La
collaborazione tra esercito romeno e SS dell'Einsatzgruppe D sembrava procedere
speditamente.
Dietro consiglio dei nazisti i Romeni avevano iniziato ad istituire un grande
ghetto a Cernauti e concentrare gli Ebrei dei villaggi vicini nella città
di Tighina.
Fu a questo punto che, con una decisione totalmente inaspettata,
Antonescu
decise di deportare tutti gli Ebrei delle riconquistate Bucovina e Bessarabia
al di là del fiume Dniester. Alla fine di luglio migliaia di Ebrei vennero
costretti ad attraversare il fiume in condizioni spaventose e abbandonati sulla
riva opposta.
Al di là del Dniester si estendeva l'area controllata dall'Undicesima
Armata e dall'Einsatzgruppe D. I nazisti non erano stati informati e si trovarono
a dover far fronte a migliaia di Ebrei spinti in avanti dai Romeni. Gli uomini
dell'Einsatzkommando 10b cercarono dove poterono di opporsi a questa operazione.
Ohlendorf informò Berlino
di essere riuscito ad uccidere 1.265 Ebrei e di essere riuscito a far ripassare
il Dniester ad altri 27.500.
Le forze dell'Einsatzgruppe D erano troppo esigue per riuscire a frenare l'ondata
di profughi, si dovette chiedere aiuto alla Feldgendarmerie, la polizia militare
dell'esercito tedesco.
A metà agosto grazie a questo intervento altri 20.000 Ebrei vennero respinti
indietro. Ma la macchina di sterminio romeno si era messa in moto e procedeva
in modo totalmente imprevisto.
I nazisti erano appena riusciti a fermare l'esodo dalla Bucovina che
Antonescu
ordinò che tutti gli Ebrei in età da lavoro fossero trasferiti
dal centro della Romania allla Bessarabia. La ragione ufficiale era che vi avrebbero
"costruito strade".
A questo punto le autorità tedesche intervennero ufficialmente. Il generale
Hauffe che teneva i collegamenti con l'esercito romeno cercò un accordo.
Insieme al capo di stato maggiore dell'esercito romeno Tataranu si convenì
che gli Ebrei romeni sarebbero stati concentrati in un'area compresa tra il
fiume Dniester e il fiume Bug. In quest'area, chiamata Transnistria i Romeni
avrebbero dovuto costruire dei campi di concentramento.
Il destino degli Ebrei si sarebbe dovuto decidere dopo la vittoria sull'Unione
Sovietica che si presumeva imminente.
Si trattò di un esodo di dimensioni apocalittiche che proseguì
sino alla primavera del 1942.
Gli Ebrei stimati dalle autorità in Bucovina e Bessarabia ammontavano
a circa 185.000. Di questi 10.000 vennero uccisi nei pogrom, 7.000 morirono
nei campi di transito per la fame, il tifo e i maltrattamenti, altri 10.000
vennero eliminati quando già erano stati trasferiti dall'altra parte
del Dniester.
Al 1° settembre 1941 ne rimanevano 156.000.
Le operazioni di deportazioni concordate con i tedeschi comportarono lo spostamento
forzato di 118.847 Ebrei che riuscirono ad attraversare vivi il Dniester mentre
altri 17.577 morirono durante la traversata.
Secondo i calcoli delle autorità romene rimanevano in Bucovina e Bessarabia
al 20 maggio 1942 19.576 Ebrei.
Antonescu aveva fretta, intravedeva la possibilità
di sbarazzarsi una volta per tutte del "problema ebraico".
Il 4 ottobre 1941, in una lettera al comandante di Cernauti, il generale Calotescu,
annunciò che voleva che entro dieci giorni gli Ebrei rimasti in Bucovina
e Bessarabia fossero deportati in Transnistria. L'11 ottobre venne ordinato
a tutti gli Ebrei della città di concentrarsi in alcune strade che divennero
un vero e proprio ghetto.
L'idea del comandante Calotescu era quella di concentrare a Cernauti il maggior
numero possibile di Ebrei provenienti da tutta la regione e spedirli il più
velocemente possibile in Transnistria.
A metà dell'ottobre 1941 il ghetto conteneva 50.000 Ebrei in condizioni
igieniche e sanitarie gravissime.
Dalla fine di ottobre le autorità romene iniziarono a trasferire con
treni piombati gli Ebrei.
A Cernauti si ingaggiò una lotta per salvare il maggior numero di Ebrei.
Il protagonista di questo tentativo di salvataggio fu il sindaco della città
Traian Popovici che, insieme alla regina madre Elena cercò di fermare
le deportazioni da Cernauti. I disperati tentativi di Popovici riuscirono a
impedire - per una parte solo momentaneamente - la partenza di 20.000 persone.
Nel mezzo delle deportazioni
Wilhelm
Filderman, capo della Comunità ebraica romena scrisse una disperata
lettera ad
Antonescu per implorare la cessazione
delle deportazioni. Gli giunse soltanto una lunga risposta sprezzante.
Nelle due rare foto a colori in alto soldati romeni raggruppano e conducono
verso la Transnistria una famiglia ebrea di Chisinau (Kishinev) il 28 ottobre
1941.
Spttp: ebrei in attesa di essere traghettati dall'altra sponda del fiume Dniester
(ottobre 1941)
Traian
Popovici sindaco di Cernauti e la regina madre Elena. Ambedue si prodigarono
per la salvezza degli Ebrei romeni.