Arnold Engel, testimone per l'accusa contro lo Scharführer Erich Handke
Dopo aver dichiarato nome, indirizzo e data di nascita uno dei giudici mi domandò:
"Signor Engel riconosce qualcuno di questi signori?"
"Sì signore"
"Per cortesia, può indicarci chi riconosce?"
"Lui, Erich Handke"
"Ci dica per cortesia cosa sa di lui"
Per 29 anni ho avuto il sogno di testimoniare contro quest'uomo brutale: Handke. Sapevo che era ancora vivo da qualche parte in Germania. Una settimana dopo che Hitler ebbe dato il via all'invasione dell'Unione Sovietica la Wehrmacht entrò nella nostra piccola città di Libau (Leipaja) sul Mar Baltico. Circa 9.000 ebrei vivevano a Libau (Leipaja) prima della guerra su di una popolazione di 56.000 persone. Libau (Leipaja) aveva una ricca comunità ebraica con due famose sinagoghe, una scuola commerciale ebraica, una Yeshiva, scuola privata israelitica, una scuola superiore, uno stadio sportivo ebraico, uno yacht club e tutte le più comuni organizzazioni ivi compreso lo sport club "Maccabi". C'erano alcuni ebrei veramente facoltosi ma anche molti realmente poveri. Grazie alla sua posizione sulle bianche sabbie del Mar Baltico la città era cresciuta grazie ai commercio, nel turismo, nelle esportazione e nelle importazioni. Poco dopo la Wehrmacht arrivò la Gestapo sotto il comando del SS-Obersturmführer dottor Fritz Dietrich, del capo dell'SD Wolfgang Kigler, e di Erich Handke che sembrava incaricato di ogni cosa ma, principalmente, di risolvere la questione ebraica. Il primo eccidio di massa degli ebrei di Libau (Leipaja) si svolse in un caldo giorno estivo, il 27 luglio 1941. Gli ebrei ricevettero l'ordine di riunirsi sulla Hauptwachplatz. Abituati a rispettare gli ordini gli ebrei si presentarono. Sulla piazza venne ordinato loro di starsene sull'attenti. Molti vennero picchiati e vennero sottoposti ad un trattamento terribile da parte delle SS. Erich Handke indicava col suo comportamento la via della violenza agli altri. Prendeva a calci, urlando, schiaffeggiando ordinò a centinaia di ebrei di salire su camion che erano già pronti. Tra gli ebrei c'era un uomo dai capelli ormai grigi, il dottor Schwab un medico molto conosciuto. Handke lo uccise in modo brutale. Quest'assassinio ebbe come testimoni centinaia di ebrei che ancora stavano sull'attenti nella piazza. (...) Il quel caldo giorno di luglio più di trecento ebrei vennero uccisi presso il faro che era nelle vicinanze della spiaggia dove la gente andava a fare il bagno. Handke non si fermò qui. Era ovunque. Durante tutta la giornata appariva in ogni luogo. Aspettava quelli con il simbolo giallo, gli ebrei marchiati che marciavano per andare al lavoro, affaticati dalla loro opera di schiavi, affamati per non aver mangiato nulla e poi come un fulmine li attaccava. Molti giornali hanno descritto tutte le "eroiche gesta" di questo assassinio sanguinario. Quando era trascorso un giorno senza che avesse distrutto una vita umana ordinava a qualcuno degli schiavi ebrei di trovare qualche piccione e di portarglielo di corsa. Quando lo schiavo gli aveva portato i piccioni li prendeva e schiacciava le loro teste mettendoli tra la porta del suo ufficio e lo stipite e sbattendola.
Nel 1942, un anno più tardi, c'erano soltanto 800 ebrei vivi. Venne creato un ghetto e gli ebrei vi furono rinchiusi il 1° luglio 1942. Il ghetto di Libau (Leipaja) venne liquidato il 6 di ottobre il giorno dello Yom Kippur e la gente venne inviata al campo di concentramento di Kaiserwald presso Riga e quando il loro numero si ridusse a meno di 500 vennero inviati al campo di concentramento di Stutthof presso Danzica.
Oggi sono rimasti meno di 80 ebrei che sono sopravvissuti alla guerra, ai campi, ad Handke. Molti non hanno avuto la forza di testimoniare contro lo Scharführer Erich Handke, nato il 10 novembre 1914 a Lisa, in Germania numero di matricola SS 371241. Molti non hanno saputo ricordare le date esatte, il luogo dove il dottor Schaw venne attaccato se al comando dei pompieri o alla prigione femminile (dove venivano selezionati gli ebrei destinati a morire). La Corte tedesca di Hannover ha fatto del suo meglio per ottenere che Erich Handke e i suoi otto complici fossero condotti davanti alla giustizia e giudicati: si sono recati negli Stati Uniti, in Israele ed hanno ascoltato i testimoni che ora vivono nell'Unione Sovietica. Ma poiché il tempo è passato Erich Handke ora può passeggiare per le strade di Tailfingen come un uomo libero. Non rimpiango di essermi recato ad Hannover, perché ancora una volta io ho avuto davanti Handke il massacratore. Sono contento di essere stato testimone per l'accusa.