Re
Carol II nonostante fosse totalmente screditato
per la perdita di così vasti territori cercò di mantenere il potere.
Nel pieno della crisi che aveva condotto alla perdita dei territori, nel luglio
1940
Carol si accordò con
Horia
Sima che era succeduto a Codreanu come capo delle "Guardie di Ferro".
Con la benedizione tedesca venne costituito un nuovo governo filonazista presieduto
dal ministro Gigurtu. La
"Guardia di Ferro"
ebbe tre ministeri.
L'accordo tra il re e i "legionari" durò poco.
Horia
Sima non poteva rimanere in un governo che aveva ceduto così tanto
territorio nazionale. Il 1° settembre 1940 la
"Guardia
di Ferro" diffuse un manifesto che chiedeva l'abdicazione del
sovrano.
Il 3 settembre si svolsero scontri di piazza in tutto il Paese. A questo punto
Carol II cercò di giocare le sue ultime
carte per rimanere al potere. Il 4 settembre 1940 chiamò il generale
Ion Antonescu per formare un nuovo governo.
Antonescu era stato capo di stato maggiore nel 1933 ed era stato costretto alle
dimissioni da re
Carol. Nel 1938 era stato ministro
della guerra e ancora una volta aveva dovuto dare le dimissioni per la sua opposizione
alla monarchia.
Carol sperava di poterselo fare alleato contro
la
"Guardia di Ferro".
Antonescu una volta ottenuti i pieni poteri
liberò i legionari arrestati e intimò al re di abdicare. Il re
dovette andare in esilio insieme alla sua amante. La regina Elena venne richiamata
in patria e
Antonescu si proclamò "Conducator",
duce della Romania. Il governo che formò vedeva un nutrito gruppo di
ministri appartenenti alla
"Guardia di Ferro".