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L'ebraismo in Grecia dalle origini al XX secolo
L'Olocausto in Grecia - 3
La presenza ebraica in Grecia può essere fatta risalire - in accordo con lo storico Strabone - almeno al I secolo avanti Cristo. Nel primo secolo dopo Cristo si registrano gruppi presenti ad Efeso, Smirne, Salonicco e Calcedonia. Durante il Medioevo li troviamo dispersi in tutta la penisola ellenica e nelle isole mediterranee.
La Comunità di Tebe - costituita da artigiani della seta - rappresentò per Ruggero II di Sicilia una ricchezza di esperienza preziosa sino ad indurlo a trasferire gli ebrei e a reinsediarli in Sicilia.
La Comunità di Creta - sotto il dominio veneziano dopo la Prima Crociata - andava famosa per la sua produzione di vino e formaggio esportato sino al porto baltico di Lubecca.
Durante l’Impero bizantino gli ebrei godettero di un trattamento generalmente migliore di quello loro riservato in Europa occidentale. Molte Comunità vennero assorbite scomparendo in un vasto processo di assimilazione.

Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453 gli ebrei godettero sotto il dominio turco di un trattamento decisamente favorevole. A testimonianza di ciò sta una larga emigrazione di ebrei dall’Europa all’Impero Ottomano.
Quando gli ebrei vennero espulsi dalla Spagna verso la fine del XV secolo molti si rifugiarono proprio all’interno dei confini turchi. Il sultano Bayezid II proclamò ufficialmente che gli ebrei in fuga dalla Spagna potevano considerarsi i benvenuti nel suo regno. Più di 20.000 ebrei sefarditi raggiunsero così Salonicco dalla Spagna mentre circa altri 35.000 lasciarono la Sicilia stabilendosi nella Grecia del nord.
I nuovi venuti parlavano un curioso linguaggio misto di espressioni spagnole ed ebraiche e portarono in dote al sultano un livello culturale elevato: il primo libro stampato a Costantinopoli nel 1497 era opera di un tipografo ebreo.

La sostanziale tranquillità di cui godette l’ebraismo in Grecia si interruppe nel 1821 quando la Grecia ottenne l’indipendenza dall’Impero Ottomano.
I greci vedevano negli ebrei un nucleo etnico favorevole ai turchi.
Una serie di massacri distrusse diverse Comunità e costrinse un rilevante numero di ebrei a rifugiarsi nelle città greche rimaste sotto il controllo turco.
La lotta di indipendenza greca - che proseguì per oltre un secolo sino alla guerra del 1912-13 - creò condizioni via via più difficili per l’ebraismo della penisola ellenica.
Il forte nazionalismo greco creava situazioni di endemica intolleranza verso gli ebrei man mano che nuovi territori venivano strappati ai turchi.
In linea di massima i greci puntavano ad assimilare l’elemento ebraico.
Questa politica coglieva buoni successi con le Comunità ebraiche più antiche, quelle che non derivavano dall’emigrazione spagnola.
Difficile e per certi versi quasi impossibile risultò l’assimilazione degli ebrei sefarditi. La lingua, radicalmente differente dal greco, le tradizioni, il forte ruolo economico furono un ostacolo insormontabile per i greci.
L’identità culturale degli ebrei sefarditi si mantenne sostanzialmente intatta ancora all’inizio del XX secolo.
Le autorità greche non ebbero verso gli ebrei una attitudine al dialogo. Negli anni Trenta - soprattutto verso gli ebrei sefarditi - vi furono atti di intolleranza e tentativi ripetuti di cancellarne l’identità culturale. L’antisemitismo ellenico si concretizzò come un misto di intolleranza religiosa e nazionalismo.
Pur non arrivando a livelli di ferocia riscontrabili in altre nazioni, l’antisemitismo greco mostrò la propria aggressività in diversi momenti e con diverse accentuazioni.
Foto: stele funeraria di Salomon Ben Habib
In alto: stele funeraria di Salomon Ben Habib morto il 27 agosto 1504. La famiglia Ben Habib proveniva dalla Spagna e uno dei suoi membri - Chem-Tov - era stato ministro alla corte di Castiglia.
In basso: tomba di Alfredo Allatini morto il 17 ottobre 1901, ingegnere italiano che si trasferì a Salonicco fondando una importante azienda e venendo decorato per lma sua opera sia dal governo turco che da quello italiano.
Ambedue le tombe erano nel cimitero ebraico di Salonicco che i nazisti distrussero.

Foto: tomba di Alfredo Allatini