La presenza ebraica in Romania è attestata sin dal II secolo dopo Cristo.
I primi dati certi sulla numerosità della Comunità ebraica romena
risalgono al 1859 quando un censimento stabilì il loro numero a 135.000
persone. Nel 1878, all'atto della creazione della Romania come Stato indipendente,
vennero concessi agli Ebrei pari diritti come al resto dei cittadini romeni.
Ciò non significò una vera emancipazione perché gli ostacoli
posti alla parità di diritti svuotarono di contenuto la decisione del
1878. A questo proposito basti pensare che su 240.000 Ebrei censiti nel 1914
soltanto 2.000 godevano della piena cittadinanza.
Alla fine dell'Ottocento l'antisemitismo era particolarmente diffuso in tutta
la Romania e ciclicamente si verificavano massacri di Ebrei. Già nel
1895 veniva fondata a l'Alleanza Antisemita Universale ad opera di Nicolae Jorga
e
Alexander Cuza mentre nel 1910 i due fondarono
Partito Nazional Democratico che nel suo programma chiedeva la segregazione
degli Ebrei.
L'insicurezza e le estreme condizioni di povertà in cui versava la popolazione
ebraica favorirono l'emigrazione. Un consistente numero di Ebrei verso il 1880
raggiunse gli Stati Uniti e la Palestina.
Nel 1923 a seguito di accordi internazionali il re
Ferdinando
abolì l'articolo 7 della Costituzione che discriminava gli Ebrei e concedeva
loro parità effettiva di diritti. Questa scelta era dovuta anche al fatto
che dopo la fine della Prima Guerra Mondiale la Romania aveva aumentato enormemente
il proprio territorio e triplicato la componente ebraica: non era più
possibile continuare a discriminare 756.930 persone (secondo il censimento del
1930).
Sino al 1933 il riferimento ideale per i governi romeni erano le democrazie
occidentali, Francia e Gran Bretagna. Ciò significò che - nonostante
attacchi antisemiti da parte delle organizzazioni di estrema destra - dal punto
di vista legale gli Ebrei non dovettero subire gravi discriminazioni.
Dopo il 1933 i successi del nazismo in Germania diedero maggior voce ai partiti
e movimenti antisemiti. I nazisti avevano tutto l'interesse a destabilizzare
la Romania attraverso i partiti razzisti come il Partito Nazionale Agrario di
Alexandru Goga e la Lega Nazionale di Difesa Cristiana.
Grazie al denaro e ai consigli tedeschi nel 1937 i due partiti si fusero moltiplicando
la loro capacità politica. Il governo capitanato da
Alexandru
Goga non ebbe vita lunga ma nel breve periodo in cui resse la Romania riuscì
ad espellere gli Ebrei dalla vita sociale ed economica del Paese. Il 22 gennaio
1938 venne promulgata una legge di revisione in base alla quale più di
120.000 Ebrei vennero privati della cittadinanza.
Il governo presieduto dal primo ministro Gigurtu non fu meno spietato verso
gli Ebrei di quello del suo predecessore
Goga.
L'8 agosto 1940 vennero emanate due leggi: la prima definiva gli Ebrei e la
seconda imponeva una serie di restrizioni che completavano la legislazione introdotta
dal governo Goga.
Venivano definiti Ebrei non solo coloro che professavano la religione ebraica
ma anche i bambini battezzati figli di Ebrei non battezzati. Anche le mogli
ebree convertite ricaddero nella definizione.
La seconda legge introdusse il divieto di matrimoni misti e l'espulsione dagli
impieghi pubblici, dai giornali, dai consigli d'amministrazione delle aziende,
dagli ordini professionali.
Queste leggi furono gli ultimi atti dei governi controllati da re
Carol.
Fu evidentemente per guadagnarsi il favore dei tedeschi che
Carol
II e il governo di Gigurtu permisero che si verificasse il primo gravissimo
atto di violenza: il pogrom di Dorohoi nel quale persero la vita diverse centinaia
di Ebrei tra il luglio ed il settembre del 1940.
Nonostante la politica antisemita non riuscì a guadagnarsi il favore
di Berlino e, quando il potere cadde nelle mani del generale
Antonescu,
i provvedimenti antisemiti si indirizzarono verso un progressivo, violento inasprimento.
Una
famiglia ebrea dinanzi alla sua casa distrutta durante il pogrom di Chisinau
(Kishinev) del 1903.
La prima Conferenza sul linguaggio ebraico tenutasi a Cernauti dal 29 agosto
al 4 settembre 1910. Testimonianza della vivacità della vita intellettuale
della Comunità ebraica dell'area agli inizi del Novecento era particolarmente
viva.