Riuscire a definire l'esatta cifra degli ebrei periti nell'ondata di massacri
è impresa pressoché impossibile.
Secondo Raul Hilberg si possono stimare 270.000 vittime
(1).
A pagare per l'orribile strage furono poche persone, tra questi il
Maresciallo
Antonescu, il ministro
Mihai Antonescu,
il generale Vasiliu e il governatore della Transnistria Alexianu fucilati il
1° giugno 1946.
Ciò su cui è necessario riflettere è il fatto che in Romania
si verificarono alcune anomalie rispetto a ciò che accadde in altre nazioni.
La prima anomalia è data dal fatto che in Romania non si ebbe né
identificazione né convivenza tra un partito nazionale filo-nazista e
il governo. In Slovacchia - ad esempio - il Partito Hlinka e il governo di
Monsignor
Tiso si spartirono il potere; in
Ungheria le "Croci Frecciate"
filo-naziste convissero a lungo con il governo dell'ammiraglio Horthy. In Romania
invece - alla vigilia dell'entrata in guerra - le
"Guardie
di Ferro" vennero spazzate via e i suoi capi come
Horia
Sima dovettero trovare rifugio in Germania.
La seconda anomalia è data dal fatto che a determinare il processo di
distruzione della comunità ebraica romena fu un sostanziale atteggiamento
opportunistico. I grandi massacri del 1941-42, la deportazione in Transnistria
furono determinati dalla convinzione che la Germania nazista avrebbe finito
per vincere la guerra. Non appena - sin dopo la sconfitta di Stalingrado - cominciarono
ad accumularsi i dubbi sulla vittoria, la dirigenza romena assunse atteggiamenti
via via più morbidi.
L'opportunismo ha determinato una grande ambiguità di fondo dopo la guerra
rispetto alle responsabilità del massacro.
Il fatto che più della metà degli ebrei romeni sia scampato alla
morte è stato attribuito ad una inesistente volontà di non perseguire
gli Ebrei.
Dopo la guerra i governi comunisti che si sono avvicendati al potere in Romania
sino alla rivoluzione del 1989 hanno sfruttato con accortezza questa ambiguità.
L'intera responsabilità dell'Olocausto romeno venne attribuita ai tedeschi
e alle loro pressioni.
In realtà soltanto 4.500 Ebrei morirono per mano dei nazisti e l'intera
responsabilità dell'orribile massacro ricade in modo esclusivo sulla
dirigenza romena del
Maresciallo Antonescu.
Un altro elemento di grande importanza per lo studio della Shoah in Europa è
rappresentato da un fatto unico che si verificò in Romania: l'intervento
diplomatico massiccio e deciso degli Alleati, del Vaticano, dei Paesi neutrali
e della Croce Rossa Internazionale a favore degli Ebrei.
L'interruzione del piano di deportazione verso la Germania degli ebrei di Romania
fu il frutto di una pressione concentrica sul governo romeno. L'esito finale
positivo fa riflettere sulle possibilità che si sarebbero aperte, in
altri Paesi occupati dai nazisti, con analoghi interventi che non ebbero luogo.
NOTE
(1) R.Hilberg, "La distruzione
degli ebrei d'Europa", p. 813.
Un ufficiale spara il colpo di grazia.