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L'Olocausto in Lussemburgo - 2
La Comunità Ebraica
e i militari tedeschi


In Lussemburgo viveva una comunità ebraica proporzionalmente ampia rispetto alla popolazione complessiva. Prima del 1939 risiedevano nel Granducato 3.500 ebrei.
Il Lussemburgo era stato uno dei Paesi più aperti all'emigrazione ebraica ed aveva accolto tutti gli ebrei tedeschi che avevano cercato rifugio dalla persecuzione nazista.
Prima dell'arrivo delle colonne tedesche un migliaio di ebrei era riuscito a fuggire dal Paese.
Il Capo Rabbino della Comunità lussemburghese Robert Serebrenik si recò al Comando Militare Tedesco ed ebbe un colloquio con il generale Reichenau.
Il generale promise che non vi sarebbe stata alcuna molestia da parte dell'esercito tedesco nei confronti degli ebrei e che rimaneva assicurata la libertà di lavoro. Ovviamente il generale sottolineò il fatto che riteneva Serebrenik responsabile della buona condotta degli ebrei.
L'amministrazione militare tedesca governò il Lussemburgo occupato sino al 17 agosto del 1940 e le sue promesse vennero mantenute.


Dalle promesse dei militari alle espropriazioni dei nazisti
Il generale Reichenau che amministrò il Lussemburgo sino all'agosto 1940.
Gustav Simon, gauleiter e Chef der Zivilverwaltung in Lussemburgo.
La prima fase della politica nazista verso gli ebrei del Lussemburgo

Il primo segnale che il rispetto dell'indipendenza del Lussemburgo era soltanto una menzogna fu dato il 25 luglio 1940. La provincia tedesca confinante - il Gau Coblenz-Trier - incorporò il territorio del Granducato andando a formare la nuova provincia del Reich: il Gau "Moselland".
I militari tedeschi cedettero alla amministrazione civile il compito di governare l'ex Granducato il 7 agosto 1940.
Il compito venne affidato ad un nazista della prima ora: il gauleiter Gustav Simon che assunse il titolo di Chef der Zivilverwaltung (capo dell'amministrazione civile). Insieme a Simon arrivò l'apparato repressivo tedesco costituito dal capo della polizia Von Hengst e dal Capo dei Servizi di Sicurezza (SD) e delle SS l'Obersturmbannführer Nölle.
In una prima fase i nazisti adottarono verso gli ebrei una politica "morbida". Da un lato Gustav Simon procedette a partire dal 5 settembre 1940, alla espropriazione dei beni di proprietà ebraica. Il Gauinspektor Ackermann - collaboratore di Gustav Simon - censì 335 aziende ebraiche e 380 aziende agricole di proprietà di ebrei. Beni mobili ed immobili vennero espropriati.
Sino al 1941 non vi furono atti di persecuzione contro gli ebrei lussemburghesi. Secondo Robert Serebrenik i nazisti avevano già programmato l'arresto e la deportazione per la festa ebraica dell' Yom Kippur (autunno 1940). L'ordine venne cancellato per l'intervento dell'esercito tedesco e - in particolar modo - del generale Freiherr von Huene-Hoyningen.
Rimane come dato di fatto che tra l'agosto 1940 ed il maggio 1941 le autorità tedesche permisero l'emigrazione degli ebrei lussemburghesi dei quali una parte trovò rifugio in Portogallo. Le cose - tuttavia - erano destinate a cambiare in modo drammatico.