olokaustos torna alla home page biografie
 
percorso guidato
schede biografiche
percorso geografico
percorso per argomenti
resistenza ebraica e opposizione
documenti
saggi e idee
musei e luoghi
ricerca
 
  indice argomento pagina precedente pagina succesiva torna indietro
         
 
     
  Bela Kun
 
 
Foto: Bela Kun  
   




  
 
In primo luogo Bela Kun ed il suo governo adottarono metodi di governo terroristici eliminando fisicamente gli oppositori moderati ed espandendo poi la violenza verso tutti color che in un modo o nell'altro venivano considerati "borghesi". Vennero assunti provvedimenti presecutorii: espropriazione dei beni, perdita dei diritti civili oltre a quotidiane violenze. Una speciale milizia di settecento uomini (i cosiddetti "figli di Lenin") divenne una specie di guardia pretoriana che si dedicava ad un sistematico terrorismo per le vie di Budapest e per le campagne. In più occorre dire che Bela Kun mostrò di essere un teorico totalmente staccato dalla realtà che si trovava a dirigere. Imbevuto di principi marxistici ml digeriti adottò una serie di misure economiche tragicamente ridicole come, ad esempio, proibire sotto pena di morte anche le piccole transazioni commerciali. Probabilmente il clima di terrore non sarebbe stato sufficiente a screditare Bela Kun. Fu la sua politica assolutamente miope a fargli perdere consenso in tutte le fasce della popolazione. La iniziale simpatia guadagnata presso le classi meno abbienti e specie tra i contadini venne vanificata dalla collettivizzazione delle terre. I contadini si attendevano una riforma in grado di spazzare via il latifondo non la eliminazione della proprietà privata. Mettersi contro i contadini significò perdere il bacino di rifornimenti alimentari vitali per continuare la lotta. L'esercito infatti, cessate le distribuzioni di viveri, cessò di combattere. Il regime - peraltro assai breve essendo durato soltanto centotrentatré giorni - crollò su se stesso e, all'avvicinarsi dell'esercito romeno, Bela Kun il 1° agosto 1919 fuggì a Vienna.
 
       
  Nacque il 20 febbraio 1886 a Szilágycseh in Ungheria. Sin da giovane si avvicinò alla politica nelle fila del partito socialdemocratico lavorando prima in Transilvania e poi a Budapest. Durante la Prima Guerra Mondiale combatté nell'esercito austroungarico sul fronte russo e cadde prigioniero. Durante la sua permanenza in Russia si avvicinò al partito bolscevico stringendo rapporti anche con Vladimir Ilic Lenin. Quando l'Austria-Ungheria uscì sconfitta dalla guerra fece ritorno a Budapest. Qui fondò un giornale e, il 20 dicembre 1918, il Partito Comunista Ungherese. Agitatore e propagandista efficace venne arrestato e imprigionato dal governo di Mihaly Karolyi per il coinvolgimento in un attentato terroristico contro la polizia. L'Ungheria era sostanzialmente assediata da ogni parte e Karolyi - proclamando la Repubblica - stava tentando di trovare un accordo con le potenze vincintrici per mantenere quanto più territorio possibile della vecchia Ungheria. Il tentativo fallì per l'opposizione sia degli ambienti della Destra che di quelli della Sinistra ungherese. Il 20 marzo 1919 Bela Kun venne liberato e assunse la direzione del partito che riuniva sia i Comunisti che i Socialdemocratici. Il 21 marzo Karoliy, preso atto che le potenze vincitrici avrebbero smembrato l'Ungheria e che non era possibile trovare un accordo di unità nazionale tra tutti i partiti, si dimise dalla carica di Presidente. Il vuoto di potere lasciato da Karolyi venne immediatamente riempito da Bela Kun e dalla sua allenza di Sinistra. In quel delicatissimo momento parve che fossero soltanto i comunisti e i socialisti a poter salvare l'Ungheria dal baratro.
Romeni e Cecoslovacchi con il tacito consenso e aiuto dei Francesi invadevano l'Ungheria e le richieste di cedere territori imposti dagli Alleati risultavano esorbitanti. Bela Kun - sostenendo che l'Armata Rossa sovietica sarebbe accorsa in aiuto - riuscì a galvanizzare la popolazione e a raccogliere un esercito che colse inaspettati successi riuscendo temporaneamente a fermare gli invasori. Tuttavia dal punto di vista interno la Repubblica Sovietica Ungherese (tale era ora la definizione adottata) non riuscì a mettere radici.



  
   
Foto: Bela Kun   Divenuto un dirigente della Terza Internazionale continuò la sua opera di rivoluzionario professionista cercando di organizzare rivolte in Germania ed Austria. Grazie ai suoi buoni contatti con Lenin venne inviato come Commissario del Popolo in Crimea ma, anche qui, si abbandonò ad insensatezze e crudeltà tanto da essere rimosso dall'incarico. Trovò infine rifugio a Mosca. Qui dopo un periodo di relativa tranquillità entrò gradatamente in contrasto con il nuovo leader della Unione Sovietica, Josif Stalin. Accusato di deviazionismo e di essere un seguace di Trotsky venne arrestato dalla polizia politica sovietica ed ucciso probabilmente il 30 novembre 1930.

L'importanza di Bela Kun non sta tanto nei sanguinosi centotrentatré giorni di governo (che secondo le statistiche degli stessi conservatori provocarono 248 vittime) ma nelle conseguenze pratiche e psicologiche che ebbe per anni sulla politica ungherese. In primo luogo i conservatori una volta tornati al potere scatenarono una campagna di controterrore che fece assai più vittime di quelle provocate da Bela Kun.
 
        In secondo luogo lo 'shock' provocato dalla rivoiuzione comunista venne abilmente manovrato dai conservatori. Propagandisti, scrittori come Cécile Tormay, politici accusarono gli Ebrei di essere stati i veri manovratori della rivoluzione. L'accusa di essere nemici dell'Ungheria si estese a tutti gli Ebrei ungheresi. Poco importava che sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale gli Ebrei ungheresi avessero versato il loro sangue. Nessuno si ricordò che tra le vittime del terrore di Bela Kun vi erano stati numerosisimi ebrei e che le confische avevano danneggiato proprio l'unica classe media del Paese ossia gli Ebrei. Da quel momento in poi sugli Ebrei cadde una comoda accusa per dare sfogo ai sentimenti antisemiti. In più il governo conservatore diretto da Istvan Bethlen approfittò a piene mani del terrore per i comunisti. Grazie a questa scusa ogni riforma assolutamente vitale per il Paese venne bloccata e il potere della élite aristocratica venne restaurato pienamente. L'avventura di Bela Kun tornò utile a tutti coloro che da allora e sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, vollero instaurare un regime antisemita in Ungheria.  
           
         



  
copyright olokaustos home page inizio pagina pagina precedente pagina succesiva torna indietro