olokaustos torna alla home page
luoghi
guida
biografie
geografia
argomenti
opposizione
documenti
saggi e idee
musei e luoghi
ricerca
vuoto
vuoto
vuoto
 next go back
filo filo filo filo filo filo
copyright olokaustos home page inizio pagina  next go back
vuoto filo verticale vuoto vuoto filo verticale vuoto vuoto
Una piccola nazione addormentata

Il Lussemburgo è una piccola nazione di 2.586 chilometri quadrati con poco più di trecentomila abitanti. Ciò che a partire dagli anni Trenta del secolo scorso accadeva intorno al piccolo Granducato, non sembrava toccare la neutralità e la tranquillità del Paese. Tuttavia le premesse della tempesta - a saperle vedere - erano nell'aria. La neutralità non aveva salvato il Lussemburgo durante la Prima Guerra Mondiale, eppure c'era ancora chi vi faceva affidamento.
La coscrizione militare - in un'epoca di riarmamento - non esisteva. L'esercito del Granducato assommava a poche centinaia di uomini.
La situazione politica era altrettanto preoccupante. Il Granducato aveva sul suo territorio una forte minoranza di lingua tedesca sulla quale tentava di far presa un aggressivo movimento nazista. Dalla Germania i nazisti avevano iniziato sin dal 1933 ad infiltrare le associazioni di lingua tedesca con agitatori. Nel 1936 sorgeva il "Luxemburger National Partei" di ispirazione nazista e Albert Kreins formava il "Luxemburger Volksjugend" una associazione giovanile modellata sull'esempio della "Hitlerjugend".
Il sonnolento Paese iniziò a nutrire qualche preoccupazione nel settembre 1938: l'Austria era stata annessa alla Germania, la Cecoslovacchia smembrata. La Gran Duchessa Carlotta decise di aumentare gli effettivi dell'esercito di 300 unità. Ma anche qui le cose vennero fatte con molta calma: soltanto nel febbraio 1939 le truppe furono regolarmente inquadrate. Il 29 agosto 1939 a pochi giorni dallo scoppio della guerra il Parlamento diede alla Duchessa tutti i poteri sino alla fine del conflitto.
Dopo che Gran Bretagna e Francia ebbero dichiarato guerra alla Germania la Granduchessa decise di reclutare altri 125 uomini.
L'Olocausto in Lussemburgo - 1
Le truppe tedesche passano il confine del Lussemburgo
L'invasione

Con i suoi 725 uomini il comandante delle forze armate lussemburghesi poteva fare ben poco. Il povero comandante - il maggiore Emile Speller - decise di evacuare i villaggi vicino al confine. L'idea era di resistere il tempo sufficiente per far fuggire la maggior parte della popolazione in Francia.
Il 10 maggio 1940 mentre le truppe tedesche stavano già varcando la frontiera l'ambasciatore tedesco consegnava una nota al Governo del Lussemburgo. Il comunicato recitava testualmente: "Il governo del Reich si attende che il Governo del Lussemburgo comprenderà la situazione creatasi per colpa esclusiva degli avversari della Germania e prenderà le misure necessarie affinché la popolazione lussemburghese non ponga ostacoli alla azione tedesca. Il Governo del Reich dà nello stesso tempo al Governo lussemburghese l'assicurazione che la Germania non ha il proposito, con queste misure, di violare l'integrità territoriale e l'indipendenza politica del Granducato né ora, né in futuro".
La Gran Duchessa Carlotta, suo marito il Principe Felix e i loro sei figli durante la notte del 9 maggio erano fuggiti in Francia. Il piccolo esercito lussemburghese non oppose di fatto resistenza. Le colonne tedesche proseguirono velocemente verso l'Olanda ed il Belgio. Iniziava un lungo incubo destinato a durare più di quattro anni.
Alba del 10 maggio 1940: i tedeschi superano il confine del Lussemburgo.
Parata dell'esercito lussemburghese
Il comandante dell'esercito lussemburghese Speller passa in rassegna il suo esercito di 725 uomini.