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L'Olocausto in Belgio - [pag.1/5]
L'invasione nazista
Prima della guerra il Governo olandese aveva creduto che una politica di neutralità sarebbe stata in grado di salvaguardare il Paese, in Belgio invece non ci si facevano troppe illusioni.
L'invasione tedesca durante la Prima Guerra Mondiale era stata sufficientemente traumarica per non lasciare un segno.
Un esercito permanente di più di 100.000 uomini, una aviazione dotata di circa 300 apparecchi e un sistema dfensivo che poggiava su una linea di fortezze rappresentavano una discreta difesa che - all'occorrenza - poteva essere integrata con la mobilitazione di mezzo milione di uomini.
Il dispositivo difensivo belga si appoggiava al concetto di resistenza sino all'arrivo degli alleati francesi e inglesi.
L'intera strategia era quindi statica e l'obiettivo era uno solo: guadagnare più tempo possibile.
Il 10 maggio 1940 le truppe tedesche invadevano il Belgio. Il ministro degli Esteri belga Henri Spaak emanò un comunicato che recitava:
« L'esercito tedesco ha assalito il nostro Paese. È la seconda volta in 25 anni che la Germania commette contro il Belgio neutro e leale una criminale aggressione. Quella che è stata ora compiuta è, forse, ancor più odiosa di quella del 1914. Nessun ultimatum, nessuna nota, nessuna protesta sono stati presentati al Governo belga. È dall'attacco stesso che esso ha appreso che la Germania violava gli impegni assunti da essa il 13 ottobre 1937 e spontaneamente rinnovati al principio della guerra. L'aggressione della Germania, priva di ogni giustificazione, urterà violentemente la coscienza universale. Il Reich ne porterà la responsabilità davanti alla storia. Il Belgio è risoluto a difendersi. La sua causa, che si confonde con quella del diritto, non può essere vinta »
Contemporaneamente gli amabasciatori belgi presentavano a parigi e Londra un appello:
« Il Governo del Re compie il penoso compito di portare alla conoscenza della Repubblica francese e del Regno Unito che le truppe tedesche hanno invaso il territorio belga, in disprezzo degli impegni sottoscritti dal Reich il 13 ottobre 1937: impegni che erano stati ancora rinnovati al principio del conflitto attuale. Il Governo belga è deciso a resistere con tutte le sue forze all'aggressione di cui il Paese è nuovamente oggetto. Esso fa appello ai Governi della Repubblica francese e del Regno Unito, affinché l'assistenza prevista dai trattati, e confermata dalla dichiarazione comune del 24 aprile 1937, gli sia accordata senza il minimo indugio »

La resistenza belga basata sulle fortezze veniva spezzata velocemente. Il re Leopoldo III assunse il comando dell'esercito ma la resistenza appariva presto disperata. Bruxelles cadde il 19 maggio.
Le truppe francesi e inglesi strette da una manovra accerchiante si ritiravano a Dunkerque nella speranza di raggiungere la Gran Bretagna.
Il 28 maggio la resistenza belga cessava. Il re non fuggì mentre parte del suo governo trovava scampo a Londra formando un nuovo governo provvisorio in esilio.
il re del Belgio Leopoldo III
Il re del Belgio Leopoldo III
Henri Spaak ministro degli Esteri belga
Henri Spaak,
ministro degli Esteri del Belgio
manifesto di propagand inglese: belgium fights on
"Il Belgio sta combattendo" manifesto di propaganda inglese del 1940.