Il
governo nazista era rimasto perplesso di fronte all'ondata di massacri posta
in essere dai Romeni.
Adolf Eichmann era tenuto costantemente
informato della situazione dal suo uomo a Bucarest,
Gustav
Richter.
In una lettera scritta al Ministero degli Esteri tedesco,
Eichmann
- a proposito delle deportazioni in Transnistria - aveva precisato che le azioni
romene
"sono approvate in linea di principio"
e si limitava a definirle
"disorganizzate e premature"
(1).
Ovviamente
Eichmann non poteva
rimproverare ai Romeni lo zelo con il quale avevano massacrato gli Ebrei in
Transnistria, l'obiettivo in fondo era lo sterminio, piuttosto erano le modalità
che dovevano essere rese "scientifiche".
L'impegno dei Romeni sembrava essere una garanzia anche per l'eliminazione degli
Ebrei della "Vecchia Romania".
I Romeni avevano seguito i consigli di
Richter,
avevano creato la "Centrala", avevano imposto tassazioni e espropriato
beni, rimaneva l'ultima tappa: deportare gli Ebrei romeni verso i campi di sterminio
in Polonia.
Eichmann era decisamente ottimista
a questo proposito.
Il 26 luglio 1942 scrisse un rapporto destinato ai suoi superiori nel quale
affermò:
"I preparativi politici e tecnici
in vista di una soluzione del problema ebraico in Romania sono stati così
completamente eseguiti dal rappresentante dell'ufficio centrale per la sicurezza
del Reich [Richter] che i trasporti
per evacuazione possono iniziare in breve tempo. Si pensa di spostare gli Ebrei
di Romania in una serie di trasporti che partiranno verso il 10 settembre 1942
in direzione del distretto di Lublino, dove, coloro che saranno ritenuti adatti
per lavorare saranno alloggiati e utilizzati come manodopera, mentre al resto
verrà assegnato un trattamento speciale. Si è concordato che questi
Ebrei perderanno la cittadinanza romena dopo aver attraversato il confine romeno"
(2).
Per
Eichmann dunque la deportazione
era questione di giorni, gli accordi con i Romeni erano stati presi e si trattava
soltanto di preparare i trasporti.
Nella sua comunicazione
Eichmann
precisava di avere una lettera firmata dal ministro degli Interni romeno
Mihai
Antonescu che confermava tutto ciò. Si poteva dunque "procedere
al lavoro di espulsione come era stato previsto"
(3).
D'altra parte il giornale edito in lingua tedesca a Bucarest sotto gli auspici
dell'ambasciata naziasta - il
Bukarester Tageblatt - l'8 agosto 1942
pubblicò un articolo nel quale preannunciava che la
"Romania
sarà liberata dagli Ebrei" (Rumaenien wird judenrein)
La lettera di Eichmann era indirizzata al Sottosegretario
Luther
del Ministero degli Esteri che doveva concedere il nulla osta.
Luther l'11 agosto 1942 rispose indirizzandosi a
Müller
(4), il superiore di
Eichmann,
per quanto riguardava il Ministero degli Esteri non c'erano obiezioni alla deportazione
degli Ebrei romeni. Tuttavia, aggiungeva
Luther,
il ministero degli Esteri chiedeva che non fosse intrapresa alcuna azione prima
che si fosse chiarito definitivamente l'atteggiamento del governo romeno.
Sempre l'11 agosto
Luther scrisse
un'altra lettera, questa volta indirizzata all'ambasciata tedesca a Bucarest,
nella quale chiedeva che si chiarisse in modo definitivo la questione dei trasporti
degli Ebrei fuori della Romania e chiedeva quando il plenipotenziario romeno
Radu Lecca si sarebbe recato a Berlino
(5).
Con tutta evidenza
Luther ottenne
una risposta positiva da Bucarest perché, una settimana dopo, il 17 agosto
1942 scrisse un'altra lettera indirizzandola questa volta al ministro
Ribbentrop.
Luther scriveva che il ministro
Mihai Antonescu aveva dato risposta affermativa
al progetto di deportazione e che l'operazione sarebbe iniziata a partire dai
distretti di Arad, Timisoara e Turda. In più
Luther
faceva sapere che
Radu Lecca chiedeva di essere
ricevuto a Berlino per definire i dettagli dell'operazione
(6).
Il 20 agosto 1942
Luther informava
l'ambasciata tedesca a Bucarest che la visita di
Lecca
era confermata.
Radu Lecca effettivamente si
recò a Berlino
(7). Non sappiamo
la data esatta del suo arrivo nella capitale del Reich ma sappiamo che era di
ritorno a Bucarest il 27 agosto.
NOTE
(1) Lettera di Eichmann
del 14 aprile 1942, NG 4817.
(2) Rapporto di Eichmann
del 26 luglio 1942, NG 3558: "der arbeitsfaehige Teil arbeitseinsatzmaessig
angesetzt wird, der Rest der Sonderbehandlung unterzogen werden soll. Es ist
Vorsorge getroffen, dass diesen Juden nach Ueberschreiten der rumaenischen Grenze
die Staatsangehoerigkeit verloren geht".
(3) Rapporto di Eichmann
del 26 luglio 1942, NG 3558: "Ich bitte um Genehmigung, die Abschiebungsarbeiten
in der vorgetragenen Form durchfuehren zu können".
(4) Lettera di Luther
a Müller dell'11
agosto 1942, NG 2354.
(5) Lettera di Luther
a von Killinger dell'11 agosto
1942, NG 2354.
(6) Lettera di Luther
a Ribbentrop del 17 agosto
1942, NG 3558 "Il Vice Primo Ministro Mihai
Antonescu ha fornito conferma della sua volontà - in accordo con
quanto espresso dal Maresciallo Antonescu
- di accettare che le autorità tedesche mettano in atto l'evacuazione
degli Ebrei dalla Romania facendola iniziare immediatamente dalle aree di Arad,
Timisoara e Turda"
(7) Lettera di Luther
a von Killinger, NG 2198.