Vilna, (Vilnius in lituano, Wilno in
polacco, Wilna in tedesco) fu un centro di insediamento ebraico antico
e particolarmente attivo sotto il profilo culturale. La comunità
ebraica vi era stanziata sin dalla prima metà del Sedicesimo secolo.
La grande attività culturale che vi si svolgeva le meritò
il nome di "Gerusalemme della Lituania". Allo scoppio della Seconda guerra
mondiale vi abitavano circa 60.000 ebrei. Dopo tre anni la comunità
ebraica era stata di fatto annientata.
|
1.L'OCCUPAZIONE SOVIETICA DI VILNA (1939-1941)
|
Il patto Ribbentropp-Stalin del 1939 riconobbe ai Sovietici
la Lituania come zona di influenza mentre i tedeschi si incorporavano
la cittadina di Memel che ospitava una forte minoranza tedesca. Quando
il 1° settembre 1939 i tedeschi e i russi invasero la Polonia scatenando
la Seconda Guerra Mondiale le truppe sovietiche entrarono a Vilna il 19
settembre 1939. La comunità ebraica - che temeva l'arrivo dei tedeschi
- accolse con favore l'Armata Rossa. Una parte di ebrei polacchi che erano
stati intrappolati nella Polonia occupata dai tedeschi trovò scampo
a Vilna. Ovviamente i Lituani - che con l'invasione russa perdevano la
loro indipendenza - non videro l'arrivo russo con lo stesso spirito positivo.
I Sovietici imposero alla Lituania un patto di alleanza militare il 10
ottobre 1939. Di fatto si trattava di una vera e propria occupazione della
Lituania con il conseguente insediamento di truppe sovietiche sul territorio
della piccola repubblica baltica. Il 28 ottobre 1939 i nazionalisti lituani
diedero vita ad una rivolta e si impossessarono della città. A
questa operazione fecero seguito una serie di azioni violente contro la
comunità ebraica. Tra il 10 e l'11 novembre 1939 gli attacchi contro
la comunità ebraica accusata di collusione con i sovietici si fecero
particolarmente intensi. Il governo lituano a maggioranza antisovietica
stipulò un trattato di alleanza con Estonia e Lettonia in funzione
antisovietica. La reazione russa non si fece attendere. Mosca inviò
un ultimatum alla Lituania chiedendo l'immediata costituzione di un governo
amico dell'Unione Sovietica, l'accettazione di un numero ancora maggiore
di unità militari sovietiche sul territorio lituano e il ripudio
dell'alleanza con Estonia e Lettonia. Senza aspettare risposta all'ultimatum
le truppe sovietiche entrarono in Lituania il 15 giugno 1940. Un mese
dopo - il 14 luglio 1940 - vennero indette delle elezioni per far divenire
la Lituania una delle repubbliche dell'Unione Sovietica. Ovviamente le
elezioni - sotto lo stretto controllo sovietico - diedero l'esito che
Stalin si attendeva: la Lituania perse la propria indipendenza e divenne
una Repubblica Sovietica. La repressione e la sovietizzazione del Paese
fu particolarmente violenta e colpì in modo indiscriminato sia
i lituani che gli ebrei. Circa 6.500 ebrei furono costretti ad abbandonare
la Lituania e migliaia di Lituani sospetti vennero deportati in Siberia.
Vennero vietati gli insegnamenti religiosi sia cristiani che ebraici e
chiuse le organizzazioni non comuniste.
|
2. L'ARRIVO DELLE TRUPPE TEDESCHE A VILNA
|
Il 22 giugno 1941 un pesante attacco aereo tedesco su
Vilna preannunciò l'inizio della guerra russo-tedesca. La popolazione
ebraica si divise: molti decisero di fuggire verso l'Unione Sovietica,
molti altri decisero di rimanere in città. Molti dei fuggitivi
non riuscirono a porsi in salvo a causa della rapida avanzata tedesca.
