Karl Georg Eberhard Schongarth,
nacque a Lipsia il 22 aprile 1903, aveva finito la scuola elementare e media
quando scoppiò la prima guerra mondiale.
Nel 1914 si iscrisse al liceo scientifico di Erfurt, ma non terminò gli
studi. Inizialmente lavorò in un vivaio. I1 7 marzo 1918 ricevette il
distintivo di ferro dei giovani tedeschi, per aver fatto un lavoro di utilità
strategica.
Già verso la fine della guerra, Schongarth, che aveva ripreso gli studi,
era entrato in contatto con organizzazioni e forze politiche di destra.
Nel 1920, durante il putsch
di Kapp, aderì come volontario ai Freikorps della Turingia. Nel 1921
frequentava un sindacato di minatori affiliato alla Giovane Germania e altre
organizzazioni nazionaliste.
All'inizio del 1922 aderì alla Lega vichinga. Nello stesso anno conseguì
il diploma di maturità.
Stando alle indicazioni da lui fornite, all'epoca del putsch di Monaco aveva
fatto parte del gruppo locale della NSDAP a Erfurt, era stato arrestato, si
era rifugiato a Coburgo, era successivamente tornato a Erfurt, dove era stato
nuovamente arrestato e condannato per alto tradimento, ma poi amnistiato.
Dopo l'esame di maturità e fino all'inizio del 1924, Schongarth fu impiegato
nella filiale di Erfurt della Deutsche Bank e, dalla primavera all'ottobre 1924,
fece parte del Reggimento di fanteria di stanza a Giessen. Le indicazioni fomite
da Schongarth sugli anni che seguirono il conseguimento del diploma appaiono
per certi versi dubbie, dettate di certo dall'intenzione di spacciarsi per un
"combattente nazionalsocialista" di vecchia data.
Dopo lo scioglimento della NSDAP in Prussia, Land cui Erfurt apparteneva, avrebbe
aderito a gruppi locali del partito a Gotha, Coburgo e Monaco e, tra il 1922
e il 1924, sarebbe stato anche membro delle SA (tessera n. 43870); dichiarò
inoltre di essere entrato nella Wehrmacht, dalla quale fu espulso dopo un breve
periodo, allo scopo di rafforzare il confine occidentale del Reich.
Certo è che Schongarth per molto tempo non si curò più
del Partito nazionalsocialista dei lavoratori che, oltre a essere stato sconfitto,
era diviso in gruppi e lacerato da conflitti. Nel semestre invernale del 1924
cominciò a studiare giurisprudenza e scienze politiche a Lipsia, dove
aderì all'associazione studentesca Germania, nell'anno accademico 1926-27
frequentò un semestre rispettivamente a Greifswald e a Halle e il 12
luglio 1928 superò, dopo aver lavorato come uditore giudiziario presso
la corte d'appello di Naumburg, il primo esame di Stato. I mesi tra agosto e
dicembre 1928 Schongarth li passò all'Istituto di diritto del lavoro
per concludere la sua tesi di dottorato, che discusse i1 28 giugno 1929 presso
la facoltà di Diritto dell'Università di Lipsia.
In quel periodo, dal gennaio 1929 fino al dicembre 1931, lavorò come
uditore presso la pretura e il tribunale di Erfurt e presso la corte d'appello
di Naumburg. Il 6 giugno 1932 Schongarth affrontò il secondo esame di
Stato, superato il quale ebbe, fino al dicembre 1933, un posto di procuratore
presso i tribunali di Magdeburgo, Erfurt e Torgau.
Quando il potere passo ai nazionalsocialisti, Schongarth si unì di nuovo
a loro. Il 10 febbraio 1933 aderì alle SS (tessera n. 67174) e il 10
maggio dello stesso anno si iscrisse al NSDAP (tessera n. 2848857). Ciò
servì a farlo accedere alla carriera direttiva nelle Poste tedesche,
dove, fino all'ottobre 1935, lavorò presso la direzione di Erfurt. Un
altro passo determinante ai fini della sua vita futura Schongarth lo fece il
10 novembre 1935, quando entrò nella Gestapo.
Dopo aver lavorato per un breve periodo nella divisione Stampa della centrale
della Gestapo a Berlino ed essere stato responsabile della sezione Chiese, approdò
all'ufficio della Gestapo di Dortmund, da cui dipendeva il distretto regionale
di Arnsberg. Successivamente lavorò nei comandi della Gestapo a Bielefeld
e Münster. In quel periodo fu nominato consigliere di 2a classe.
