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Il 5 marzo 1945 il campo di Amersfoort fu teatro di un'altra, abominevole giornata di strage.
Alcuni giorni prima la Resistenza olandese aveva tentato di uccidere il comandante delle SS Hans Albin Rauter. L'attentato non era andato a buon fine, Rauter pur seriamente ferito era riuscito a sopravvivere.
La rappresaglia scattò immediatamente: 49 prigionieri vennero fucilati il 5 marzo e, quattro giorni dopo, ne venne ucciso un altro.
Tutte le vittime del campo di Amersfoort vennero sepolte dai nazisti al di fuori del campo.
Gli investigatori del dipartimento di polizia di Amersfoort dopo la guerra scoprirono sette fosse comuni. I corpi erano stati coperti con calce viva ed erano stati - per la maggior parte - sepolti nel secondo anno di attività del campo.
Successivamente Gerrit Kleinveld riuscì a far parlare il comandante del campo Berg e vennero rinvenute altre 59 fosse comuni. Le fotografie mostrano le tristi fasi di questi rinvenimenti.
Berg prigioniero
Berg davanti una fossa comune
Dall'alto in senso orario: il comandante Berg con sulla destra Gerrit Kleinveld prima delle esumazioni; Berg assiste all'esumazione dei cadaveri; Berg indica un'altra fossa comune; i tragici esiti degli scavi e la pietosa ricomposizione nelle bare.
Berg indica una fossa comune
esumazioni
Testimonianze dell'orrore

Il campo di concentramento di Amersfoort - 5