Horst Schumann nacque nel 1906 a Halle/Saale, suo padre era un medico e ciò
probabilmente ebbe influenza nella scelta della professione di Horst.
Fra tutti i medici nazisti Schumann fu il primo - e probabilmente il più
convinto - sostenitore del Partito Nazionalsocialista. Già nel 1930 con
la tessera numero 190.002 il giovane Horst milita nel partito di Hitler. Nel
1932 entrava a far parte delle SA.
A partire dal 1933 - ormai laureatosi in medicina - lavorò ad Halle all'Ufficio
di Salute Pubblica.
Allo scoppio della guerra nel 1939 viene reclutato come ufficiale medico nell'Aviazione
tedesca.
Verso la fine del 1939 Schumann ricevette da
Viktor Brack
- direttore del dipartimento "Aktion T4" - la proposta di partecipare
al
programma di eutanasia
già avviato da tempo in grande segretezza. Schumann accettò e
nel gennaio 1940 venne nominato capo dell'Istituto di eutanasia di Grafeneck
nel Wurttemberg, nel 1941 assumeva la direzione di un altro istituto di eutanasia
a Sonnenstein in Sassonia.
In questi istituti tra il 1940 e l'inizio del 1941 vennero uccise in camere
a gas appositamente predisposte circa 70.000 persone in prevalenza malati di
mente ma anche malati con degenza ospedaliera di cinque o più anni e
perciò considerati inguaribili.
L'esperienza accumulata da Schumann nei centri di eutanasia si rivelò
utilissima quando - dalla metà del maggio 1941 - venne varata la cosiddetta
"Aktion 14 f 13" cioè l'eliminazione dei detenuti nei campi
di concentramento troppo deboli per lavorare o "asociali". La soppressione
di questi detenuti veniva attuata nei centri di eutanasia.
Schumann partecipò alla Aktion 14 f 13 come membro della commissione
medica incaricata di sottoporre i detenuti da sopprimere ad esame medico. In
questa veste Schumann operò lo "sfoltimento" dei campi di Auschwitz,
Buchenwald, Dachau, Flossenburg, Gross-Rosen, Mauthausen, Neuengamme e Niederhangen.
Il 28 luglio 1941 Schumann selezionò 575 prigionieri di Auschwitz che
vennero trasferiti a Sonnenstein e qui uccisi nelle camere a gas. Successivamente
si utilizzò la tecnica di iniettare fenolo direttamente nel cuore dei
prigionieri.
Dopo la partecipazione alla "Aktion 14 f 13" Schumann venne incaricato
di verificare la possibilità di
sterilizzazione
di massa attraverso raggi X. La sperimentazione venne svolta a Birkenau
nel "Block 30". Le prigioniere ebree venivano fatte sfilare nude tra
due piastre che le irroravano frontalmente e posteriormente con i raggi X. Per
gli uomini era stato progettato uno speciale strumento che bombardava di raggi
X direttamente i genitali. Il tempo di esposizione variava dai cinque agli otto
minuti. Le conseguenze erano invariabilmente letali. Per verificare l'azione
dei raggi X dopo l'esposizione alle prigioniere venivano asportate le ovaie
e agli uomini uno o ambedue i testicoli.
A seguito di queste operazioni eseguite dallo stesso Schumann in modo bestiale,
le vittime sviluppavano infezioni letali che in breve tempo le conducevano alla
morte. Per verificare che gli spermatozoi dei prigionieri fossero stati totalmente
devitalizzati Schumann aveva inventato uno strumento che, infilato nel retto,
schiacciava la prostata e costringeva la vittima ad eiaculare.
Circa 200 uomini vennero sottoposti all'esposizione ai raggi X e alla successiva
castrazione. Nella sola giornata del 16 dicembre 1942 Schumann operò
90 di questi sventurati. In tutto almeno 1.000 tra prigionieri e prigioniere
vennero sottoposte alla sperimentazione di Schumann.
Trovandosi ad operare con i raggi X Schumann condusse sperimentazioni ulteriori
per trovare la cura ad un fungo della pelle particolarmente diffuso all'epoca.
La malattia colpiva il viso e risultava notevolmente contagiosa specie fra coloro
- come i soldati al fronte - che facevano uso dello stesso rasoio per radersi.
Schumann ebbe l'idea di utilizzare i raggi X per combattere il fungo. Ovviamente
gli esperimenti vennero condotti su cavie umane. L'esposizione prolungata ai
raggi provocava gravissime infezioni della pelle e il danneggiamento del sistema
ghiandolare.
All'avvicinarsi delle truppe sovietiche ad Auschwitz Schumann si ritirò
insieme al suo collega Clauberg nel campo di concentramento di Ravensbruck.
Dopo il crollo della Germania Schumann riuscì a far perdere le sue tracce.
Riapparve nell'ottobre 1945 a Gladbeck operando come medico sotto falso nome.
Nel 1949, beneficiando dei fondi destinati ai rifugiati, aprì uno studio
medico. Soltanto nel 1951 venne riconosciuto come criminale di guerra ed accusato.
Riuscì a sottrarsi all'arresto fuggendo in Sudan dove rimase sino al
1955. Nel 1959 si spostò in Ghana dove, nel 1966 venne finalmente estradato
in Germania.
Il processo contro di lui venne istruito soltanto nel settembre 1970. Tuttavia
a causa di una serie di malattie diverse il tribunale riconobbe l'impossibilità
di Schumann ad essere giudicato per motivi di salute. Nell'aprile 1971 il processo
venne interrotto. Schumann venne rilasciato il 29 luglio 1972. Contrariamente
a quanto ci si aspettava le condizioni di salute migliorarono, Schumann si stabilì
a Francoforte dove morì il 5 maggio 1983 senza che il processo fosse
riaperto.