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La storia dell'Olocausto in Romania - [pag.10/15]
La "Centrala", il consiglio ebraico romeno
Per "Vecchia Romania" si intendeva all'epoca l'area del Paese racchiusa nei confini precedenti la Prima Guerra Mondiale e che comprendeva anche la città di Bucarest.
In quest'area gli Ebrei non erano stati deportati in Transnistria. La ragione del mancato spostamento era dovuto al fatto che le autorità romene si erano lasciate persuadere dai nazisti a procedere con metodo applicando la ghettizzazione e l'espropriazione.
Seguendo i consigli tedeschi le autorità romene in primo luogo cercarono di costituire un Consiglio Ebraico che potesse sbrigare per loro conto le operazioni di registrazione e controllo degli Ebrei.
In Romania esisteva una organizzazione che rappresentava tutte le Comunità ebraiche del Paese: la Uniunea Evreilor Romani (Unione degli Ebrei di Romania) ed una organizzazione da essa dipendente, la "Comisia Autonoma de Ajutorare", che svolgeva attività di soccorso per gli Ebrei deportati in Transnistria.
A dirigere le due organizzazioni era l'autorevole e capace presidente Wilhelm Filderman.
Verso la metà di dicembre 1941 il consigliere delle SS a Bucarest Gustav Richter ed il plenipotenziario romeno per gli affari ebraici Radu Lecca ebbero un incontro con il ministro degli Interni Mihai Antonescu. Nell'incontro venne stabilita la creazione di un Consiglio Ebraico modellato su quanto i nazisti avevano fatto negli altri Paesi occupati (1).
Il 16 dicembre 1941 senza alcun preavviso la Uniunea Evreilor Romani venne sciolta e Filderman dimissionato.
Nel gennaio 1942 il governo romeno creò la "Centrala Evreilor din Romania" e mantenne in vita la "Comisia Autonoma de Ajutorare". Il nuovo organismo - conosciuto da quel momento come "Centrala" - venne affidato a Stefan Streitman che ne assunse la presidenza. In realtà il vero capo della "Centrala" era Nandor Ghingold, un medico trentenne che nel vano tentativo di sfuggire alla persecuzione si era convertito al cristianesimo nel 1941.
Della "Centrala" faceva parte anche Adolf Willman, capo dipartimento e spia interna per conto delle SS. Gingold dipendeva direttamente dal plenipotenziario per gli affari ebraici Radu Lecca e da lui prendeva gli ordini.
Per tutto il periodo in cui fu attiva la "Centrala" eseguì scrupolosamente i compiti repressivi ed organizzativi affidatigli dal governo romeno: svolse il censimento, creò le liste per il lavoro coatto, impose le tasse speciali.
Fu la "Centrala" che attuò il disegno di annientamento economico degli Ebrei residenti nella "Vecchia Romania".
In primo luogo gli Ebrei vennero espulsi dalle loro case e lo Stato si appropriò di 75.000 appartamenti. Si attuò una politica di lavoro coatto cui vennero costretti tutti gli Ebrei maschi dai 18 ai 50 anni. Vennero imposte tasse straordinarie tra le quali la più iniqua fu l'imposizione della cosiddetta "tassa dei quattro miliardi" applicata a tutta la Comunità ebraica.
All'interno della "Centrala" tuttavia Filderman aveva infiltrato i suoi uomini riuscendo per quanto poté ad alleviare le sofferenze degli Ebrei della "Vecchia Romania" e ad aiutare i sopravvissuti in Transnistria.



NOTE

(1) Il resoconto dell'incontro è noto grazie ad una lettera di Richter a Killinger in data 15 dicembre 1941, T 175, Roll 662.
Foto: membri della Centrala
Foto: bambini ebrei in una mensa

Foto sopra: il gruppo dirigente della Centrala, il presidente Wilhelm Filderman è seduto al centro.
Foto sotto: bambini ebrei in una mensa organizzata dalla "Centrala"

Foto: l'ingresso della Comunità Ebraica di Bucarest

Bambini a Bucarest dinanzi alla sede della "Comunitatea Evreilor", la Comunità Ebraica romena