna e Ministro degli Esteri nel 1938.
Ribbentrop era tutto sommato un incapace senza alcuna competenza.
Il suo punto di vista in politica estera non differiva da quello di Hitler al
quale Ribbentrop si conformava in tutto. Tuttavia tra il 1938 ed il 1939 Ribbentropp
sosteneva una politica anti-inglese e consigliava una alleanza con l'Unione
Sovietica.
Il cosiddetto "Patto Ribbentrop-Molotov" tra Germania nazista e Unione
Sovietica fu il momento di massima ascesa della carriera di Ribbentrop. Carriera
che si spense con l'attacco all'Unione Sovietica del giugno 1941.
Le responsabilità nell'Olocausto
La guerra con l'Unione Sovietica distrusse la tela diplomatica immaginata da
Ribbentrop e lo costrinse definitivamente ad uniformarsi alla visione hitleriana
dell'Europa.
Dal 1941 in poi la politica estera tedesca fu una appendice dell'attività
militare. In questo senso Ribbentrop divenne anche lo strumento consapevole
del disegno di sterminio dell'ebraismo europeo.
Da sempre in buoni rapporti con
Himmler, Ribbentrop
tra il 1941 e il 1945 pose a disposizione del capo delle SS l'apparato diplomatico.
All'interno del ministero venne creato l'Abteilung Deutschland (Ufficio Germania)
poi rinominato Inland alla cui direzione Ribbentrop pose il suo amico
Martin Luther.
L'Inland si occupava della "questione ebraica" e da questo ufficio
- o meglio dalla sezione III nacque il "
Piano
Madagascar" redatto da
Franz Rademacher
per la deportazione degli ebrei europei nell'isola africana.
Successivamente l'ufficio di Luther inviava le istruzioni alle ambasciate e
ai consolati tedeschi per l'attuazione delle misure di deportazione. Il coinvolgimento
del Ministero degli Esteri nel disegno di deportazione e sterminio degli ebrei
fu totale.
Fu infatti lo stesso Luther che partecipo alla "
Conferenza
del Wannsee" il 20 gennaio 1942 nella quale vennero messe a punto le
necessarie collaborazioni interministeriali per lo sterminio degli ebrei.
Nel 1943 Luther credette di poter soppiantare lo stesso Ribbentrop alleandosi
con Himmler. Himmler invece, per legare definitivamente a se Ribbentrop, rese
noto il tentativo e spedì Luther in campo di concentramento.
Di fatto il coinvolgimento del Ministero degli Esteri e di Ribbentrop nella
"Soluzione finale" consisteva in due fasi. In un primo tempo si facevano
pressioni affinché il paese estero interessato promulgasse una legislazione
antiebraica sull'esempio di quella tedesca. Dopo che era stata sancita la discriminazione
i diplomatici tedeschi chiedevano che fosse tolta cittadinanza e protezione
agli ebrei e che questi venissero consegnati alle SS che si sarebbero incaricate
di trasportale ai campi di concentramento.
Nella fase del trasporto intervenivano gli esperti di trasporto coordinati da
Eichmann. Questi "esperti" erano inviati in ogni ambasciata tedesca
interessata alle operazioni.
Era infine compito del Ministero degli Esteri trattare una specie di "rimborso
spese" che il Paese estero, liberato dagli ebrei, avrebbe dovuto pagare
alla Germania. In base a questi accordi le proprietà personali che gli
ebrei trasportavano con se verso i campi di sterminio rimanevano di proprietà
della Germania.
Alla fine della guerra Ribbentrop cercò di nascondersi nei pressi di
Amburgo.
Arrestato dagli inglesi ed identificato venne processato a Norimberga.
Giudicato colpevole di crimini contro la pace, l'umanità e crimini di
guerra venne impiccato il 16 ottobre 1946.