La maggioranza della popolazione lituana accolse con gioia l'avanzata
tedesca sperando che le truppe naziste avrebbero ridato alla Lituania
l'indipendenza. I nazionalisti attaccarono le truppe russe in ritirata
ed iniziarono a scatenare pogrom antiebraici per dare maggior peso alla
loro richiesta di indipendenza. Già il 27 giugno 1941 si ebbero
retate ed arresti di ebrei di sesso maschile. Le azioni antiebraiche fomentate
dagli Einsatzgruppen avanzanti cominciarono a esaurirsi con l'arrivo delle
truppe tedesche per essere sostituite da azioni di sterminio e controllo
più pianificate. Tra il 4 luglio e l'8 agosto vennero uccisi 6.000
ebrei
|
3. I PROVVEDIMENTI CONTRO GLI EBREI
|
Il 3 luglio 1941 per ordine del comandante della città
Von Osten gli ebrei vennero obbligati a portare la stella di David cucita
sugli abiti. Alcuni giorni dopo il comandante in seconda, il tenente colonnello
Zehnpfenning diramò minuziose istruzione su dimensioni e colori
dei bracciali con la stella da indossare. Ovviamente fecero seguito tutti
i classici e odiosi divieti nazisti: divieto di camminare sui marciapiedi,
di possedere radio, di utilizzare telefoni e mezzi pubblici, divieto di
frequentare il mercato e i mezzi pubblici. Le attività commerciali
vennero confiscate. Il 4 luglio venne dato ordine di costituire un consiglio
ebraico (Judenrat) dapprima di dieci e poi di ventiquattro membri.
Questi primi provvedimenti emanati dall'autorità militare vennero
razionalizzati e resi maggiormente efficaci con l'arrivo, l'8 luglio,
di Hans Christian Hingst, Sturmbannführer delle SA incaricato della
amministrazione civile di Vilna. Il 6 agosto 1941 Hingst impose agli ebrei
di Vilna un tributo di 500.000 Reichsmark.
|
4. I RESPONSABILI TEDESCHI
|
Le operazioni di massacro sistematico che nell'estate
del 1941 venivano attuate erano dirette da un distaccamento (Sonderkommando)
dell'Einsatzkommando 9 Oberscharführer Horst Schweinberger. A coadiuvare
Schweinberger era Martin Weiss, Hauptscharführer delle SS e comandante
del carcere della città che dal gennaio 1942 sostituirà
Schweinberger. Spostato alla sezione ebraica della Gestapo nel 1943 venne
processato nel 1950 a Wurzburg e condannato all'ergastolo. Fu denominato
"Il signore di Ponary". Altro personaggio di rilievo nei massacri di Vilna
fu Rolf Neugebauer comandante della Gestapo di Vilna dal febbraio 1942
all'ottobre 1943 diresse l'SD e la Polizia di Sicurezza della città.
Fu trasferito più tardi a Kaunas e poi a Budapest. Altro carnefice
fu August Hering, capo del Sonderkommando di Vilna dal gennaio al giugno
1942. Nel 1950 fu processato insieme a Weiss e condannato all'ergastolo.
Vi era poi Franz Murer aiutante di Hingst che verrà rintracciato
da Simon Wiesenthal. Infine Bruno Kittel ex attore fu il responsabile
finale della liquidazione del ghetto dal giugno 1943 direttore della sezione
affari ebraici della Gestapo di Vilna.
|
5. LE OPERAZIONI DI ANNIENTAMENTO
|
Tra il 31 agosto ed il 3 settembre le operazioni di annientamento
proseguirono. Fu quella che venne ricordata come "la grande provocazione".
Gli ebrei furono accusati di aver ferito un soldato tedesco. Tutti gli
ebrei che abitavano nella zona destinata a diventare ghetto vennero arrestati.
Secondo il rapporto dell'Einsatzkommando vennero fucilati 3.700 ebrei
(864 uomini, 2019 donne e 817 bambini). Tra il 5 ed il 6 settembre le
case rimaste vuote delle vittime vennero adibite a ghetto. Di fatto furono
costituiti due ghetti separati dalla Deutsche Strasse: il Ghetto 2 più
piccolo con 11.000 abitanti ed il Ghetto 2 più grande con 29.000.
