Nell'area occupata dai bulgari le operazioni contro gli ebrei greci scattarono
la notte del 3 marzo 1943.
Tutti gli ebrei di Kavála, Dráma, Komotiní, e delle altre
località della zona di occupazione bulgara vennero arrestati e concentrati
in alcuni stabilimenti di un tabacchificio di Kavála. Il 7 marzo vennero
trasferiti da qui a Dráma. Pochi giorni dopo un nuovo trasferimento
questa volta con due convogli partiti in direzione di Lom in Bulgaria dove
le vittime - circa 5.000 persone - vennero chiuse in due campi di concentramento.
Il 20 marzo vennero tutti imbarcati su quattro grandi chiatte e trasferiti
lungo la via fluviale verso il Danubio sino a Vienna.
Qui si perdono le loro tracce. Vi sono due ipotesi. Secondo la prima le chiatte
sarebbero affondate al centro del fiume causando l'annegamento dei prigionieri.
L'altra ipotesi sarebbe suffragata da alcuni documenti oggi conservati presso
il Lochmei HaGetaoh Museum in Israele. Secondo alcuni testimoni gli ebrei
furono caricati su vecchi barconi alcuni dei quali si rovesciarono facendo
affogare parte dei prigionieri. I sopravvissuti arrivati a Vienna, vennero
inviati via treno sino a Treblinka.
Nell'estate del 1943 sia l'area tedesca che quella bulgara erano state "ripulite"
dagli ebrei. Rimaneva da risolvere il problema nella zona italiana.

Un gruppo di deportati greci viene imbarcato su un treno in una località sconosciuta

Adolf Eichmann, capo dell'Ufficio IB-B-4 di Berlino. Mente delle deportazioni in ogni angolo d'Europa inviò in Grecia i suoi migliori uomini.