Il trasferimento nella Gestapo fu accompagnato dall'ingresso di Schongarth nel
Servizio di sicurezza e dal suo abbandono della religione. Nel 1936 cominciò
anche la sua ascesa nelle SS: nel 1938 fu promosso tre volte, diventando prima
Obersturmführer, poi Hauptsturmführer e quindi Sturmbannführer,
nel 1939 ottenne i gradi di Obersturmbannführer, nel 1940 quelli di Standartenführer
e nel 1941 divenne Oberführer.
Poco dopo lo scoppio della guerra, Schongarth, nominato nel frattempo (10 agosto
1939) consigliere di 1a classe, divenne ispettore della Polizia di sicurezza
e del SD del IV distretto militare (sede Dresda) e fu incaricato di svolgere
la stessa funzione nei Sudeti (sede Reichenberg).
Per cancellare la macchia rappresentata dal mancato servizio nella Wehrmacht,
su propria richiesta, prestò servizio, nel luglio-agosto 1941, in una
unità della difesa contraerea in Francia, diventando sottotenente della
riserva.
Il 30 gennaio 1941 fu nominato comandante della Polizia di sicurezza e del SD
per l'intero Governatorato generale (sede Cracovia) e, in quell'occasione, promosso
colonnello di polizia. In quella posizione, in cui doveva rendere conto a Heydrich
e all'alto comandante delle SS e della polizia del luogo, Krüger, Schongarth
si rese corresponsabile delle criminali misure di repressione, sfruttamento
e sterminio attuate contro i polacchi e gli ebrei del Governatorato generale.
Dopo l'aggressione all'Urss, comandò uno speciale Einsatzgruppe (10 luglio
- 28 agosto 1941), incaricato di liquidare gli ebrei e i funzionari sovietici
nel territorio confinante con la Polonia. Schongarth, diventato Brigadeführer
e promosso generale di brigata il 30 gennaio 1943, perse il suo comando a Cracovia
in occasione di scontri e battaglie per il potere, nel corso dei quali anche
il governatore generale
Hans Frank rischiò di venir fatto fuori.
Il 19 settembre 1943 il comando generale delle SS decise di aggregarlo, col
grado di Untersturmführer delle Waffen-SS, a un reggimento della contraerea
delle SS; il 1° ottobre fu promosso Obersturmführer delle Waffen-SS;
nel 1943-44 venne inviato al fronte come comandante di compagnia nella IV divisione
granatieri della polizia delle SS.
Quanto più precaria si faceva la situazione bellica e, soprattutto, quanto
più forte diventava la resistenza nei territori occupati, tanto meno
il regime si poteva permettere di lasciare un uomo dell'esperienza di Schongarth
a un basso grado della scala gerarchica.
Ottenuta l'autorizzazione di
Himmler, il 24 marzo
1944 il capo del
RSHA Ernst
Kaltenbrunner chiese che Schongarth fosse congedato dalle Waffen SS e il
19 maggio lo mandò come comandante della Polizia di sicurezza e del SD
nei territori occupati dei
Paesi Bassi.
Quando prese servizio all' Aja, il 10 giugno 1944, la liberazione dei Paesi
Bassi era ormai imminente.
Insieme al suo capo,
Arthur Seyss-Inquart, che venne
imputato, condannato e giustiziato a Norimberga, e al suo diretto superiore,
il comandante supremo delle SS e della polizia
Hans Albin
Rauter, condannato a morte, nel 1948, da un tribunale speciale all'Aja e
giustiziato nello stesso anno, Schongarth fu uno dei principali responsabili
delle crescenti azioni di rappresaglia contro la popolazione del cosiddetto
commissariato del Reich dei
Paesi Bassi.
Tra queste si ricorda in particolare la fucilazione di 263 persone, avvenuta
dopo l'attentato contro la vettura su cui viaggiava
Rauter,
il quale non era però l'obiettivo designato.
Verso la fine della guerra, Schongarth, che era stato decorato con la croce
al valor militare di 1a e 2a classe con le spade, fu fatto prigioniero dagli
inglesi. Il generale di polizia, che avrebbe dovuto comparire anche davanti
a un tribunale polacco e a uno olandese, fu giudicato da un tribunale militare
britannico a Burgsteinfurt per un solo delitto: il 21 novembre 1944, nei pressi
di Enschede, dove un pilota dell'aviazione alleata era riuscito a salvarsi,
nonostante il suo aereo fosse precipitato, egli aveva ordinato la fucilazione
del prigioniero.
La sentenza, pronunciata l'll febbraio 1946, prevedeva la condanna a morte.
Prima che essa fosse eseguita, il 16 maggio 1946, Schongarth poté essere
interrogato da organi della giustizia olandese.