Lo
sterminio degli ebrei olandesi - 1
L'invasione
tedesca
e il gruppo dirigente nazista
L'invasione tedesca dell'Olanda iniziò poco dopo la mezzanotte del 9-10
maggio 1940. In due soli giorni di combattimento l'intera area settentrionale
del Paese venne occupata. Rotterdam fu pesantemente bombardata.
Il comandante dell'esercito olandese Winckelmann comunicò alla regina
Guglielmina di non essere più in grado di garantirne l'incolumità.
La regina rifiutò di arrendersi e si imbarcò in direzione della
Gran Bretagna. Il generale Winkelmann la mattina del 15 giugno firmò
la resa nel villaggio di Rjisord vicino ad Amsterdam.
Si apriva così uno dei periodi di occupazione tedesca più lunghi
e spietati.
Fu proprio in Olanda che la macchina di sterminio nazista si dimostrò
più efficiente, spietata e metodica.
A differenza di quanto accadde infatti in altre nazioni occupate, il gruppo
dirigente nazista che si insediò in Olanda si dimostrò capace
di lavorare in modo coordinato e continuativo. Non si verificarono spaccature
interne e l'azione repressiva non conobbe soste.
Il responsabile principale dell'amministrazione nazista dell'Olanda fu
Arthur
Seyss-Inquart un austriaco che aveva già dato "buona" prova
di se in occasione dell'occupazione e dell'annessione dell'Austria nel 1938.
Il suo braccio destro operativo fu il capo supremo della Polizia e delle SS
Hans Albin Rauter.
Seyss-Inquart e
Rauter erano
due austriaci che si intendevano perfettamente ma, a completare la loro attività
in modo decisivo, intervenne l'opera di
Wilhelm
Harster un poliziotto metodico, inflessibile e sanguinario. Questo trio
si occupò del metodico sterminio di una delle Comunità ebraiche
più antiche e floride d'Europa, represse selvaggiamente la Resistenza
olandese, depredò ed impoverì l'Olanda.
Truppe
tedesche attraversano un fiume all'altezza di Maastricht. Gli olandesi tentarono
inutilmente di rallentare l'avanzata nemica facendo saltare i ponti e le dighe.