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Nel 1939 il governo olandese si trovò a dover far fronte ad un massiccio arrivo di rifugiati ebrei provenienti dalla Germania.
Per far fronte ai problemi organizzativi le Autorità allestirono un campo provvisorio per alloggiare i profughi.
Nacque così in prossimità del confine con la Germania nella provincia di Drente e vicino al villaggio di Westerbork quello che sarebbe passato alla storia come il più infame tra i campi olandesi.
Il campo venne denominato "Campo per Rifugiati di Westerbork" e alla sua direzione venne posto il professor Sysward che aveva in passato amministrato alcune strutture psichiatriche.
Nel creare il campo di Westerbork il Governo olandese intendeva porre le basi per un progressivo e rapido inserimento dei rifugiati in Olanda.
Il costo dell'installazione venne concordato con il Comitato Ebraico dei Rifugiati che era sorto i Olanda a partire dal 1933.
Dal punto di vista strutturale vennero create 50 baracche in grado di ospitare 1.800 persone.
Quando i nazisti invasero l'Olanda il 10 maggio 1940 trovarono in Olanda 11.500 immigrati legali e 6.500 immigrati illegali che avevano trovato rifugio a Westerbork e nei diversi campi minori sparsi per l'Olanda.
Il primo rifugiato del campo di Westerbork fu Leo Blumensohn che venne registrato il 9 ottobre 1939 e che più tardi sopravviverà alla deportazione ad Auschwitz ed in altri campi nazisti.

In alto: la costruzione del campo di Westerbork
Qui sopra: un gruppo di ebrei fuggitivi dalla Germania arriva in Olanda.
Sotto a destra: un poliziotto olandese all'entrata del campo di Westerbork


Il campo di transito di Westerbork - 1