A
pochi chilometri da Riga in Lettonia, Salaspils (in tedesco Kurtenhof), fu uno
dei principali campi di concentramento in territorio sovietico.
Venne costruito nel 1941 inizialmente con l'intenzione di deportarvi gli ebrei
tedeschi (come testimoniato da
Friedrich
Jeckeln e in base a documenti redatti da
Rudolf
Lange). Successivamente divenne un campo di lavoro che aveva il chiaro intento
di uccidere gli ebrei attraverso il lavoro.
Durante il 1941 giunsero ebrei tedeschi,
olandesi,
francesi, cecoslovacchi, belgi.
Il campo era circondato da una doppia linea di filo spinato elettrificato e
da torrette di guardia. Una grande torre al centro del campo era circondata
da 39 baracche destinate ai prigionieri. Il campo venne terminato nel settembre
1942.
Fu in questa fase che vennero uccisi la maggior parte degli ebrei. Successivamente
vi vennero internati oppositori politici, lavoratori schiavi e resistenti.
Secondo le stime vi morirono 53.700 persone.
Il campo venne evacuato nel settembre 1944 all'avvicinarsi delle truppe sovietiche.
Salaspils
è dal 1967 un memoriale della Shoah.
Nella foto una delle grandi statue del complesso.
Il
lager di Salaspils dopo l'arrivo delle truppe sovietiche. A sinistra della grande
torre di guardia si distinguono le canne fumarie dei baraccamenti distrutti
dai tedeschi.
Nel
disegno, come appariva il lager durante il suo funzionamento.
I
campi della Lettonia. Salaspils venne evacuata e i prigionieri trasportati via
mare in Germania nel campo di Stutthof. (Cartina modificata da M. Gilbert, "Atlas
of Holocaust")