Gli ebrei vennero spostati in queste due aree in condizioni disumane:
lo spazio era assolutamente insufficiente per ospitare tutte queste persone
e si profilava con tutta evidenza la volontà tedesca di eliminare
fisicamente in tempi brevi la comunità di Vilna. Il Ghetto 1 venne
adibito per gli artigiani e i lavoratori con un permesso speciale, il
Ghetto 2 venne destinato a tutti gli altri che non avevano rilevanza di
forza lavoro o non erano parenti dei lavoratori. Ovviamente il Ghetto
1 era assolutamente congestionato. I tedeschi continuarono a massacrare
gli ebrei non produttivi i giorni successivi: il 12 settembre vennero
uccise altre 3.774 persone. Il 15 settembre con una ordinanza venne stabilito
che i non abili al lavoro ancora residenti nel ghetto 1 dovevano essere
trasferiti al ghetto 2. Nella notte del 15 settembre 3.000 persone vennero
evacuate verso il Ghetto2 ma solo 600 lo raggiunsero, gli altri vennero
condotti alla prigione di Lukiszki e di qui nella foresta di Ponary
dove vennero fucilati. Di fatto la strategia dei "trasferimenti" da un
ghetto all'altro serviva ai tedeschi per massacrare gli ebrei senza dover
entrare all'interno dei ghetti e compiere retate che avrebbero richiesto
uno spiegamento di mezzi eccessivo e avrebbero potuto comportare rischi
di rivolte. Così le operazioni di massacro continuarono intensamente
sino alla fine di novembre. Il rapporto ufficiale stilato da Karl
Jaeger comandante dell'Einsatzkommando 3 del 1° dicembre 1941
riporta con esattezza le cifre dell'annientamento di questo periodo:
|
| Data |
Ebrei
|
Ebree
|
Bambini
|
Comunisti
|
Totale
|
| 12/8-1/9/41 |
425
|
19
|
-
|
17
|
461
|
| 2/9/41 |
864
|
2.019
|
817
|
-
|
3.700
|
| 12/9/41 |
993
|
1.670
|
771
|
-
|
3.434
|
| 17/9/41 |
337
|
687
|
247
|
4
|
1.275
|
| 4/10/41 |
432
|
1.115
|
436
|
-
|
1.983
|
| 16/10/41 |
382
|
507
|
257
|
-
|
1.146
|
| 21/10/41 |
718
|
1.063
|
586
|
-
|
2.367
|
| 25/10/41 |
-
|
1.776
|
812
|
-
|
2.578
|
| 27/10/41 |
946
|
184
|
73
|
-
|
1.203
|
| 30/10/41 |
382
|
789
|
362
|
-
|
1.207
|
| 6/11/41 |
340
|
749
|
252
|
-
|
1.341
|
| 19/11/41 |
76
|
77
|
18
|
-
|
171
|
| 25/11/41 |
9
|
46
|
8
|
-
|
63
|
| TOTALI |
5.904
|
10.701
|
4.313
|
21
|
21.275
|
|
Nel mese di dicembre vennero condotte
altre azioni di modeste dimensioni con un numero non precisabile di persone
uccise. I massacri tuttavia non furono localizzate nella sola città
di Vilna ma anche in tutto il territorio circostante
|
6. LA CALMA PRIMA DELLA TEMPESTA: 1942-1943
|
Dopo che i tedeschi ebbero "decongestionato"
i due ghetti si stabilì un periodo di relativa tranquillità
con la cessazione delle Aktionen di sterminio su larga scala. Il ghetto
divenne produttivo con la maggior parte degli abitanti impiegati in lavori
di vario genere svolti sia all'interno che all'esterno. Lo Judenrat -
la cui figura preminente era il capo della polizia ebraica Jacob
Gens - pensava che sino a quando la comunità fosse stata in
grado di fornire un beneficio economico ai tedeschi sarebbe sopravvissuta.
