| Bela Kun |
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| Nacque il 20 febbraio 1886 a Szilágycseh
in Ungheria. Sin da giovane si avvicinò alla politica nelle fila
del partito socialdemocratico lavorando prima in Transilvania e poi a
Budapest. Durante la Prima Guerra Mondiale combatté nell'esercito
austroungarico sul fronte russo e cadde prigioniero. Durante la sua permanenza
in Russia si avvicinò al partito bolscevico stringendo rapporti
anche con Vladimir Ilic Lenin. Quando l'Austria-Ungheria uscì sconfitta
dalla guerra fece ritorno a Budapest. Qui fondò un giornale e,
il 20 dicembre 1918, il Partito Comunista Ungherese. Agitatore e propagandista
efficace venne arrestato e imprigionato dal governo di Mihaly
Karolyi per il coinvolgimento in un attentato terroristico contro
la polizia. L'Ungheria era sostanzialmente assediata da ogni parte e Karolyi -
proclamando la Repubblica - stava tentando di trovare un accordo con
le potenze vincintrici per mantenere quanto più territorio possibile
della vecchia Ungheria. Il tentativo fallì per l'opposizione sia
degli ambienti della Destra che di quelli della Sinistra ungherese. Il
20 marzo 1919 Bela Kun venne liberato e assunse la direzione del partito
che riuniva sia i Comunisti che i Socialdemocratici. Il 21 marzo Karoliy,
preso atto che le potenze vincitrici avrebbero smembrato l'Ungheria e
che non era possibile trovare un accordo di unità nazionale tra
tutti i partiti, si dimise dalla carica di Presidente. Il vuoto di potere
lasciato da Karolyi venne immediatamente riempito
da Bela Kun e dalla sua allenza di Sinistra. In quel delicatissimo momento
parve che fossero soltanto i comunisti e i socialisti a poter salvare
l'Ungheria dal baratro. Romeni e Cecoslovacchi con il tacito consenso e aiuto dei Francesi invadevano l'Ungheria e le richieste di cedere territori imposti dagli Alleati risultavano esorbitanti. Bela Kun - sostenendo che l'Armata Rossa sovietica sarebbe accorsa in aiuto - riuscì a galvanizzare la popolazione e a raccogliere un esercito che colse inaspettati successi riuscendo temporaneamente a fermare gli invasori. Tuttavia dal punto di vista interno la Repubblica Sovietica Ungherese (tale era ora la definizione adottata) non riuscì a mettere radici. |
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Divenuto un dirigente della Terza Internazionale continuò la
sua opera di rivoluzionario professionista cercando di organizzare rivolte
in Germania ed Austria. Grazie ai suoi buoni contatti con Lenin venne
inviato come Commissario del Popolo in Crimea ma, anche qui, si abbandonò ad
insensatezze e crudeltà tanto da essere rimosso dall'incarico.
Trovò infine rifugio a Mosca. Qui dopo un periodo di relativa
tranquillità entrò gradatamente in contrasto con il nuovo
leader della Unione Sovietica, Josif Stalin. Accusato di deviazionismo
e di essere un seguace di Trotsky venne arrestato dalla polizia politica
sovietica ed ucciso probabilmente il 30 novembre 1930. L'importanza di Bela Kun non sta tanto nei sanguinosi centotrentatré giorni di governo (che secondo le statistiche degli stessi conservatori provocarono 248 vittime) ma nelle conseguenze pratiche e psicologiche che ebbe per anni sulla politica ungherese. In primo luogo i conservatori una volta tornati al potere scatenarono una campagna di controterrore che fece assai più vittime di quelle provocate da Bela Kun. |
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| In secondo luogo lo 'shock' provocato dalla rivoiuzione comunista venne abilmente manovrato dai conservatori. Propagandisti, scrittori come Cécile Tormay, politici accusarono gli Ebrei di essere stati i veri manovratori della rivoluzione. L'accusa di essere nemici dell'Ungheria si estese a tutti gli Ebrei ungheresi. Poco importava che sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale gli Ebrei ungheresi avessero versato il loro sangue. Nessuno si ricordò che tra le vittime del terrore di Bela Kun vi erano stati numerosisimi ebrei e che le confische avevano danneggiato proprio l'unica classe media del Paese ossia gli Ebrei. Da quel momento in poi sugli Ebrei cadde una comoda accusa per dare sfogo ai sentimenti antisemiti. In più il governo conservatore diretto da Istvan Bethlen approfittò a piene mani del terrore per i comunisti. Grazie a questa scusa ogni riforma assolutamente vitale per il Paese venne bloccata e il potere della élite aristocratica venne restaurato pienamente. L'avventura di Bela Kun tornò utile a tutti coloro che da allora e sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, vollero instaurare un regime antisemita in Ungheria. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||