Le vere e proprie operazioni di deportazione vennero condotte a partire dall'arrivo
degli "specialisti" da Berlino.
Eichmann inviò i suoi uomini "migliori":
Dieter
Wisliceny, Ludwig Gunther e
Alois
Brunner. Questo nucleo dell'Ufficio
IV-B-4
di Berlino era affiancato dal capo della delle SS e della polizia. In questo
ruolo dall'8 settembre al 4 ottobre 1943 operò
Jurgen Stroop che poco prima aveva distrutto il
Ghetto
di Varsavia.
Dall'ottobre 1943 al settembre 1944 l'incarico fu ricoperto da
Walter
Schimana reduce da sanguinose operazioni antipartigiane in Unione Sovietica.
Dal sttembre al novembre 1944 lo sostituì Herrmann Franz.
Il campo di concentramento di Haidari venne affidato
Paul
Radomski.
La polizia segreta (SD) fu affidata a
Walter
Blume ex comandante dell'Einsatzkommando 7 in Unione Sovietica e già
responsabile delle esecuzione di migliaia di eberei russi.
Suo braccio destro ad Atene fu Hans Dorhage.
Questa squadra di uomini si pose come obiettivo l'eliminazione in tempi brevissimi
della Comunità ebraica greca.
Un altro personaggio centrale nelle operazioni di deportazione e repessione
fu Maximilian Merten che non faceva parte delle SS ma rappresentava il comando
militare. Sovrintendendo a tutti gli affari civili del distretto aveva autorità
sugli ebrei considerati mera forza lavoro.
Fu Merten che -in collaborazione con
Wisliceny-
riuscì a distruggere la comunità ebraica di Salonicco.
Vista la concentrazione di ebrei in questa città fu proprio da qui che
cominciarono le deportazioni.