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La storia dell'Olocausto in Romania - [pag.14/15]
La fine
L'ammorbidimento della posizione del governo romeno oltre che tardiva appariva superata dagli eventi.
Nell'aprile 1944 le truppe sovietiche avevano riconquistato ormai tutta la Transnistria e la linea del fronte era arrivata a Iasi.
Anche se le intenzioni di Mihai Antonescu fossero state sincere non era più possibile evacuare gli ebrei scampati da un'area già perduta. Che la conferenza fosse poi un puro atto di propaganda è dimostrato anche dalla attitudine dei comandi militari.
Il generale Wöhler, che nel luglio 1944 comandava l'Ottava Armata tedesca a Iasi, si lamentava del fatto che nella città c'erano ancora ebrei e, non riuscendo ad evacuarli, aveva cominciato ad utilizzarli in lavori coatti. (1)
Nella notte tra il 19 ed il 20 agosto 1944 il 2° Fronte Ucraino comandato dal generale Malinovskij attaccò improvvisamente sfondando le linee all'altezza di Iasi. Contemporaneamente il 3° Fronte Ucraino comandato dal generale Tobulchin attaccò vicino alla città di Tiraspol.
L'offensiva mirava a chiudere in una sacca la Sesta Armata tedesco-romena e travolgere il Gruppo Armate "Sud-Ucraina" comandata dal generale Friessner.
Il 23 agosto la Terza Armata romena si arrendeva. Tra il 19 ed il 24 agosto, tra morti e feriti, i Romeni avevano perso più di 70.000 uomini.
A Bucarest la situazione politica andava precipitando man mano che le disastrose notizie dal fronte arrivavano nella capitale. Il re Michele II chiese al Maresciallo Antonescu di prendere immediatamente contatto con i sovietici per trattare un armistizio. Antonescu cercò di prendere tempo ma alle 17 venne fatto arrestare. Alle 22 il re in un comunicato radio ordinò all'esercito di cessare i combattimenti contro i sovietici.
Il generale Sanatescu venne nominato primo ministro. Informato del voltafaccia romeno Hitler diede ordine all'aviazione di bombardare Bucarest e al generale Friessner di attaccare la capitale e giustiziare tutto il nuovo governo romeno. Contemporaneamente il Führer ordinò al generale della Luftwaffe Alfred Gerstenberg di installare un nuovo governo filotedesco.
Il mattino del 24 agosto 1944 il 500° battaglione paracadutisti comandato da Gerstenberg tentò di occupare Bucarest. Tedeschi e Romeni adesso combattevano gli uni contro gli altri per le strade della città. Il 25 agosto l'aviazione tedesca bombardò Bucarest.
La battaglia per la capitale proseguì sino al 3 settembre quando i tedeschi vennero definitivamente respinti anche grazie all'arrivo delle truppe sovietiche. Alcuni giorni prima nell'ambasciata tedesca assediata dai Romeni von Killinger si suicidò per non cadere nelle mani dei Sovietici
La Romania il 25 agosto dichiarò guerra alla Germania e sino alla fine del conflitto combatté a fianco degli Alleati.


NOTE

(1) R.Hilberg, "La distruzione degli ebrei d'Europa", p. 813.

Foto: prigionieri romeni

Colonne di prigionieri romeni catturati dai Sovietici dopo lo sfondamento del fronte

Foto: carro armato sovietico a Bucarest

Bucarest, 30 agosto 1944, un carro armato sovietico viene accolto festosamente dalla popolazione

Foto: ufficiali tedeschi prigionieri a Bucarest

Ufficiali e soldati tedeschi catturati dai Romeni a Bucarest.