Nacque
a Berlino il 27 novembre 1900. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale e,
alla fine del conflitto, lavorò alla Dresden Bank. Di professione poliziotto
aderì al Partito Nazionalsocialista il 1° maggio 1933. Nel 1940 fu
ispettore delle Scuole di addestramento della SIPO e dei Servizi di Sicurezza
(SD) a Berlino.
Dal maggio 1941 al settembre dello stesso anno fu comandante dell'Einsatzkommando
5 (
Einsatzgruppe
C) una delle unità di sterminio mobile più sanguinaria nella
storia dell'Olocausto. Successivamente, a Salisburgo, fu capo della Polizia
e delle SS nella regione dell'Alpenland e ispettore delle scuole dell'SD e della
SIPO.
Arrestato dagli Alleati alla fine della guerra venne condannato a 20 anni nel
1948 commutati poi a 15 e successivamente venne scarcerato prima del termine
della pena. Morì l'11 novembre 1981 a Brema.
Il 23 giugno 1941 l'Einsatzkommando 5 partì da Pretzsch e raggiunse Lemberg.
Qui vennero arrestate 2.500 o 3.000 persone che, nei giorni successivi, furono
fucilate.
Nell'agosto a Zviahel vennero uccise 161 persone. Altre 157 tra il 24 ed il
30 agosto. Nel settembre 1941 altre 506 tra le quali anche dei malati mentali
nell'area di Novo-Ukrainka.
Tra il 7 settembre ed il 5 ottobre 1941 Schultz e i suoi uomini eliminarono
207 "ufficiali politici" sovietici, 112 "sabotatori e saccheggiatori",
e 8.800 ebrei.
Probabilmente proprio a causa di tanta efficienza alla fine del periodo di comando
Schulz venne promosso di grado.