Il durissimo inverno 1940-41 vide la guerra trasformarsi in un conflitto
simile alla Prima Guerra Mondiale in uno scenario dominato dal freddo intenso
e da continui assalti e controassalti.
Soltanto nel gennaio 1941 Mussolini si decise a nominare comandante dell'Armata
di Albania il generale Cavallero e a fornirgli gli uomini e i mezzi necessari
per spezzare la resistenza greca.
A togliere dall'imbarazzo Mussolini intervenne Hitler. Il 6 aprile 1941 la
Germania e l'Italia dichiararono guerra alla Jugoslavia.
Le divisioni tedesche attraversarono il territorio jugoslavo travolgendone
l'esercito e dilagando in Grecia.
Il 13 aprile gli italiani finalmente equipaggiati e rinforzati passarono all'offensiva
rigettando indietro i greci e riconquistando i territori albanesi perduti.
Il 20 aprile 1941 i greci chiesero l'armistizio ai tedeschi e agli italiani.
Il 23 aprile successivo presso il comando dell'Undicesima Armata Italiana
l'esercito greco firmò la resa.
La Grecia venne divisa tra i i vincitori. La maggior parte del territorio
venne occupato dagli italiani, la Tracia fu inglobata nella Bulgaria e i tedeschi
si riservarono la parte nord-orientale intorno alla città di Salonicco
e sino al confine turco.
La guerra di Mussolini era costata all'Italia 14.000 morti, 18.000 tra feriti
e congelati e 20.000 tra prigionieri e dispersi.