Così da un lato Gens
si sforzò di controllare gli elementi che intendevano fuggire presso
i partigiani o creare forme di rivolte, dall'altro lato si sforzò
di "normalizzare la vita nel Ghetto. Vennero organizzati concerti
e spettacoli teatrali nel palazzo dello Judenrat. Venne incoraggiata la
cultura, l'educazione, la sanità. In Dzisnienska Strasse venne
organizzato un circolo ricreativo per bambini. Fu dato un grandissimo
impulso alla biblioteca, la cosiddetta "Casa della Cultura"
in Straszuna Strasse. Frequentatissima dalla comunità che nella
lettura cercava un modo di evadere dalla orribile realtà nella
quale viveva. Nel 1942 erano stati dati in prestito 100.000 volumi ad
una popolazione ridotta a poco più di 14.000 persone.
|
7. LA LIQUIDAZIONE DEL GHETTO
|
Nel giugno 1943 il terrore ripiombò
sul ghetto di Vilna, le Aktionen ripresero sempre più frequentemente.
Il 21 giugno 1943 Himmler aveva ordinato la liquidazione di tutti i ghetti
orientali, l'invio degli abili al lavoro nei campi di concentramento e
l'uccisione sul posto di tutti gli altri. Nel Ghetto quella parte di ebrei
che riteneva segnata da tempo la sorte della comunità di Vilna
si era organizzata militarmente formando un movimento di resistenza: la
FPO (Fareynegte Partizaner
Organizatsye). Gens
aveva tollerato questo gruppo ma - quando i tedeschi ripresero le loro
operazioni di massacro - i rapporti mutarono. Gens
era ancora convinto che il ghetto sarebbe sopravvissuto e vedeva nella
introduzione di armi , nel mantenimento di contatti con i partigiani delle
foreste un pericolo per tutti. La crisi tra Gens
e l'FPO si ebbe a metà luglio del 1943. Il comandante dell'FPO
Yitzhak
Wittenberg oltre a capitanare i resistenti ebrei del Ghetto faceva
parte di una cellula ebrea comunista che operava nei boschi. Tra i comunisti
e l'FPO vi era una diversa
visione del modo di resistere. I comunisti volevano che l'FPO
si rifugiasse nei boschi e combattesse all'esterno del ghetto, l'FPO
invece voleva prepararsi a resistere all'interno del Ghetto. I tedeschi
nel giugno 1943 catturarono alcuni membri non ebrei della cellula comunista
di Wittenberg
e vennero a sapere della sua appartenenza al gruppo. Pur ignorando che
Wittenberg
fosse anche il capo dell'FPO
chiesero a Gens
che lo consegnasse. Gens
convinse Wittenberg
a costituirsi. Le Aktionen ripresero con ancora più forza secondo
gli ordini di Himmler. I tedeschi avevano deciso di liquidare definitivamente
il Ghetto di Vilna. Jacob
Gens non serviva più: il 14 settembre venne convocato presso
gli uffici della Gestapo e qui ucciso. Il Ghetto di fatto non aveva più
leader. Tra il 23 ed il 24 settembre venne ordinato a tutti gli abitanti
del ghetto di abbandonare le loro abitazioni e di prepararsi a partire
per campi di lavoro in Estonia. A parte pochi che rimasero nascosti, tutti
gli ebrei si presentarono nel cortile dello Judenrat. I più forti
e giovani vennero spediti in Estonia, le donne ritenute abili al lavoro
in Lettonia, i troppo giovani o troppo anziani vennero condotti nella
foresta di Ponary e massacrati. Un piccolo numero
di ebrei rimase nel vicino campo di lavoro di Kailis. Nel marzo 1944 l'avanzata
delle truppe sovietiche non trovava efficace resistenza e la caduta di
Vilna apparve ai tedeschi imminente. Con la scusa di sottoporre i bambini
del campo di Kailis a visite mediche i tedeschi li sottrassero ai loro
genitori e li massacrarono nel bosco di Ponary.
Il 2 luglio 1944 i sopravvissuti del campo di Kailis vennero a loro volta
condotti a Ponary e massacrati. Duecento che si erano nascosti vennero
scovati ed uccisi a loro volta sul posto: i russi avanzavano e non c'era
tempo di portarli a Ponary. L'11 luglio i sovietici
entrarono a Vilna.
|
| |
| |