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5 - La rivolta di Sobibor
e la fine del campo


Il 5 luglio 1943 Himmler ordinò la trasformazione di Sobibor in campo di concentramento. Il campo venne ampliato con l'aggiunta di una quarta sezione e vennero costruiti dei magazzini per munizioni sovietiche catturate. Contemporaneamente il perimetro del campo venne circondato da un campo minato.
Proprio nell'estate del 1943 nel campo si organizzò una cellula di resistenza che aveva come leader Leon Feldhendler che era stato capo del Consiglio Ebraico della città polacca di Zolkiew. Il gruppo aveva intenzione di organizzare una rivolta ed una fuga di massa.
Il piano venne facilitato dall'arrivo, il 22 settembre 1943, di un 600 prigionieri di guerra sovietici di fede ebraica. Di questi soltanto 80 vennero lasciati in vita per lavorare nel campo.
Tra i sopravvissuti venne reclutato per la sua esperienza militare il tenente Aleksandr Pechersky. Feldhendler gli cedette il comando divenendo il suo vice. Venne così preparato un piano per la fuga.
Il 14 ottobre 1943 scoppiò la rivolta di Sobibor. I rivoltosi riuscirono ad uccidere undici SS e alcune guardie ucraine, attraversarono il campo minato subendo gravi perdite e in 300 raggiunsero i boschi.
Di questi la maggior parte venne uccisa nella caccia all'uomo organizzata dai tedeschi. Alla fine della guerra i sopravvissuti erano circa 50.
A causa della sorpresa i tedeschi decisero di chiudere Sobibor anziché trasformarlo in un campo di concentramento. Tutti gli ebrei che non avevano partecipato alla fuga vennero eliminati e alla fine del 1943 il campo venne totalmente distrutto e l'area spianata. Vennero piantati alberi e costruita una fattoria nella quale venne lasciata una guardia ucraina travestita da agricoltore. Nell'estate del 1944 i sovietici liberarono la zona.
Nel dopoguerra 11 SS del campo vennero processati. Il processo tenutosi ad Hagen, in Germania nel 1965-66 terminò con il suicidio di un accusato in cella, un ergastolo, cinque pene detentive e quattro assoluzioni.
Il lager di Sobibor
Questo documento tedesco certifica il trasferimento di prigionieri ebrei di un Sonderkommando da Treblinka a Sobibor. Il trasporto avvenne il 20 ottobre 1943, sei giorni dopo la rivolta del campo di Sobibor.
Con molta probabilità questi uomini dovevano servire per lo smantellamento del campo.
Un gruppo di sopravvissuti del campo di Sobibor il terzo da sinistra è Alexander Pechesky, capo della rivolta.
4 - Storia del campo

Il campo iniziò ad essere operativo a partire dal maggio 1942. Sino al luglio dello stesso anno le operazioni si indirizzarono secondo le direttive della Aktion Reinhard, verso gli ebrei del Governatorato Generale. Il distretto di Lublino fu il più colpito. Vennero anche interessati ebrei provenienti dalla Cecoslovacchia, dalla Germania e dall'Austria. In tutto in questa prima fase vennero eliminati tra i 90.000 e i 100.000 ebrei. I trasporti ebbero una interruzione tra l'agosto ed il settembre 1942, in questo periodo vennero costruite tre nuove camere a gas più capienti in sostituzione delle precedenti. Alla fine di agosto il comandante del campo Franz Stangl, venne inviato a Treblinka e venne sostituito da Franz Reichsleitner.
A partire dall'ottobre 1942, con il completamento di lavori d'ampliamento della linea ferroviaria, i trasporti ripresero. Fu ancora il distretto di Lublino ad essere colpito sino al novembre. Per tutto l'inverno e fino all'estate del 1943 i trasporti arrivarono dalla Galizia Orientale (Polonia). In totale dall'ottobre 1942 al giugno 1943 vennero uccisi altri 70-80.000 ebrei. Dall'ottobre 1943 furono gli ebrei della Slovacchia ad essere massacrati (circa 25.000). A febbraio 1943 giunse a Sobibor Himmler che assistette all'intero processo di eliminazione di un trasporto. A marzo vennero massacrati 4.000 ebrei francesi e tra marzo e luglio fu la volta di 35.000 ebrei olandesi provenienti dal campo di Westerboek. Con gli ebrei olandesi la menzogna del campo di sosta venne perfezionata: essi venivano trasportati con regolari carrozze passeggeri. Al loro arrivo venivano invitati a scrivere ai loro parenti in Olanda dando notizie positive. Una volta scritte le lettere venivano sottoposti al consueto sistema di eliminazione. Verso la metà di settembre arrivarono i trasporti provenienti da Minsk, Vilna e da Lida che erano stati evacuati per eliminare i ghetti. In 14.000 vennero uccisi. Alla fine dell'estate del 1942 iniziò il processo di riesumazione dei cadaveri per bruciare i resti delle vittime. I corpi delle persone uccise a partire da questo periodo vennero cremati subito dopo il gassaggio.

3 - La tecnica dello sterminio

La tecnica utilizzata a Sobibor consisteva nel celare sino all'ultimo momento alle vittime il destino che li attendeva.
All'arrivo veniva detto loro che si trovavano in un campo di sosta e che avrebbero proseguito verso est dove avrebbero lavorato. Per prepararsi a questo utilizzo si spiegava che era necessaria la massima pulizia e quindi anche una doccia e la disinfestazione degli abiti. Dopo questo annuncio uomini e donne venivano separati in due gruppi distinti lasciando i bambini in compagnia delle madri. Il pretesto ufficiale era che le docce erano divise per settore maschile e femminile.
Dopo l'allargamento degli impianti di gasaggio venivano fatti entrare gruppi di 450-500 persone alla volta. Per diminuire le possibilità di resistenza ogni cosa veniva fatta alla massima velocità e i prigionieri erano costretti a correre.
Le vittime, in un vero e proprio stato di shock venivano ammassate nelle camere a gas a colpi di bastone, urla e spintoni. In trenta minuti il gruppo veniva avvelenato dai gas. Le squadre si occupavano poi di estrarre i denti d'oro, gettare i corpi nelle fosse, ripulire le camere a gas. L'intero processo durava circa tre ore. Intanto la squadra addetta ai vagoni ripuliva il treno.
Se vi era più di un trasporto il primo treno svuotato e ripulito ripartiva lasciando spazio lungo la banchina al secondo treno che aveva atteso sino a quel momento. Il processo continuava così sino all'eliminazione dell'ultimo trasporto della giornata.
 
documento
La mappa
del campo
di Sobibor