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La storia dell'Olocausto in Romania - [pag.11/15]
Eichmann progetta la deportazione
Il governo nazista era rimasto perplesso di fronte all'ondata di massacri posta in essere dai Romeni.
Adolf Eichmann era tenuto costantemente informato della situazione dal suo uomo a Bucarest, Gustav Richter.
In una lettera scritta al Ministero degli Esteri tedesco, Eichmann - a proposito delle deportazioni in Transnistria - aveva precisato che le azioni romene "sono approvate in linea di principio" e si limitava a definirle "disorganizzate e premature" (1).
Ovviamente Eichmann non poteva rimproverare ai Romeni lo zelo con il quale avevano massacrato gli Ebrei in Transnistria, l'obiettivo in fondo era lo sterminio, piuttosto erano le modalità che dovevano essere rese "scientifiche".
L'impegno dei Romeni sembrava essere una garanzia anche per l'eliminazione degli Ebrei della "Vecchia Romania".
I Romeni avevano seguito i consigli di Richter, avevano creato la "Centrala", avevano imposto tassazioni e espropriato beni, rimaneva l'ultima tappa: deportare gli Ebrei romeni verso i campi di sterminio in Polonia.
Eichmann era decisamente ottimista a questo proposito.
Il 26 luglio 1942 scrisse un rapporto destinato ai suoi superiori nel quale affermò: "I preparativi politici e tecnici in vista di una soluzione del problema ebraico in Romania sono stati così completamente eseguiti dal rappresentante dell'ufficio centrale per la sicurezza del Reich [Richter] che i trasporti per evacuazione possono iniziare in breve tempo. Si pensa di spostare gli Ebrei di Romania in una serie di trasporti che partiranno verso il 10 settembre 1942 in direzione del distretto di Lublino, dove, coloro che saranno ritenuti adatti per lavorare saranno alloggiati e utilizzati come manodopera, mentre al resto verrà assegnato un trattamento speciale. Si è concordato che questi Ebrei perderanno la cittadinanza romena dopo aver attraversato il confine romeno" (2).
Per Eichmann dunque la deportazione era questione di giorni, gli accordi con i Romeni erano stati presi e si trattava soltanto di preparare i trasporti.
Nella sua comunicazione Eichmann precisava di avere una lettera firmata dal ministro degli Interni romeno Mihai Antonescu che confermava tutto ciò. Si poteva dunque "procedere al lavoro di espulsione come era stato previsto" (3).
D'altra parte il giornale edito in lingua tedesca a Bucarest sotto gli auspici dell'ambasciata naziasta - il Bukarester Tageblatt - l'8 agosto 1942 pubblicò un articolo nel quale preannunciava che la "Romania sarà liberata dagli Ebrei" (Rumaenien wird judenrein)
La lettera di Eichmann era indirizzata al Sottosegretario Luther del Ministero degli Esteri che doveva concedere il nulla osta.
Luther l'11 agosto 1942 rispose indirizzandosi a Müller (4), il superiore di Eichmann, per quanto riguardava il Ministero degli Esteri non c'erano obiezioni alla deportazione degli Ebrei romeni. Tuttavia, aggiungeva Luther, il ministero degli Esteri chiedeva che non fosse intrapresa alcuna azione prima che si fosse chiarito definitivamente l'atteggiamento del governo romeno.
Sempre l'11 agosto Luther scrisse un'altra lettera, questa volta indirizzata all'ambasciata tedesca a Bucarest, nella quale chiedeva che si chiarisse in modo definitivo la questione dei trasporti degli Ebrei fuori della Romania e chiedeva quando il plenipotenziario romeno Radu Lecca si sarebbe recato a Berlino (5).
Con tutta evidenza Luther ottenne una risposta positiva da Bucarest perché, una settimana dopo, il 17 agosto 1942 scrisse un'altra lettera indirizzandola questa volta al ministro Ribbentrop.
Luther scriveva che il ministro Mihai Antonescu aveva dato risposta affermativa al progetto di deportazione e che l'operazione sarebbe iniziata a partire dai distretti di Arad, Timisoara e Turda. In più Luther faceva sapere che Radu Lecca chiedeva di essere ricevuto a Berlino per definire i dettagli dell'operazione (6).
Il 20 agosto 1942 Luther informava l'ambasciata tedesca a Bucarest che la visita di Lecca era confermata. Radu Lecca effettivamente si recò a Berlino (7). Non sappiamo la data esatta del suo arrivo nella capitale del Reich ma sappiamo che era di ritorno a Bucarest il 27 agosto.



NOTE
(1) Lettera di Eichmann del 14 aprile 1942, NG 4817.
(2) Rapporto di Eichmann del 26 luglio 1942, NG 3558: "der arbeitsfaehige Teil arbeitseinsatzmaessig angesetzt wird, der Rest der Sonderbehandlung unterzogen werden soll. Es ist Vorsorge getroffen, dass diesen Juden nach Ueberschreiten der rumaenischen Grenze die Staatsangehoerigkeit verloren geht".
(3) Rapporto di Eichmann del 26 luglio 1942, NG 3558: "Ich bitte um Genehmigung, die Abschiebungsarbeiten in der vorgetragenen Form durchfuehren zu können".
(4) Lettera di Luther a Müller dell'11 agosto 1942, NG 2354.
(5) Lettera di Luther a von Killinger dell'11 agosto 1942, NG 2354.
(6) Lettera di Luther a Ribbentrop del 17 agosto 1942, NG 3558 "Il Vice Primo Ministro Mihai Antonescu ha fornito conferma della sua volontà - in accordo con quanto espresso dal Maresciallo Antonescu - di accettare che le autorità tedesche mettano in atto l'evacuazione degli Ebrei dalla Romania facendola iniziare immediatamente dalle aree di Arad, Timisoara e Turda"
(7) Lettera di Luther a von Killinger, NG 2198.
Foto: l'ambasciatore von Killinger

Foto in alto: l'ambasciatore tedesco von Killinger (in abito bianco) durante una cerimonia ufficiale a Bucarest.