La congiura del 20 luglio 1944 che tentò inutilmente di eliminare Hitler
ebbe ripercussioni inaspettate in Belgio.
Il generale Falkenhausen
- coinvolto nel complotto - venne arrestato e inviato a Dachau.
Il Militärbefelshaber venne sciolto e tutti i poteri, civili e militari,
passarono alle SS. Al posto dell'amministrazione militare venne nominato un
Reichskommissar come era stato fatto in Olanda
e Norvegia: il gauleiter Josef Grohé.
Il Belgio divenne un Comando Supremo delle SS e della Polizia (HSSP) con a capo
Richard Jungclaus.
Le trupppe angloamericane sbarcate in Normandia nel giugno si stavano avvicinando
e Jungclaus decise che era
arrivato il momento di spazzare via gli ebrei belgi. Venne programmata
una azione contro i funzionari della Associazione degli Ebrei del Belgio, i
bambini degli orfanotrofi, i malati degli ospedali.
L'operazione doveva scattare nell'agosto 1944. L'improvvisa avanzata angloamericana
nel Belgio impedì a
Jungclaus
di realizzare il suo piano. Il 16 settembre accusato di essersi ritirato e di
aver rilasciato dei prigionieri politici
Jungclaus
venne degradato e sostituito. Al suo posto venne inviato il generale delle SS
Christoph Diehm, un burocrate
incolore incapace di organizzare nel collasso dell'esercito tedesco qualsiasi
efficace forma di resistenza.
Quando le truppe americane liberarono il Belgio 25.631 ebrei erano stati inviati
ad Auschwitz attraverso i due campi di
Mechelen
e
Breendonk. Soltanto 1.244 ritornarono
alle loro case.
Macerie
e resti di incendi nel quartiere ebraico di Anversa devastato da un attacco
di squadristi fascisti belgi nel 1941.
La resa dei conti. In alto membri della Gestapo e collaborazionisti di Liegi
arrestati e in attesa di essere processati. A destra una donna accusata di aver
colaborato con i nazisti viene esposta al pubblico dileggio.