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L'Olocausto in Belgio - [pag.5/5]
Operazione Iltis
Nei primi giorni del 1943 nessuno si faceva più illusioni sulle intenzioni dei nazisti.
Nei primi mesi dell'anno venne completata l'operazione di deportazione degli ebrei senza passaporto belga.
La menzogna ufficiale delle SS era che i deportati erano destinati ai campi di lavoro dell'Est. Il segretario generale del Ministero della Giustiza belga nell'aprile 1943 protestò facendo notare che sui treni venivano caricati bambini senza genitori e anziani con più di ottanta anni. Che tipo di lavoro potevano fare ad Est bambini ed anziani?
Non ci fu risposta e nessuna protesta turbò i piani nazisti. Semmai dubbi, domande e proteste spinsero ad accelerare la macchina della deportazione. I due uomini di Eichmann, Asche e Erdmann, prepararono minuziosamente una operazione che avrebbe dovuto far cadere nella rete tutti gli ebrei di Bruxelles e di Anversa. Il centro di coordinamento delle SS in Avenue Louise lavorò per mesi.
La trappola scattò nella notte tra il 3 ed il 4 settembre. Il nome in codice dell'operazione era "Aktion Iltis". Decine di camion trasportarono gli ebrei sorpresi nel sonno al campo di concentramento di Mechelen. Gli autocarri non furono sufficienti e si dovettero stipare i prigionieri all'inverosimile. Nove morirono nella ressa.
L'Aktion Iltis non rappresentava una azione isolata. Dal settembre 1943 sino al luglio 1944 l'Aktion Iltis proseguì sotto la direzione di Konstantin Canaris il nuovo capo delle SS in Belgio.
Le difficoltà erano tuttavia aumentate. Il ventesimo convoglio che da Mechelen si avviava ad Auschwitz venne attaccato dai partigiani che riuscirono a far fuggire decine di prigionieri.
Il 15 gennaio 1944 Canaris riuscì a deportare 350 zingari verso Auschwitz. Le operazioni tuttavia procedevano a rilento, oramai si dava la caccia soltanto ad ebrei nascosti con la complicità dei cittadini belgi.
La congiura del 20 luglio 1944 che tentò inutilmente di eliminare Hitler ebbe ripercussioni inaspettate in Belgio.
Il generale Falkenhausen - coinvolto nel complotto - venne arrestato e inviato a Dachau.
Il Militärbefelshaber venne sciolto e tutti i poteri, civili e militari, passarono alle SS. Al posto dell'amministrazione militare venne nominato un Reichskommissar come era stato fatto in Olanda e Norvegia: il gauleiter Josef Grohé. Il Belgio divenne un Comando Supremo delle SS e della Polizia (HSSP) con a capo Richard Jungclaus.
Le trupppe angloamericane sbarcate in Normandia nel giugno si stavano avvicinando e Jungclaus decise che era arrivato
il momento di spazzare via gli ebrei belgi. Venne programmata una azione contro i funzionari della Associazione degli Ebrei del Belgio, i bambini degli orfanotrofi, i malati degli ospedali.
L'operazione doveva scattare nell'agosto 1944. L'improvvisa avanzata angloamericana nel Belgio impedì a Jungclaus di realizzare il suo piano. Il 16 settembre accusato di essersi ritirato e di aver rilasciato dei prigionieri politici Jungclaus venne degradato e sostituito. Al suo posto venne inviato il generale delle SS Christoph Diehm, un burocrate incolore incapace di organizzare nel collasso dell'esercito tedesco qualsiasi efficace forma di resistenza.

Quando le truppe americane liberarono il Belgio 25.631 ebrei erano stati inviati ad Auschwitz attraverso i due campi di Mechelen e Breendonk. Soltanto 1.244 ritornarono alle loro case.
foto: macerie fumanti della sinagoga
Macerie e resti di incendi nel quartiere ebraico di Anversa devastato da un attacco di squadristi fascisti belgi nel 1941.
foto: gruppo di persone arrestate
La resa dei conti. In alto membri della Gestapo e collaborazionisti di Liegi arrestati e in attesa di essere processati. A destra una donna accusata di aver colaborato con i nazisti viene esposta al pubblico dileggio.
foto: collaborazionista rapapta a zero