Creazione e organizzazione
Breendonk è un piccolo villaggio belga a sud della città di Anversa.
Nei pressi del centro abitato nel 1906 venne edificata una fortezza che faceva
parte del sistema difensivo intorno al porto di Anversa. Assediata durante la
Prima Guerra Mondiale dai tedeschi la fortezza venne restaurata e riutilizzata
dall'esercito belga.
La fortezza (ancora esistente) misura 200 metri per 300.
Nel 1940 divenne il quartier generale dell'esercito belga impegnato ad opporsi
alla travolgente avanzata delle truppe tedesche. Lo stesso Re Leopoldo III da
qui lanciò il suo proclama incitando i belgi ad opporsi all'invasore.
Il 16 maggio la fortezza venne evacuata vista l'impossibilità di difenderla.
Quando i tedeschi se ne impossessarono ne valutarono l'ottima posizione rispetto
alle grandi città e l'abbondanza di linee di comunicazioni.
La Gestapo valutò la facilità con la quale potevano esservi portati
i prigionieri e decise di trasformarla in un campo di concentramento.
Alla fine dell'agosto 1940 divenne ufficialmente il Polizeihaftlager (campo
di internamento di polizia) di Breendonk. Il 20 settembre successivo vi giungevano
i primi prigionieri: 20 persone tra ebrei e oppositori politici.
Il campo dipendeva direttamente dalla polizia di sicurezza (SIPO) ed era gestito
dalle SS con personale dell'esercito incaricato della sorveglianza.
Il primo comandante del campo fu Philipp Schmitt e, dal 1943, l'austriaco Karl
Schönwetter. Coadiuvava il comandante l'Untersturmführer Arthur Prauss
conosciuto come il più crudele e sadico nazista tra il corpo di guardia
del campo.
Tre le SS belghe che operavano nel campo si distinsero per le loro atrocità
Wijss, De Bodt e Pelleman.
Il campo era sotto la responsabilità del Capo delle SS e della Polizia
di sicurezza del
Belgio:
Ernst
Ehlers e - successivamente -
Konstantin
Canaris.
Dall'alto verso il basso: la fortezza di Breendonk vista dell'esterno, una
delle piazze interne e una ripresa aera realizzata dalla Royal Air Force nel
1942.