Nacque il 3 luglio 1907 in un villaggio presso Fagaras nella Romania
centrale.
Tra il 1926 ed il 1932 studiò alla Facoltà di Lettere e Filosofia
dell'Università di Bucarest. Dal 1932 iniziò a lavorare come
insegnante. Entrò a far parte della "Guardia
di Ferro" nell'ottobre del 1927 divenendo responsabile dell'area
del Banato.
Dopo l'uccisione del comandante della "Guardia
di Ferro" nel novembre 1938 si rifugiò dapprima in Jugoslavia
e poi in Germania per sottrarsi alla cattura.
Nel 1940, quando re Carol II chiamò al potere
Ion Antonescu, Sima poté rientrare in Romania
entrando come vicepremier nel governo. In questo nuovo ruolo Sima si dedicò
da subito a due compiti principali: vendicarsi degli avversari politici e
terrorizzare gli Ebrei romeni.
Questo atteggiamento degno più di un bandito che di un politico fece
entrare Sima in urto con Antonescu. Sima intendeva
spogliare gli Ebrei delle loro proprietà in modo accelerato senza alcun
riguardo per le ripercussioni sulla economia. Antonescu
al contrario sapeva perfettamente che la struttura economica romena era troppo
fragile per poter fare a meno degli Ebrei.
Non si scontravano una ideologia antiebraica ed una filoebraica: sia Sima
che Antonescu non tenevano in alcuna considerazione
la vita degli Ebrei, si trattava di una questione di metodo.
