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La storia dell'Olocausto in Slovacchia - [pag.5/10]
La Guardia di Hlinka al potere
Il 28 luglio 1940 si svolse un incontro che sarebbe stato chiamato il "compromesso di Salisburgo". Per iniziativa tedesca l'ala moderata e l'ala estremista del Partito Popolare si incontrarono.
Davanti ai dirigenti nazisti comparvero Monsignor Tiso, Sano Mach comandante della "Guardia di Hlinka" e Voitech Tuka ministro degli esteri, il rappresentante dell'etnia tedesca in Slovacchia Karmasin. Mach e Tuka rappresentavano l'ala dura del Partito Popolare e reclamavano maggior potere interno. Il compromesso stabilì una suddivisione del potere: da un lato Tiso e il suo Partito Popolare, dall'altro Mach e Tuka con le "Guardie di Hlinka".
La prima conseguenza dell'arrivo al potere decisionale di Mach e Tuka fu l'accelerazione del processo di distruzione dell'ebraismo slovacco.
I nazisti - che ora appoggiavano le "Guardie di Hlinka" - decisero di potenziare le strutture tedesche che dovevano affiancare gli slovacchi nella persecuzione. Fulcro delle operazioni era l'ambasciata tedesca a Bratislava diretta da un aristocratico di provata fede nazista: Manfred von Killinger.
Protagonista del compromesso di Salisburgo, Killinger il 1° agosto 1940 chiese a Berlino che fosse inviato al più presto in Slovacchia un consigliere per la qiestione ebraica.
Berlino rispose inviando a partire dal 1° settembre successivo il suo esperto Dieter Wisliceny. A proposito dei compiti assunti in Slovacchia nella sua testimonianza scritta del 29 dicembre 1946 scrisse:
"La mia missione in Slovacchia era di consigliare il governo slovacco su tutti i problemi connessi alla questione ebraica. Mi era stato ordinato di stabilire buone relazioni con il governo slovacco e considero il mio lavoro come una missione diplomatica. Dal punto di vista degli affari amministrativi venni assegnato all'Ambasciata tedesca di Bratislava e riferivo direttamente all'ambasciatore von Killinger e - più tardi - al suo successore l'ambasciatore Ludin. Copia dei miei rapporti venivano regolarmente inviati ad Eichmann al quale inviavo regolarmente i dispacci confidenziali del Servizio di Sicurezza (SD)"

La "missione diplomatica" di Wisliceny in realtà consisteva nel mettere in moto la disorganizzata macchina di deportazione slovacca: gli effetti furono quasi immediati.
In primo luogo occorreva censire gli ebrei e in secondo luogo rimettere in moto l'apparato burocratico slovacco. Il censimento venne svolto alla fine del 1940 basandosi sulla vecchia definizione di ebreo varata nel 1939. Ovviamente il numero di ebrei risultò molto inferiore a quello che i nazisti e gli estremisti slovacchi si attendevano. Occorreva perciò definire in modo più rigido gli ebrei non più secondo criteri religiosi ma razziali.
Foto: il governo slovacco al completo

Sopra: il governo di Monsignor Tiso al completo.
I in basso: parata delle Guardie Hlinka a Bratislava da sinistra i primi due personaggi sono Voitech Tuka e Sano Mach.

Foto: parata di Guardie Hlinka a Bratislava