Un così alto curriculum
non sfuggì all'organizzatore dei Servizi di Sicurezza delle SS
Reinhard
Heydrich che chiamò Six a dirigere l'Ufficio VII dell'Ufficio Centrale
per la Sicurezza del Reich (
RSHA).
Questo ufficio si occupava di questioni ideologiche tra le quali lo studio dell'Ebraismo.
L'intellettuale Six non rimase a lungo un teorico da scrivania. Il 20 giugno
1941 venne nominato comandante del Vorkommando Moscow, l'unità di sterminio
mobile che - sotto gli ordini dell'
Einsatzgruppe B -
avrebbe dovuto liquidare gli ebrei di Mosca e impadronirsi di tutta la documentazione
custodita negli archivi della capitale sovietica.
Le previsioni del crollo dell'Armata Rossa e dell'imminente caduta di Mosca
si rivelarono illusorie e Six - arrivato a Smolensk il 25 luglio 1941 - vi rimase
sino al 20 agosto 1941 quando venne richiamato a Berlino.
Dal Rapporto n° 73 sulle attività in Russia degli Einsatzgruppen
veniamo a sapere che Six e il suo Vorkommando al 20 agosto aveva "liquidato"
144 persone. Lo stesso rapporto aggiunge:
"Il
Vorkommando Moskau ha dovuto giustiziare altre 46 persone, tra le quali 38 intellettuali
ebrei che avevano tentato di fomentare rivolte e seminare malcontento per la
recente costituzione del ghetto di Smolensk".
Durante il processo di Norimberga Six tentò di accreditare l'idea
che il suo Vorkommando non fosse coinvolto in attività di eliminazione
fisica e si dichiarò uno "studioso puro".
Questo studioso puro nel 1944 tenne una conferenza a Krumhubel nella quale parlò
a proposito
"delle strutture politiche dell'ebraismo
mondiale" sostenendo che
"l'eliminazione
fisica dell'ebraismo orientale sarà in grado di privare l'ebraismo delle
sue riserve biologiche ... L'intera questione ebraica deve essere risolta non
solo in Germania ma a livello internazionale" .
E che Six abbia "ben meritato" per la sua attività come capo
di una unità di sterminio è testimoniato dalla promozione ottenuta,
nella lettera che Himmler gli inviò in proposito si legge:
"Ho
stabilito di promuoverla al grado di SS-Oberführer con effetto a partire
dal 9 novembre 1941 per l'eccezionale servizio prestato nell'Einsatzkommando".
Il tribunale non riuscì a stabilire "oltre ogni ragionevole
dubbio" se Six fosse o meno coinvolto nella attività di sterminio
programmato. Così Six sfuggì alla forca e venne condannato nel
1948 a 20 anni di prigione che - successivamente - vennero commutati a 10.
Grazie ad un tribunale di clemenza venne infine rilasciato nel 1952. Dopo la
guerra lavorò come consulente pubblicitario. Ignoriamo la data della
morte.
Nato
a Mannheim il 12 agosto 1909. Compì studi classici maturandosi nel 1930.
Frequentò l'Università di Heidelberg studiando sociologia e politica.
Si laureò in filosofia nel 1934.
Sin dal 1° marzo 1930 si era iscritto al Partito Nazionalsocialista e -
durante gli studi - fu capo dell'ufficio stampa della Associazione degli Studenti
Tedeschi.
Il 20 aprile 1935 entrava nelle SS. Un anno dopo nel 1936 diventava docente
alla facoltà di giurisprudenza e scienze politiche dell'Università
di Koenigsberg (l'attuale Kaliningrad).
Nel 1939 ottenne la cattedra di Scienze Politiche all'Università di Berlino.