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Le SS addette al campo di Belzec schierate davanti alla casa del comandante. In prima fila da destra a sinistra: SS Rottenführer Heinrich Barbl and Wachtmeister Artur Dachsel. Seconda fila: SS Hauptscharführer Lorenz Hackenholt, Ernst Zierke, Karl Gringers, Fritz Tauscher (secondo da sinistra).
1 - Creazione e organizzazione


Il campo di sterminio di Belzec è uno dei meno noti al grande pubblico ma fu una delle più efficienti tra le "fabbriche della morte" tedesche. Belzec è un piccolo villaggio posto a 121 chilometri a sud-est di Lublino sulla linea ferroviaria Lublino-Lvov. Il luogo aveva ospitato all'inizio del 1940 un campo di lavoro coatto per gli ebrei di Lublino impegnati nello scavo di un fossato anticarro. Terminato il lavoro venne chiuso. Quando venne lanciata la cosiddetta Aktion Reinhard venne ricostruito a partire dal 1° novembre 1941. Il luogo era, secondo le disposizioni di Heydrich, ideale: a 500 metri dalla stazione ferroviaria, in una zona isolata e discreta. Per costruire il campo vennero reclutati gli abitanti del villaggio di Belzec ma ben presto vennero rimpiazzati da ebrei catturati nei villaggi vicini.

Il lager di Belzec


La mappa
del campo
di Belzen

A dirigere il campo vennero chiamati gli specialisti che avevano dato vita al programma T4, cioËil programma di eutanasia sviluppato in Germania per eliminare disabili, malati di mente e malati incurabili. Tra questi venne scelto anche il capo del campo Christian Wirth.
Non erano molti uomini: circa 30 SS coadiuvati dai Trawniki, cioèle guardie reclutate tra i collaborazionisti ucraini. I tedeschi alloggiavano all'esterno del campo mentre gli ucraini vivevano all'interno del perimetro. Sin dall'inizio Belzec fu dotata di camere a gas. Il sistema escogitato consisteva nel pompare all'interno delle camere monossido di carbonio generato da un motore di carro armato. I primi esperimenti di funzionamento vennero condotti nel febbraio 1942. Venne utilizzato un gruppo di ebrei catturati nel villaggio di Lubycze Krolewska. Il potente motore da 250 cavalli assicurò un "ottimo" risultato e il sistema non venne più abbandonato sino allo smantellamento del campo. A dispetto della sua efficienza e del numero di ebrei che vi morirono il campo di Belzec era relativamente piccolo, approssimativamente 270 metri per 270 interamente circondati da filo spinato. Tutt'intorno al perimetro erano stati piantati alti alberi destinati a nascondere l'attività di morte che vi si svolgeva. Il campo era stato diviso in due aree. Il Campo 1 ospitava le strutture amministrative, il corpo di guardia e la piattaforma a fianco dei binari sulla quale venivano fatti schierare i prigionieri giunti con i treni. In aggiunta vi erano due baracche una destinata a spogliatoio per i prigionieri ed un'altra come magazzino. Il Campo 2 conteneva invece le camere a gas e dei fossati anticarro che vennero riutilizzati come fosse comuni. La baracca spogliatoio e le camere a gas erano collegate da un camminamento chiamato "il tubo" largo due metri e lungo una quindicina. Gli ebrei - dopo essersi spogliati - venivano fatti incamminare lungo questo camminamento in direzione di quelle che credevano essere le docce.