Opposizione e blocco delle deportazioni
Le deportazioni condotte tra il 26 marzo e il 15 maggio 1942 posero tutti
gli "attori" della tragedia di fronte a fatti inaspettati e drammatici.
Il parlamento slovacco dal giorno successivo alle prime deportazionisi oppose
e continuò a mantenere il punto sino al 15 maggio. La Chiesa Cattolica
e quella Protestante si rivolsero in modo energico verso il presidente Jozif
Tiso.
Queste reazioni colsero di sorpresa Tiso che reagì
stravolgendo il "Codice degli Ebrei". Con un nuovo decreto vennero
stabilite quattro nuove categorie di "ebrei esenti": coloro che
erano stati battezzati prima del 14 marzo 1929; i coniugi ebrei sposati con
ariani prima del 10 settembre 1941; coloro che godevano di speciali esenzioni
decise personalmente da Monsignor Tiso; coloro che
avevano un permessso di lavoro nel pubblico impiego e nei settori economici
strategici.
L'ala estremista rappresentata dai ministri Tuka
e Mach dovette prendere atto in primo luogo che la
popolazione si mostrava meno antisemita del previsto.
I casi in cui gli "ariani" aiutavano gli ebrei a fuggire o a nascondersi
erano molto numerosi. Il parlamento si era mostrato incredibilmente combattivo.
Le pressioni delle Chiese si erano mostrate assai più forti di quanto
i silenzi precedenti avessero fatto pensare.

