Tra il 1927 ed il 1930 l'instabilità politica e la crisi economica
generarono leader deboli e incapaci di governare il Paese.
In quattro anni si alternarono otto governi diversi senza che i problemi nazionali
venissero affrontati in modo serio. Nel 1930 il principe
Carol
ritornò segretamente in Romania e riuscì a impadronirsi del trono
cui aveva rinunciato. La regina madre Elena fu costretta all'esilio.
In questo clima difficile il governo venne affidato al primo ministro Nicolae
Iorga, un intellettuale che tra il 1931 ed il 1932 tentò di trovare una
politica di sviluppo attraverso la collaborazione con le minoranze etniche del
Paese pur rimanendo ferocemente antisemita.
In politica estera la Romania si appoggiava alla Francia e alla Gran Bretagna
e nei Balcani aveva costituito la cosiddetta "Piccola Intesa", un
trattato di alleanza con Cecoslovacchia e Jugoslavia.
Per tutti gli anni Trenta la Romania soffrì più di altri Paesi
della crisi economica mondiale iniziata nel 1929 e la povertà diffusa
favorì il crescere dei movimenti più estremisti tra i quali emerse
la
"Guardia di Ferro".
Sino al 1933 tuttavia il maggior numero di consensi elettorali andarono ai partiti
moderati romeni tra i quali il più importante era il Partito Liberale.
Nel 1933 un'ondata di terrorismo politico organizzato dal partito di
Codreanu
portò all'assassinio del primo ministro Duca. In un clima sempre
più caratterizzato dalla violenza i governi si succedettero senza riuscire
a risolvere alcun problema.
Nel 1938 salì al potere un governo formato dall'unione di due partiti
violentemente antisemiti: il Partito Nazionale Cristiano e il Partito Nazionale
Contadino.
Octavian Goga - primo ministro del nuovo
governo - promosse una politica autoritaria e inconcludente. In soli quarantaquattro
giorni di potere
Goga riuscì a togliere
la cittadinanza alla maggior parte degli Ebrei romeni nel tentativo di ingraziarsi
la simpatia della Germania. La forte riprovazione di Francia e Gran Bretagna
alla politica autoritaria ed antisemita romena costrinse
Goga
a presentare le dimissioni.
Il re
Carol II nel febbraio 1939 attuò
un colpo di Stato instaurando una dittatura diretta da un partito unico a lui
fedele (il "Fronte della rinascita nazionale"). La dittatura di
re
Carol mirava a riavvicinarsi nuovamente alla
Francia e alla Gran Bretagna. In questo intento venne repressa nel sangue l'azione
politica della
"Guardia di Ferro"
e
Corneliu Codreanu venne prima arrestato e
poi ucciso. Il governo autoritario del re non riuscì però a cogliere
nessuno dei suoi obiettivi. La
"Guardia di
Ferro" sopravvisse alla morte del suo capo e intensificò le
azioni di terrorismo riuscendo ad assassinare il primo ministro Calinescu il
21 settembre 1939.
Nel settembre 1939, allo scoppio della guerra, la Romania si trovò diplomaticamente
isolata. L'
Ungheria si era fatta minacciosa, Francia e Gran Bretagna erano
costrette a difendersi dalla Germania e impossibilitate a sostenerla. Così
i Romeni dovettero cedere ai sovietici la Bessarabia e la Bucovina (27 giugno
1940), all'
Ungheria la Transilvania settentrionale (30 agosto 1940), la
Dobrugia alla Bulgaria (7 settembre 1940).
La riunione del re Carol II con il consiglio dei ministri (1938).
21 settembre 1939: la folla circonda il luogo dell'assassinio del Primo Ministro
Armand Calinescu.