Giorni prima della partenza per Berlino Radu
Lecca aveva avuto un incontro con Misu Benvenisti consigliere della "Centrala"
e amico di Filderman.
Durante l'incontro Radu Lecca aveva ricevuto
una telefonata ed aveva parlato di deportazioni.
Contemporaneamente un ingegnere ebreo che lavorava per le ferrovie venne in
possesso di un piano che riguardava la deportazione degli Ebrei delle zone
di Arad, Timisoara e Turda. (3)
A questo punto i dirigenti Ebrei si mossero. Il rabbino capo di Romania Safran
si mise in contatto con il nunzio apostolico in Romania Umberto Cassulo e
con il metropolita ortodosso di Transilvania Nicolae Balan per chiedere il
loro intervento.
Dal canto suo Filderman
partì per Bucarest ed ebbe un colloquio con il ministro degli Interni
Mihai Antonescu.
Filderman
ebbe quindi la conferma delle pressioni tedesche per attuare la deportazione.
Filderman
ebbe colloqui con tutte le personalità che potevano fare pressione
in qualche modo sul Maresciallo Antonescu.
Intervennero l'ambasciatore svizzero René de Weck, l'incaricato d'affari
turco Selbarty Istinyell, l'ambasciatore svedese, Charles Kolb e von Steiger
rappresentanti a Bucarest della Croce Rossa Internazionale. Tutte queste personalità
riuscirono ad avvicinare la regina madre Elena e il giovane re
Michele I convincendoli ad intervenire presso il Maresciallo Antonescu.
Tra la Corte e il Maresciallo si svolsero dei colloqui e sia Safran che Filderman
vennero informati che Antonescu aveva deciso di fermare le deportazioni. In
più sia Kolb che von Steiger ebbero il permesso di recarsi in Transnistria
e fu consentito al nunzio Cassulo di consegnare al comitato d'aiuto ebraico
un milione e mezzo di Lei donati dal Papa.(4).
Contemporaneamente entravano in azione altre due persone: Juliu Maniu e Franz
von Neumann.
Juliu Maniu era un vecchio dirigente del partito contadino che - informato
da Filderman
- ebbe un colloquio con Antonescu durante
il quale fece notare al Maresciallo che un messaggio del presidente degli
Stati Uniti Roosvelt pervenuto attraverso l'ambasciata svizzera e una pubblica
dichiarazione del primo ministro inglese Churchill lasciavano chiaramente
intendere che gli Alleati erano intenzionati a perseguire le atrocità
commesse contro gli Ebrei.
Franz von Neumann era un giovane imprenditore di Arad che giunto in aereo
a Bucarest mise a disposizione una forte somma di denaro destinata a corrompere
un alto funzionario romeno affinché si ritardassero le deportazioni
o vi si rinunciasse definitivamente. (5)
NOTE
(1) Lettera di von Killinger
a Luther del 28 agosto 1942, NG 2195
(2) Raul Hilberg, in La distruzione degli
Ebrei d'Europa", vol I., pp. 805-806 scrive: "Il tentativo tedesco
era fallito, gli Ebrei restarono dov'erano. Il ripensamento romeno non era
parziale ma completo. Dettagli così futili quali i rapporti del ministro
von Killinger con gli Herren der SS (von Killinger apparteneva alle SA) e
l'accoglienza discutibile riservata ad un Ministerialdirektor romeno, sarebbero
stati sufficienti a modificare la decisione di abbandonare più di 300.000
Ebrei alla morte che li attendeva? I dettagli futili sono senza importanza,
ma un incidente persino banale, risulta tuttavia decisivo in una situazione
che si trovi già in un equilibrio delicato. Nell'agosto del 1942, i
Romeni cominciavano a perdere parte del loro entusiasmo. Avevano esaurito
la loro iniziale esuberanza ed erano esausti. L'impeto con il quale avevano
risposto alle richieste distruttive dei Tedeschi venivano meno"
(3) La presenza di Richter
a Bucarest venne richiesta espressamente dall'ambasciatore von
Killinger che scrisse a Berlino: "Poiché la questione ebraica
in Romania è ora entrata in una fase decisiva e importanti leggi sulla
Arianizzazione e Romenizzazione sono state varate è di vitale importanza
che l'Hauptsturmfuehrer Richter
sia immediatamente distaccato dalle SS e assegnato a Bucarest. In questo senso
una richiesta ufficiale del vice primo ministro Mihai
Antonescu al Reichsfuherer Himmler è stata inoltrata ed è
in viaggio per Berlino. Se non vi fosse intenzione di far ritornare Richter
è comunque cruciale che venga comunque immediatamente inviato uno specialista
nelle questioni ebraiche e nella romanizzazione". Documento numero 472
presentato al processo Eichmann.
(4) Testimonianza di Theodor
Loewenstein-Lavie, Processo a Eichmann, 23 maggio 1961, Sessione 48.
(5) La notizia delle manovre di Maniu
e di Neumann erano note alle SS. Un rapporto senza firma del 1° settembre
1942, T 175, Roll 657 le riporta. Un memorandum di Gustav
Richter segnala che von Neumann avrebbe offerto 400 milioni di Lei all'esercito
romeno per impedire le deportazioni degli Ebrei. Le informazioni giungevano
all'ufficio delle SS attraverso Matei Willman la spia ebrea che lavorava alla
"Centrala".

