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2 - L'uso degli ebrei nel processo di sterminio

Alcune centinaia di prigionieri ebrei vennero scelti tra i primi trasporti per svolgere lavoro nel campo. Alcuni come sarti, artigiani, orafi, altri per le attività delle SS e delle guardie ucraine. Tutti i lavori del campo erano legati alla attività che precedevano il massacro. Dislocati lungo le diverse tappe del percorso che dai treni portava alla morte, questo gruppo di prigionieri assommava a circa un migliaio di unità di cui 150 donne. Una squadra lavorava alla piattaforma con il compito di rimuovere i corpi dei deceduti durante i trasporti, pulire i vagoni e raccogliere gli oggetti abbandonati. Un'altra squadra era assegnata all'area di "accoglienza". Si occupava dei bagagli e dei vestiti. Venivano separati gli abiti per tipologia, esaminati per ritrovarvi oggetti preziosi o denaro, eliminare le stelle gialle cucite e tutto ciò che avrebbe potuto far capire che si trattava di indumenti appartenuti agli ebrei. Un'altra squadra composta da barbieri si occupava di tagliere i capelli delle donne e di preparare i pacchi relativi da spedire. Altri due o trecento prigionieri erano impiegati nell'area di sterminio. Rimuovevano i corpi dalle camere a gas, li portavano alle fosse e ripulivano le camere. Un gruppo (i cosiddetti "dentisti") estraevano dai cadaveri i denti d'oro. Dalla fine del 1942 una squadra apposita venne incaricata di eliminare le tracce dello sterminio riesumando i corpi e bruciandoli. In genere queste squadre di lavoro non sopravvivevano che pochi mesi venendo rimpiazzate da nuovi arrivati
Il lager di Sobibor
Il campo di Sobibor visto dalla stazione. Il binario che entra nel campo si stacca dalla linea principale dirigendosi a sinistra.
La stazione di Sobibor nel 1942

1 - Creazione e organizzazione

Il campo di Sobibor fu uno dei tre campi, insieme a Treblinka e Belzec, della Aktion Reinhard, vale a dire della operazione di sterminio degli ebrei concentrati nel Governatorato Generale, provincia della Polonia occupata. Nel marzo 1942 giunse a Sobibor l'Obersturmführer Richard Thomalla incaricato della costruzione del campo. In aprile Thomalla aveva terminato la costruzione del campo. Sobibor era stato edificato sull'esempio degli altri campi della Aktion Reinhard: di modeste dimensioni (400 metri per 600), aveva uno staff di specialisti provenienti dal programma di eutanasia, già esperti nell'uso delle camere a gas. Si trattava di una trentina di SS coadiuvati da un centinaio di ucraini comandati da "tedeschi etnici" cioè uomini di lingua tedesca nati all'estero. Alla fine di aprile Thomalla venne sostituito da un nuovo comandante, Franz Stangl che era stato in precedenza uno degli uomini di punta del "progetto eutanasia". Il campo era circondato da filo spinato per tutta la sua estensione ed era diviso in tre aree separate l'una dall'altra da altro filo spinato. Vi era un'area amministrativa, un'area di accoglienza ed un'area di sterminio.
L'area amministrativa, detta anche "Campo I" era la più vicina allo scalo ferroviario e conteneva la piattaforma sulla quale venivano scaricati i prigionieri in arrivo. In quest'area potevano stazionare treni con venti vagoni. Il campo I ospitava le abitazioni destinate ai tedeschi ed alle guardie ucraine,
Il "Campo II" era l'area di "accoglienza" nella quale i prigionieri scesi dai treni dovevano passare per seguire una serie di procedure prima di essere inviati alle camere a gas: sequestro degli abiti, taglio dei capelli per le donne, confisca dei beni.
Il "Campo III" era l'area di sterminio. Conteneva le camere a gas, le fosse comuni, le abitazioni per gli ebrei che venivano impiegati nelle operazioni di massacro. Si arrivava al Campo III dal Campo II percorrendo il cosiddetto "Tubo" un sentiero largo circa 3 metri e lungo 150. I prigionieri, una volta denudati, venivano costretti a percorrere il "Tubo" e a giungere sino alle camere a gas. Una piccola costruzione di 16 metri quadrati che poteva contenere circa 180 persone era stata attrezzata per il gassaggio. All'interno della costruzione veniva pompato il monossido di carbonio prodotto da un potente motore. I corpi venivano seppelliti nelle fosse adiacenti lunghe circa 50 metri, larghe 10 e profonde circa 5. I prigionieri troppo anziani o malati per raggiungere le camere a gas a piedi, venivano condotti in treno. Vi era infatti un binario che arrivava sino all'entrata delle camere a gas. Il treno serviva anche a trasportare i cadaveri di coloro che erano deceduti durante il trasporto.

binari
La mappa
del campo
di Sobibor