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Wilhelm Wiebens
Nato a Rüstringen il 17 marzo 1906 il 1° maggio 1931 entrava nel Partito Nazionalsocialista e il 31 luglio 1933 nelle SS. Fu capo dei Servizi di Sicurezza (SD) a Coblenza e Potsdam.
Dal febbraio 1942 al gennaio 1943 fu comandante dell'Einsatzkommando 9 inquadrato nell'Einsatzgruppe B.
Del suo periodo di comando ci rimane un rapporto a Berlino che recita:
[eliminate] 273 persone tra le quali: 85 russi appartenenti ad unità partigiane, 18 persone per propaganda comunista e comportamenti criminali, 170 ebrei.

Si rese responsabile della fucilazione di tutti gli ebrei del ghetto di Lepel; della fucilazione di prigionieri di guerra russi, di 80 civili sovietici accusati di aver illuminato un'area intorno a Witbesk favorendo un attacco aereo; di un numero non precisato di zingari e di ebrei. Fucilò altri 70 uomini , perché accusati di essere combattenti della Resistenza e di aver preparato la distruzione di un ponte sul fiume Duena.

Nel 1966 venne condannato all'ergastolo dal Tribunale di Düsseldorf.