Il generale Reichenau che amministrò il Lussemburgo sino all'agosto 1940.
Gustav
Simon, gauleiter e Chef der Zivilverwaltung in Lussemburgo.
La
prima fase della politica nazista verso gli ebrei del Lussemburgo
Il primo segnale che il rispetto dell'indipendenza del Lussemburgo era soltanto
una menzogna fu dato il 25 luglio 1940. La provincia tedesca confinante - il
Gau Coblenz-Trier - incorporò il territorio del Granducato andando a
formare la nuova provincia del Reich: il Gau "Moselland".
I militari tedeschi cedettero alla amministrazione civile il compito di governare
l'ex Granducato il 7 agosto 1940.
Il compito venne affidato ad un nazista della prima ora: il gauleiter
Gustav
Simon che assunse il titolo di Chef der Zivilverwaltung (capo dell'amministrazione
civile). Insieme a Simon arrivò l'apparato repressivo tedesco costituito
dal capo della polizia Von Hengst e dal Capo dei Servizi di Sicurezza (SD) e
delle SS l'Obersturmbannführer
Nölle.
In una prima fase i nazisti adottarono verso gli ebrei una politica "morbida".
Da un lato
Gustav Simon procedette
a partire dal 5 settembre 1940, alla espropriazione dei beni di proprietà
ebraica. Il Gauinspektor Ackermann - collaboratore di
Gustav
Simon - censì 335 aziende ebraiche e 380 aziende agricole di proprietà
di ebrei. Beni mobili ed immobili vennero espropriati.
Sino al 1941 non vi furono atti di persecuzione contro gli ebrei lussemburghesi.
Secondo Robert Serebrenik i nazisti avevano già programmato l'arresto
e la deportazione per la festa ebraica dell' Yom Kippur (autunno 1940). L'ordine
venne cancellato per l'intervento dell'esercito tedesco e - in particolar modo
- del generale Freiherr von Huene-Hoyningen.
Rimane come dato di fatto che tra l'agosto 1940 ed il maggio 1941 le autorità
tedesche permisero l'emigrazione degli ebrei lussemburghesi dei quali una parte
trovò rifugio in Portogallo. Le cose - tuttavia - erano destinate a cambiare
in modo drammatico.