Il responsabile dell'eliminazione degli Ebrei scampati al pogrom di Odessa
e di quelli trasferiti dalla Bessarabia e dalla Bucovina fu il prefetto del
distretto di Golta il tenente colonnello Modest Isopescu che, seguendo le
direttive tedesche, organizzò alcuni campi di concentramento a Bogdanovka,
Domanivka, Acmechetca. La principale caratteristica di questi campi romeni
era la totale disorganizzazione, tutti sorsero dopo il massacro di Odessa
con lo scopo di uccidere il maggior numero possibile di Ebrei nel più
breve tempo possibile.
Isopescu assunse il suo incarico all'inizio dell'ottobre 1941. Nel distretto
di Golta c'erano già numerosi Ebrei espulsi dalla Bessarabia e dalla
Bucovina cui si sommavano gli Ebrei che da sempre vivevano in quell'area.
Isopescu dipendeva gerarchicamente dal governatore della Transnistria Gheorghe
Alexianu ed è a quest'ultimo che Isopescu indirizzò il 31 novembre
1941 una lettera che descriveva la situazione a Golta.
In due mesi, scriveva Isopescu, erano morti 8.000 Ebrei che aveva trovato
al suo arrivo mentre altri 11.000 erano stati concentrati a Bogdanovka in
una porcilaia che in precedenza conteneva settemila maiali. Isopescu si lamentava
del fatto che gli era giunta notizia dell'arrivo di altre migliaia di Ebrei
provenienti da Odessa (1).
Il fatto che Bogdanovka fosse non un campo attrezzato ma una ex porcilaia
ci fa capire che tipo di destino Isopescu stesse preparando per gli Ebrei
della Transnistria.
Come Bogdanovka anche Domanivka e Acmechetca erano campi sorti su preesistenti
baracche e stalle.
Sin dai primi tempi dissenteria, tifo, colera falcidiarono i prigionieri cui
non veniva fornito cibo sufficiente per sopravvivere.
L'intenzione di massacrare gli Ebrei della Transnistria in questi campi era
d'altronde ufficiale e chiara, Antonescu
il 16 dicembre 1941 aveva dichiarato: "Stiamo
aspettando che venga presa una decisione a Berlino? Stiamo aspettando una
decisione che ci riguarda? Aspettiamo per metterli in un luogo sicuro? Mettiamoli
nelle catacombe, mettiamoli nel Mar Nero. Non voglio sapere niente. Non importa
se moriranno in cento o in mille, possono morire tutti" (2)
A marce forzate in un esodo di crudeltà impressionante vennero concentrate
nell'area di Golta circa 70.000 persone.
Isopescu - che ora aveva l'autorizzazione ufficiale ad eliminarli - entrò
in azione il 21 dicembre 1941 massacrando in dieci giorni 43.000 Ebrei a Bogdanovka.
Tra gennaio e febbraio ordinò il massacro di 18.000 Ebrei a Dumanivka
e 4.000 a Acmechetca.
L'altra area che fu teatro di sconvolgenti massacri fu quella di Berezovka.
Qui vennero trasportati 20.000 Ebrei di Odessa a bordo di treni merci. Alla
stazione di Berezovka tra il 12 gennaio e il 23 febbraio 1942 entrò
in azione un commando formato da abitanti del luogo di etnia tedesca. Armati
dalle SS questi tedeschi etnici scortarono i prigionieri nella vicina foresta
di Selbstschutz e li fucilarono.
Secondo le stesse fonti tedesche i morti furono circa 28.000 e si temette
per un'epidemia visto che i cadaveri si trovavano sparsi e insepolti ovunque.
Con quest'ultima operazione gli Ebrei trasportati in Transnistria erano stati
di fatto annientati.
NOTE
(1) In US Holocaust Research Institute
RG 25.004 (Serviciul Roman de Informatii), Roll 31, fondo 40010, vol.
I. Citato anche da Radu Ioanid, When Mass Murder Become Good Men,
in Journal of Holocaust Education, 4 (1995), p. 101.
(2) Jean Ancel, The Romanian Mass
murder campaigns in Transnistria, 1941-42, pp. 116-117


