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Lo Joodse Raad

Lo "Joodse Raad" fu il "Consiglio Ebraico" olandese creato per volontà degli occupanti tedeschi dell'Olanda nel febbraio 1941.
Come era abitudine consolidata dei nazisti per meglio svolgere le operazioni di espropriazione, concentrazione e deportazione occorreva un docile strumento. Anche in Olanda come in tutte le località con un rilevante numero di ebrei venne dunque creato lo Joodse Raad. La Prima riunione dell'organismo si svolse il 13 febbraio 1941. Si trattò di una riunione tempestosa nella quale diversi membri sottolinearono come fosse un errore creare una struttura che tornava a vantaggio dei nazisti. Abraham Asscher e David Cohen - che erano i copresidenti dello Joodse Raad - erano invece convinti che si trattasse dell'unica soluzione possibile per salvare il più alto numero di ebrei.
Parallelamente esisteva un altro organismo ebraico: il Comitato di Coordinamento Ebraico diretto da Lodewijk Visser.
Visser
pensava che si dovesse far riferimento alle autorità olandesi che ancora governavano il paese dal punto di vista amministrativo senza aver contatti diretti con i tedeschi.
I nazisti imposero la creazione di un settimanale di informazione con il compito di informare la popolazione ebraica dei provvedimenti adottati contro di loro. Nacque così lo Het Joodsche Weekblad.
Lo Joodse Raad ebbe la rappresentanza di tutti gli ebrei olandesi ed ebbe la sua sede ad Amsterdam. Parallelamente Seyss-Inquart sciolse il meno accomodante Coordinamento Ebraico di Visser.
Lo Joodse Raad si occupò dell'assistenza e dell'istruzione degli ebrei che progressivamente venivano concentrati ad Amsterdam e - cosa più importante per i nazisti - si occupò della raccolta delle tasse estorte agli ebrei.
I tedeschi concentrarono tutte le somme sequestrate agli ebrei in un conto corrente intestato allo Joodse Raad. Tuttavia era possibile prelevare soltanto una somma mensile prestabilita dai nazisti stessi. Tale somma ammontava a 800.000 fiorini olandesi che, tuttavia, rappresentava soltanto il 50% dei reali bisogni della Comunità Ebraica olandese.
Nell'estate del 1941 i tedeschi cominciarono a preparare la eliminazione fisica della Comunità olandese. Lo Joodse Raad venne costretto a collaborare per il concentramento degli ebrei delle province nella città di Amsterdam e a sovrintendere alle attività di lavoro create nei campi di concentramento nazisti. Era lo stesso Joodse Raad che doveva decidere chi inviare verso i campi di lavoro dove le condizioni erano durissime.
I campo principali di lavoro erano Westerbork e Vught.
Il 26 giugno 1942 i tedeschi annunciarono che sarebbe cominciata la deportazione verso "campi di lavoro in Oriente" e lo Joodse Raad venne costretto a preparare le liste. Per circa 10 mesi gli ebrei olandesi furono concentrati a Westerbork e di qui spediti nei campi di sterminio. Nel maggio 1943 la deportazione tocco a 7.000 ebrei che lavoravano o erano parenti di impiegati dello stesso Joodse Raad. Il giorno della deportazione si presentarono soltanto in 700. I tedeschi reagirono rastrellando 8.850 ebrei.
Ciò che rimaneva dello Joodse Raad funzionò sino al 24 settembre 1943 quando le ultime 200 persone (compresi Cohen e Asscher) vennero deportati.

Da sinistra Abraham Asscher e David Cohen, copresidenti dello Joose Raad sino al suo scioglimento.

Il primo numero del settimanale "Het Joodsche Weekblad", ben preso l'organo ufficiale dello Joodse Raad divenne ben presto un bollettino degli ordini nazisti.

Il lavoro quotidiano negli uffici dello Joodse Raad ad Amsterdam.