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La storia dell'Olocausto in Romania - [pag.2/15]
L'impossibile democrazia (1927-1940)
Tra il 1927 ed il 1930 l'instabilità politica e la crisi economica generarono leader deboli e incapaci di governare il Paese.
In quattro anni si alternarono otto governi diversi senza che i problemi nazionali venissero affrontati in modo serio. Nel 1930 il principe Carol ritornò segretamente in Romania e riuscì a impadronirsi del trono cui aveva rinunciato. La regina madre Elena fu costretta all'esilio.
In questo clima difficile il governo venne affidato al primo ministro Nicolae Iorga, un intellettuale che tra il 1931 ed il 1932 tentò di trovare una politica di sviluppo attraverso la collaborazione con le minoranze etniche del Paese pur rimanendo ferocemente antisemita.
In politica estera la Romania si appoggiava alla Francia e alla Gran Bretagna e nei Balcani aveva costituito la cosiddetta "Piccola Intesa", un trattato di alleanza con Cecoslovacchia e Jugoslavia.
Per tutti gli anni Trenta la Romania soffrì più di altri Paesi della crisi economica mondiale iniziata nel 1929 e la povertà diffusa favorì il crescere dei movimenti più estremisti tra i quali emerse la "Guardia di Ferro".
Sino al 1933 tuttavia il maggior numero di consensi elettorali andarono ai partiti moderati romeni tra i quali il più importante era il Partito Liberale.
Nel 1933 un'ondata di terrorismo politico organizzato dal partito di Codreanu portò all'assassinio del primo ministro Duca. In un clima sempre più caratterizzato dalla violenza i governi si succedettero senza riuscire a risolvere alcun problema.
Nel 1938 salì al potere un governo formato dall'unione di due partiti violentemente antisemiti: il Partito Nazionale Cristiano e il Partito Nazionale Contadino.
Octavian Goga - primo ministro del nuovo governo - promosse una politica autoritaria e inconcludente. In soli quarantaquattro giorni di potere Goga riuscì a togliere la cittadinanza alla maggior parte degli Ebrei romeni nel tentativo di ingraziarsi la simpatia della Germania. La forte riprovazione di Francia e Gran Bretagna alla politica autoritaria ed antisemita romena costrinse Goga a presentare le dimissioni.
Il re Carol II nel febbraio 1939 attuò un colpo di Stato instaurando una dittatura diretta da un partito unico a lui fedele (il "Fronte della rinascita nazionale"). La dittatura di re Carol mirava a riavvicinarsi nuovamente alla Francia e alla Gran Bretagna. In questo intento venne repressa nel sangue l'azione politica della "Guardia di Ferro" e Corneliu Codreanu venne prima arrestato e poi ucciso. Il governo autoritario del re non riuscì però a cogliere nessuno dei suoi obiettivi. La "Guardia di Ferro" sopravvisse alla morte del suo capo e intensificò le azioni di terrorismo riuscendo ad assassinare il primo ministro Calinescu il 21 settembre 1939.
Nel settembre 1939, allo scoppio della guerra, la Romania si trovò diplomaticamente isolata. L'Ungheria si era fatta minacciosa, Francia e Gran Bretagna erano costrette a difendersi dalla Germania e impossibilitate a sostenerla. Così i Romeni dovettero cedere ai sovietici la Bessarabia e la Bucovina (27 giugno 1940), all'Ungheria la Transilvania settentrionale (30 agosto 1940), la Dobrugia alla Bulgaria (7 settembre 1940).

mappa della Romania
Mappa della Romania: in evidenza i mutamenti delle frontiere del 1940 per effetto delle occupazioni da parte dell'Ungheria, Bulgaria e Urss. Cliccare sull'immagine per ingrandire
Riunione del re Carol II con il consiglio dei ministri
La riunione del re Carol II con il consiglio dei ministri (1938).
foto: la folla in raccoglimento
21 settembre 1939: la folla circonda il luogo dell'assassinio del Primo Ministro Armand Calinescu.