Per
"Vecchia Romania" si intendeva all'epoca l'area del Paese racchiusa
nei confini precedenti la Prima Guerra Mondiale e che comprendeva anche la città
di Bucarest.
In quest'area gli Ebrei non erano stati deportati in Transnistria. La ragione
del mancato spostamento era dovuto al fatto che le autorità romene si
erano lasciate persuadere dai nazisti a procedere con metodo applicando la ghettizzazione
e l'espropriazione.
Seguendo i consigli tedeschi le autorità romene in primo luogo cercarono
di costituire un Consiglio Ebraico che potesse sbrigare per loro conto le operazioni
di registrazione e controllo degli Ebrei.
In Romania esisteva una organizzazione che rappresentava tutte le Comunità
ebraiche del Paese: la
Uniunea Evreilor Romani (Unione degli Ebrei
di Romania) ed una organizzazione da essa dipendente, la
"Comisia Autonoma
de Ajutorare", che svolgeva attività di soccorso per gli Ebrei
deportati in Transnistria.
A dirigere le due organizzazioni era l'autorevole e capace presidente
Wilhelm
Filderman.
Verso la metà di dicembre 1941 il consigliere delle SS a Bucarest
Gustav
Richter ed il plenipotenziario romeno per gli affari ebraici
Radu
Lecca ebbero un incontro con il ministro degli Interni
Mihai
Antonescu. Nell'incontro venne stabilita la creazione di un Consiglio Ebraico
modellato su quanto i nazisti avevano fatto negli altri Paesi occupati
(1).
Il 16 dicembre 1941 senza alcun preavviso la
Uniunea Evreilor Romani
venne sciolta e
Filderman
dimissionato.
Nel gennaio 1942 il governo romeno creò la
"Centrala Evreilor
din Romania" e mantenne in vita la
"Comisia Autonoma de Ajutorare".
Il nuovo organismo - conosciuto da quel momento come
"Centrala"
- venne affidato a Stefan Streitman che ne assunse la presidenza. In realtà
il vero capo della "
Centrala" era Nandor Ghingold, un medico
trentenne che nel vano tentativo di sfuggire alla persecuzione si era convertito
al cristianesimo nel 1941.
Della "
Centrala" faceva parte anche Adolf Willman, capo dipartimento
e spia interna per conto delle SS. Gingold dipendeva direttamente dal plenipotenziario
per gli affari ebraici
Radu Lecca e da lui prendeva
gli ordini.
Per tutto il periodo in cui fu attiva la "
Centrala" eseguì
scrupolosamente i compiti repressivi ed organizzativi affidatigli dal governo
romeno: svolse il censimento, creò le liste per il lavoro coatto, impose
le tasse speciali.
Fu la "
Centrala" che attuò il disegno di annientamento
economico degli Ebrei residenti nella "Vecchia Romania".
In primo luogo gli Ebrei vennero espulsi dalle loro case e lo Stato si appropriò
di 75.000 appartamenti. Si attuò una politica di lavoro coatto cui vennero
costretti tutti gli Ebrei maschi dai 18 ai 50 anni. Vennero imposte tasse straordinarie
tra le quali la più iniqua fu l'imposizione della cosiddetta "tassa
dei quattro miliardi" applicata a tutta la Comunità ebraica.
All'interno della "
Centrala" tuttavia
Filderman
aveva infiltrato i suoi uomini riuscendo per quanto poté ad alleviare
le sofferenze degli Ebrei della "Vecchia Romania" e ad aiutare i sopravvissuti
in Transnistria.
NOTE
(1) Il resoconto dell'incontro
è noto grazie ad una lettera di Richter
a Killinger in data 15 dicembre
1941, T 175, Roll 662.