Siegfried Seidl nacque a Tulln in Austria il 24 agosto 1911. Nel 1930 si iscrisse
al Partito Nazionalsocialista e nel 1932 si arruolò nelle SS.
Dal gennaio 1940 venne impiegato nell'Ufficio Centrale per la Sicurezza del
Reich (RSHA) all'Ufficio IV-B-4 alle dipendenze di
Adolf
Eichmann. Qui Seidl lavorò al "problema ebraico" distinguendosi
per impegno e zelo. Nel novembre 1941 venne nominato comandante del campo di
concentramento di
Theresienstadt dove si distinse
per la sua totale assenza di umanità.
Nel luglio 1943 lasciò l'incarico a Theresienstadt e venne trasferito
al campo di concentramento di Bergen Belsen.
Di qui nel 1944 passò al
Sondereinsatzkommando Ungarn un gruppo
di 200 uomini incaricato (sotto la supervisione di
Adolf
Eichmann) di implementare l'eliminazione degli ebrei ungheresi. In questo
ruolo fu il responsabile della distruzione delle comunità ebraiche delle
cittadine ungheresi di Eger, Marosvasarhely, Mateszalka, Nyregyahaza e Szekesfehervar.
Arrestato a Vienna dopo la fine della guerra venne condannato a morte il 14
novembre 1946. La sentenza venne eseguita il 4 febbraio 1947.