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Gustav Richter
Nacque nel 1913. Si laureò in legge e si arruolò nelle SS venendo impiegato agli ordini di Adolf Eichmann a Berlino.
Nell'aprile 1941 venne inviato in Romania come esperto di affari ebraici. Il suo compito principale era quello di aiutare il governo Romeno del Maresciallo Antonescu ad elaborare una legislazione antisemita. In questo ruolo collaborò strettamente con l'ambasciatore tedesco a Bucarest von Killinger. Dopo poco tempo ritornò a Berlino ma venne richiamato nel settembre 1941 e rimase in Romania sino all'agosto 1944.
La sua controparte nel progetto di eliminazione dell'ebraismo romeno fu Radu Lecca, ministro plenipotenziario romeno per gli affari ebraici. Richter non era un raffinato diplomatico e la sua attività in Romania spesso causò irritazione presso il governo di Antonescu.
Richter, adottando le tecniche sperimentate con successo da Eichmann, fece sciogliere l'Unione delle Comunità Ebraiche romene sostituendola con una organizzazione asservita alla volontà del governo. Si trattava della "Centrala Evreilor" una struttura che avrebbe dovuto facilitare le procedure di deportazione verso i campi di sterminio. La Centrala infatti rispondeva del proprio operato direttamente a Richter e a Lecca.
Nel 1942 Richter riuscì a ottenere un impegno scritto dal ministro degli Interni Mihai Antonescu. Si trattava del consenso alla deportazione verso Belzec degli Ebrei romeni. La data di inizio dell'operazione venne fissata al 15 settembre 1942. A causa delle pressioni provenienti dall'interno e dall'esterno del Paese tuttavia la deportazione venne sospesa per ordine del Maresciallo Antonescu. Da quel momento Richter cercò di impedire che gli Ebrei romeni trasferiti in Transnistria (la regione a est della Romania) venissero fatti rimpatriare.
Altro compito fu impedire l'emigrazione dei bambini verso la Palestina.

Il 23 agosto 1944 quando il governo di Antonescu venne rovesciato, Richter si trovò assediato nell'ambasciata tedesca a Bucarest. catturato venne consegnato ai Sovietici.
Trascorse dieci anni di prigione in Unione Sovietica per poi essere scarcerato nel 1955. Tornato in Germania venne indagato per la sua attività a partire dal 1961 ma il processo ebbe inizio soltanto nel 1981. Determinante per la sua condanna fu il piano di deportazione firmato di sua mano. Ciononostante all'inizio del 1982 venne condannato dalla corte di Frankenthal soltanto a quattro anni di prigione. Non conosciamo la data esatta di morte.