Il Ghetto di Lodz (1939-1944)
1) L'occupazione e la creazione del Ghetto
La città di Lodz venne occupata dall'esercito tedesco l'8 settembre 1939.
Il territorio circostante venne annesso al Reich e la città venne ribattezzata
dai tedeschi Litzmannstadt. Immediatamente dopo l'arrivo dell'esercito in città
giunse l'Einsatzkommando 2 comandato da Fritz Liphardt.
Subito vennero attuate azioni di persecuzione brutale verso gli ebrei della
città. I negozi e le sinagoghe vennero devastati, gli ebrei brutalizzati
nelle loro case e una serie di decreti restrittivi e umilianti vennero emessi
in brevissimo tempo.
Si attuarono in pochissimi giorni tutte le leggi antiebraiche emanate sino ad
allora in Germania. Espulsi da qualsiasi attività economica, confiscate
le proprietà e le attività commerciali e industriali, gli ebrei
si ritrovarono in pochissimi giorni al centro di un incubo. Il 13 e 14 ottobre
i nazisti ordinarono la costituzione di uno Jüdenrat a capo del quale venne
posto
Chaim Rumkowski.
Tuttavia i membri nominati da Rumkowski non piacquero alla Gestapo che li arresto
tutti e 31. Soltanto 8 vennero rilasciati, gli altri vennero assassinati. Rumkowski
venne costretto a nominare nuovi membri. Quando, il 9 novembre 1939, Lodz venne
ufficialmente annessa al Reich le persecuzioni si ampliarono non solo verso
gli ebrei ma anche verso i polacchi: a centinai vennero arrestati senza motivo
e imprigionati nel carcere di Radogoszcz per poi essere uccisi sul posto o deportati.
Il 4 novembre venne imposto agli ebrei di indossare un bracciale con la Stella
di David. In due giorni dal 15 al 17 novembre i tedeschi distrussero sistematicamente
tutte le sinagoghe. Il 17 novembre con un contrordine venne sostituito il bracciale
con una stella cucita sul petto e sulla schiena. Gli ebrei che non fecero in
tempo ad adeguarsi rimanendo con il bracciale vennero arrestati.
Di pari passo centinaia di appartamenti degli ebrei vennero confiscati e i proprietari
deportati. Al marzo 1940 erano già 60.000 gli ebrei che erano stati deportati
da Lodz o che erano fuggiti o in territorio sovietico o a
Varsavia
dove ritenevano che la politica tedesca fosse meno crudele verso la Comunità
ebraica.
Il 10 dicembre 1939 il governatore del distretto di Lodz Friedrich Übelhõr
ordinò la creazione di un ghetto nel quartiere di Baluty. L'8 febbraio
1940 gli ebrei vennero avvertiti da un proclama firmato dal generale delle SS
Johannes Schafer che si sarebbero dovuti trasferite tutti nel ghetto.
Il Ghetto venne completato e chiuso il 30 aprile 1940 e in un'area di pochi
chilometri quadrati vennero ammassate 164.000 persone in un'area abitativa degradata
con soli 48.100 vani. Il ghetto venne diviso in tre parti e ciascuna poteva
comunicare con l'altra attraverso dei ponti in legno costruiti per non far uscire
gli ebrei dalle loro aree.
Tra il 1941 ed il 1942 vennero ammassate nel ghetto altre 38.500 persone provenienti
dalle campagne, dalla Germania, dall'Austria, dalla Cecoslovacchia e dal
Lussemburgo.
Se si aggiungono 2300 bambini nati nel frattempo la popolazione complessiva
del ghetto saliva così a 204.800 persone.