"Juden haben waffen!" Storia dell'insurrezione del Ghetto di Varsavia
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La
battaglia: 18 e 19 aprile 1943
18 aprile 1943, sabato,
vigilia della Pasqua ebraica
A partire dalle ore 14 Sammern-Frankenegg ordina di iniziare lo spiegamento
che durerà tutta la notte.
Ricorda un membro della ZOB:
"Per gli ebrei fu una notte insonne. Raccogliemmo
quanto possedevamo, lenzuoli, coperte, cibo e portammo tutto nei rifugi. C'era
un gran movimento nei cortili e nelle strade in quella notte illuminata dalla
luna".
19 aprile, domenica,
Pasqua ebraica, mattina
Alle 2 del mattino i tedeschi terminano lo schieramento che ha circondato l'intero
ghetto. Alle 2.15 il comando della ZOB dirama l'ordine di allarme, i tedeschi
possono attaccare in qualsiasi momento. Le squadre della ZOB e della ZZW raggiungono
i posti di combattimento loro assegnati. Alle 6.00 del mattino ai chiarori dell'alba
i tedeschi in assetto di guerra entrano nel Ghetto. Le truppe avanzano in due
colonne.
Una colonna imbocca via Nalewki e marcia verso l'incrocio con via Glesia e via
Franciszkanska. La seconda colonna percorre via Zamenhof, supera l'incrocio
con via Gesia e prosegue. Una parte gira a sinistra lungo via Wolynska e l'altra
prosegue sino all'incrocio con via Mila.
La colonna che marciava lungo via Zamenhof aveva alla testa la polizia ebraica
e degli ucraini. Mordecai
Anielewicz
diede l'ordine ai gruppi di combattimento di far passare gli ebrei e di colpire
i tedeschi.
Verso le 6.05 da uno dei palazzi di via Zamenhof volò una bomba a mano
che esplose nel centro della colonna di tedeschi che stava avanzando. Dalle
finestre gli uomini della ZOB iniziarono a sparare e a lanciare granate e bottiglie
incendiarie.
La sorpresa fu totale un tedesco cominciò a urlare
"Juden
haben waffen!" ("Gli ebrei sono armati"). I tedeschi riuscirono
a ritirarsi. Sammern-Frankenegg ordinò un secondo attacco questa volta
appoggiato da una autoblindo delle Waffen-SS. Sul blindato cadde una pioggia
di bombe molotov che lo incendiò.
Contemporaneamente all'incrocio tra
via Nalewki e via Gesia le altre unità della ZOB aprirono il fuoco seminando
anche qui il panico.
Tuvia Borzykowski che presidiava quest'area ricorda:
"Alle 6 del mattino l'assedio del ghetto era
stato già quasi completato. I primi reparti armati stavano già
marciando sul territorio del ghetto in direzione di via Nalewki, avvicinandosi
al triangolo formato dalle vie Nalewki, Gesia e Franciszkanska. Non aspettammo
che il nemico iniziasse la carneficina e dalle nostre postazioni scaricammo
una pioggia di pallottole, granate e bombe a mano. Beh, i nostri prodotti casalinghi
non ci delusero: esplosero come dovevano ed eseguirono bene il loro compito,
lasciando sulla strada molti tedeschi morti o feriti. Fu il nostro primo scontro;
le bombe che esplodevano proclamavano a gran voce che la rivolta era iniziata!...
Le compagnie tedesche si frazionarono in gruppi minori. Strisciavano lungo i
muri, non osando portar via i compagni feriti che giacevano qua e là
nella strada. Passati i primi momenti di sgomento la risposta tedesca non si
sarebbe fatta attendere. Così allo scoperto erano esposti al nostro tiro;
quanto a noi, avevamo il muro come rifugio e protezione".
L'Hauptsturmführer Georg Michaelsen che prese parte ai combattimenti tra
via Zamenhof e via Mila ricordò quei momenti al processo dicendo:
"L'inizio
del combattimento si svolse in modo differente da come venne riportato nel rapporto
del generale Stroop. Ero lì in quel momento e vi assistetti personalmente.
Eravamo fermi nello spiazzo di fronte al palazzo del Consiglio ebraico. Un'unità
delle Waffen-SS era ferma e pronta al combattimento. Le Waffen-SS cominciarono
ad avanzare all'interno del Ghetto procedevano lungo i due marciapiedi in fila
indiana. Dopo aver percorso circa cinquanta metri vennero accolti da un fitto
fuoco che veniva dalle finestre delle case. Ci furono subito alcuni morti e
feriti. In un primo momento le SS continuarono ad andare avanti ma il fuoco
divenne più intenso e venne dato l'ordine di ritirarsi. L'unità
ritornò indietro portando con sé i morti ed i feriti. Venne allora
tentato un secondo assalto con un blindato per il trasporto truppe. Il carro
armato non venne impiegato. Si trattava di un mezzo blindato scoperto condotto
dagli uomini delle Waffen-SS. Un certo numero di bombe molotov furono lanciate
verso il mezzo. Penso fossero ben più di una. Il blindato prese immediatamente
fuoco e a gran velocità fece marcia indietro, tra i membri dell'equipaggio
molti erano gravemente ustionati. L'operazione venne interrotta e si tenne un
consiglio di guerra".

Mappa
degli scontri. Clicca sull'immagine per ingrandire
Ucraini
del 1° Battaglione Guardie da Trawniki in marcia verso l'interno del Ghetto
di Varsavia (1943, Yad Vashem)
Sotto: un sottufficiale delle SS interroga un gruppo di prigionieri kassidici
dopo avergli imposto di scoprissi il capo davanti alla "razza superiore"
("Rapporto Stroop", 1943, National Archives).